questo è quello che scriveva Michelangelo Nitti il 2 dicembre 2015 e secondo lui anche gennaio sarà grossomodo cosi
EDITORIALE METEO
Nella circostanza attuale, improntata alla scarsa propagazione verticale dell’“E-P flux”, probabilmente a causa di una QBO positiva ed in ulteriore incremento che non consente una ripresa della BDC (Brewer Dobson Circulation) e la conseguente crescita delle concentrazioni di ozono in area polare, l’attività del vortice polare stratosferico (
VPS) risulta piuttosto intensa.
Il
VPS, vigoroso e solo temporaneamente disturbato nell’alta stratosfera da modesti “warming” che si generano sul continente asiatico, è parzialmente disturbato in bassa stratosfera (3-wave pattern) e manifesta un vigoroso flusso zonale in uscita da un profondo vortice ciclonico canadese.
Nel medio-lungo termine dovrebbe prevalere una circolazione prettamente zonale anche nella bassa stratosfera, soprattutto alle alte latitudini, da ascrivere all’invigorimento del
VPS nella media e alta stratosfera, in grado di far prevalere il suo forcing. A sua volta, il vortice polare stratosferico anormalmente intenso fornisce un fondamentale contributo ad una persistente disposizione dei centri barici troposferici secondo la più classica configurazione di NAO positiva.
L’oscillazione intra-stagionale tropicale MJO (Madden Julian Oscillation) risulterà ancora a lungo piuttosto debole e quindi ininfluente sulle dinamiche troposferiche delle medie e alte latitudini.
Poco dopo la metà del mese corrente dovrebbe emergere in fase 5 promuovendo l’attività ciclogenetica sul Nord Atlantico e sull’Europa nord-occidentale e la persistenza delle alte pressioni sub-tropicali sull’Europa sud-occidentale e nel settore centrale del Mediterraneo.
L’Italia sarà così interessata quasi costantemente da un’area anticiclonica con qualche temporaneo e marginale passaggio perturbato.
Il tipo di tempo che normalmente deriva da tale modalità di circolazione sul Mediterraneo centro-occidentale (e, quindi, anche sull’Italia) si caratterizza per una notevole stabilità atmosferica che regala giornate mitissime perlomeno sui rilievi e sulle coste, con scarse precipitazioni soprattutto al Centro-Sud. Le alte pressioni favoriranno lo sviluppo delle nebbie che nei prossimi giorni interesseranno con maggiore estensione e persistenza le grandi pianure del Nord Italia e le località interne pianeggianti del Centro.
Nel complesso avremo un mese di dicembre caratterizzato da un vortice ciclonico islandese molto profondo e persistente con un flusso zonale perturbato molto vigoroso ma confinato prevalentemente alle alte latitudini euro-atlantiche, con parziale coinvolgimento del Centro Europa.
Soltanto nella terza decade del mese sarà possibile qualche ingresso perturbato nel Sud Europa.
Questa modalità di circolazione non dovrebbe subire grandi stravolgimenti nel mese successivo a causa di una QBO in ulteriore crescita e di un ENSO (El Niño-Southern Oscillation) ancora su valori alquanto positivi (=El Niño intenso).
Michelangelo Nitti 2 dicembre 2015