Mi pare venga fatta un po' di confusione ed è del tutto naturale se a farla è chi non ha figli ed al momento per pure ragioni anagrafiche non ha nemmeno in progetto di averne.
Una cosa è fare il baby sitter e cambiare pannolini (che alla fine è il lavoro più semplice e banale) per lavoro ad un mostriciattolo sconosciuto.
Un'altra cosa è badare full-time (intendendo per full un bell' H24) al proprio figlio/a. E' il "lavoro" più difficile, gratificante ed istintivo che possa venirmi in mente.
E' una banalità e un luogo comune ma ritrovatevelo tra le braccia il primo giorno tornati dall'ospedale e poi parliamo.
C'è qualcosa di più che un rompipalle che non vi fa dormire e vi fa la pipì addosso.C'è qualcosa di più che un intruso che usurpa il vostro posto in famiglia e vi impedisce di fare tardi il sabato sera.
Si sposta qualunque prospettiva e mi maledirei ogni minuto se non avessi cambiato pannolini, cucinato, pulito casa, accompagnato all'asilo, imboccato, addormentato, consolato.....mia figlia da quando è nata fino ad oggi che la accompagno a fare sport, a scuola, ai compleanni delle amiche o a comperarsi l'Hip Hop a scapito di quasi tutto il mio tempo libero.
Non ci vuole una particolare predisposizione. Si fa e basta...... senza che sia un ministro a dirtelo.
E chi non lo fa non manca solo verso i propri figli ma prima di tutto e soprattutto verso sè stesso perchè i rimorsi e i rimpianti sarebbero terribili.
Poi c'è chi ha un'avversione vera e propria verso i figli (propri) ma ritengo a buon diritto di poterla definire un'anomalia anche solo da un punto di vista biologico.....
Questo dal mio punto di vista e in base alla mia personalissima esperienza. Ovviamente. ;-)
E' quello che cercavo di dire usando poche parole... tu l'hai detto nel modo migliore. :inchino: :inchino: :inchino:
Ripeto, se ragionate così sui figli, non fateli... posso capire fare il baby sitter per altri. Ma per tuo figlio quello che farai non sarà mai un "lavoro da baby sitter" e non ci sono "vie di mezzo". Il padre si fa e basta. Io non sarò un padre modello e lungi da me ritenermi perfetto nel mio ruolo, ma quando faccio qualcosa lo faccio in base a ciò che sento. Se si parte già pensando ai "compitini", quello che piace fare e quello no, beh... a mio avviso si parte davvero col piede sbagliato.
E' normale che coi figli ci si debba sbattere... non credo si possa pensare di fare un figlio e lasciarlo lì come un soprammobile nell'attesa che cresca per giocarci a pallone o con la playstation. Purtroppo ci sono dei passaggi intermedi in cui occorre fare altro... ed è nella natura umana che quei passagi vengano compiuti da entrambi i genitori.