Mi sembra che a parte quella di sabato domenica prossima, che oltretutto interesserà marginalmente solo il nord, i modelli non vedano nessun'altra retrogressione e non solo nell'area Europea, ma neanche in altre zone del globo.
Ho l'imressione che sia ancora molto difficile stabilire una connessione tra quanto avviene in stratosfera e quanto avviene più in basso, comunque ben vengano gli studi che ci permettano a piccoli passi di meglio comprendere le interazioni tra i diversi strati atmosferici e quindi le possibili linee di tendenza.
Per il momento, in termini di previsioni, ritengo sia meglio non andare oltre i 3/4 giorni, quando va bene.
Saluti.
MAJOR WARMING: VP ancora disorientato! Dinamismo nelle prossime settimane.
Titolo: Re: MAJOR WARMING: Ingresso In Troposfera! Ore Decisive. Agg 29-1(1)
Lasciando fuori l'Europa almeno per ora: ma il grande freddo che sta interessando il Canada e gli USA settentrionali da una parte e l'asia dall'altra (soprattutto la Siberia), quello almeno è correlabile al MMW in oggetto oppure è un fenomeno collaterale e con diversa origine?

Titolo: Re: MAJOR WARMING: NCEP Rivoluziona Le Carte. Modelli: è Caos Totale! Agg 28-1(2)
Intanto chiedo umilmente scusa per quella sparata sul bracciante agricolo che, ci mancherebbe non era mia intenzione offendere (tutta la mia famiglia ha orgogliosamente origini contatdine!).
Diciamo che mi sono fatto prendere stupidamente dai luoghi comuni per il semplice fatto che Zerogradi (Alessandro) con cui lavoro quotidianamente e con cui c'è uno scambio gogliardico, ha fatto agraria e ha un suo orto! E che orto!!! :P
Per quanto riguarda il MMW, come giustamente molti hanno capito, ho seguito il fenomeno con estremo interesse fin dall'inizio, anche perchè mi sono trovato a formularne la previsione (inizialmente nemmeno io mi aspettavo comunque un fenomeno di tale rilevanza) contro tutti e tutto.
Come forse ricorderete c'è stata una diartiba con Cloover scaturita dal fatto che secondo alcuni studi e ricerche ufficiali, da lui riportati e da me conosciuti, era impossibile che ad un ESEs Cold (evento estremo stratosferico di tipo freddo), che ad inizio mese aveva rinforzato incredibilmente il VP, potesse seguire un ESEs di tipo Warm (evento estremo stratosferico di tipo caldo... leggasi Strat Warming di tipo Major (MMW))!
(NAM-- ESEs Cold ---> 60 GG di Atlantico tiepido)
E' chiaro, quindi, che dopo aver individuato tale possibilità ed aver portato avanti il discorso per interesse personale, io mi sia fatto un po' trasportare, forse calcando un po' la mano e portando alla luce, e alla lettura di tutti, quello che altrimenti avrei continuato a seguire in modo forse più discreto e dietro le quinte.
Non ho mai promesso fasti nevosi a nessuno, ma chiaramente i confronti con annate storiche vengono da se, anche perchè il forumista medio (ma un po' tutti) spinge sempre sullo stesso punto e sulla stessa cosa (proprio come la lingua che batte dove il dente duole.. e ahimè se duole! ;) )
Ho sempre detto che io leggevo le carte e non facevo previsioni senza un minimo di idea razionale di realizzabilità delle stesse.
La colata fredda è la conseguenza ovvia di ogni MMW che si rispetti, ed ho sempre detto, fin dall'inizio, che l'Europa sarebbe partita svantaggiata, come sempre, e che ancora meno probabili sarebbero state le possibilità per la nostra area.
I modelli, anche oggi, pur non essendo stati chiusi totalmente i giochi, confermano le difficoltà di propagazione troposferica fredda sulle nostre zone.
Gran parte del continente sarà interessato, forse ripetutamente, ma noi rischiamo di rimanere ancora ai margini.
Questo però non c'entra granchè con le mie analisi, anzi, concordo sulla tipologia climatica locale refrattaria alle grandi ondate gelide, anche in occasione di grandi stravolgimenti di circolazione emisferica.
Inoltre dissento completamente dell'inutilità delle analisi, delle ricerche e degli studi sulla Stratosfera.
Senza questi studi i modelli sarebbero ancor più fallaci, senza questi studi il progresso della meteorologia si sarebbe arrestato decenni orsono.
Il nostro Emisfero "risente" enormemente delle interazioni Strato-Troposferiche che ne complicano in modo pesante le dinamiche di circolazione per tutto il semestre freddo! (o almeno per 5 mesi)
Anzi, dirò di più, senza eventi forzanti provenienti dalla stratosfera (non necessariamente MMW ma anche MW o inferiori) di risposta alle forzanti orografiche e troposferiche, il nostro clima europeo sarebbe ancor più monotono durante l'inverno, andando da uno zonale sparato ad una lieve ondulazione barica sull'Ataltico settentrionale.
Sono prioprio le interazioni tra HP troposferici (altotroposferici) come ad Es l'HP delle Aleutine, con gli strati superiori atmosferici a permettere la propagazione di questi disturbi al VP, mandandolo prima in risonanza planetaria (modificandone l'onda) e poi costringendolo a forti deformazioni, con annessa destabilizzazione dovuta alla diffusione stratosferica, quindi sul piano verticale, degli stessi disturbi in altre aree dell'Emisfero!
Se tutti si fermassero, come dice Zerogradi, finchè arriva lo sguardo... staremmo ancora pensando a quale danza fare per far piovere o a quale capretto sacrificare agli Dei per ottenere clemenza alla stagione! :amen:
Per il resto... :ola:
:lol:
Ultima modifica di marvel il Gio 29 Gen, 2009 14:24, modificato 3 volte in totale
mondosasha ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Intanto chiedo umilmente scusa per quella sparata sul bracciante agricolo che, ci mancherebbe non era mia intenzione offendere (tutta la mia famiglia ha orgogliosamente origini contatdine!).
Diciamo che mi sono fatto prendere stupidamente dai luoghi comuni per il semplice fatto che Zerogradi (Alessandro) con cui lavoro quotidianamente e con cui c'è uno scambio gogliardico, ha fatto agraria e ha un suo orto! E che orto!!! :P
Per quanto riguarda il MMW, come giustamente molti hanno capito, ho seguito il fenomeno con estremo interesse fin dall'inizio, anche perchè mi sono trovato a formularne la previsione (inizialmente nemmeno io mi aspettavo comunque un fenomeno di tale rilevanza) contro tutti e tutto.
Come forse ricorderete c'è stata una diartiba con Cloover scaturita dal fatto che secondo alcuni studi e ricerche ufficiali, da lui riportati e da me conosciuti, era impossibile che ad un ESEs Cold (evento estremo stratosferico di tipo freddo), che ad inizio mese aveva rinforzato incredibilmente il VP, potesse seguire un ESEs di tipo Warm (evento estremo stratosferico di tipo caldo... leggasi Strat Warming di tipo Major (MMW))!
(NAM-- ESEs Cold ---> 60 GG di Atlantico tiepido)
E' chiaro, quindi, che dopo aver individuato tale possibilità ed aver portato avanti il discorso per interesse personale, io mi sia fatto un po' trasportare, forse calcando un po' la mano e portando alla luce, e alla lettura di tutti, quello che altrimenti avrei continuato a seguire in modo forse più discreto e dietro le quinte.
Non ho mai promesso fasti nevosi a nessuno, ma chiaramente i confronti con annate storiche vengono da se, anche perchè il forumista medio (ma un po' tutti) spinge sempre sullo stesso punto e sulla stessa cosa (proprio come la lingua che batte dove il dente duole.. e ahimè se duole! ;) )
Ho sempre detto che io leggevo le carte e non facevo previsioni senza un minimo di idea razionale di realizzabilità delle stesse.
La colata fredda è la conseguenza ovvia di ogni MMW che si rispetti, ed ho sempre detto, fin dall'inizio, che l'Europa sarebbe partita svantaggiata, come sempre, e che ancora meno probabili sarebbero state le possibilità per la nostra area.
I modelli, anche oggi, pur non essendo stati chiusi totalmente i giochi, confermano le difficoltà di propagazione troposferica fredda sulle nostre zone.
Gran parte del continente sarà interessato, forse ripetutamente, ma noi rischiamo di rimanere ancora ai margini.
Questo però non c'entra granchè con le mie analisi, anzi, concordo sulla tipologia climatica locale refrattaria alle grandi ondate gelide, anche in occasione di grandi stravolgimenti di circolazione emisferica.
Inoltre dissento completamente dell'inutilità delle analisi, delle ricerche e degli studi sulla Stratosfera.
Senza questi studi i modelli sarebbero ancor più fallaci, senza questi studi il progresso della meteorologia si sarebbe arrestato decenni orsono.
Il nostro Emisfero "risente" enormemente delle interazioni Strato-Troposferiche che ne complicano in modo pesante le dinamiche di circolazione per tutto il semestre freddo! (o almeno per 5 mesi)
Anzi, dirò di più, senza eventi forzanti provenienti dalla stratosfera (non necessariamente MMW ma anche MW o inferiori) di risposta alle forzanti orografiche e troposferiche, il nostro clima europeo sarebbe ancor più monotono durante l'inverno, andando da uno zonale sparato ad una lieve ondulazione barica sull'Ataltico settentrionale.
Sono prioprio le interazioni tra HP troposferici (altotroposferici) come ad Es l'HP delle Aleutine, con gli strati superiori atmosferici a permettere la propagazione di questi disturbi al VP, mandandolo prima in risonanza planetaria (modificandone l'onda) e poi costringendolo a forti deformazioni, con annessa destabilizzazione dovuta alla diffusione stratosferica, quindi sul piano verticale, degli stessi disturbi in altre aree dell'Emisfero!
Se tutti si fermassero, come dice Zerogradi, finchè arriva lo sguardo... staremmo ancora pensando a quale danza fare per far piovere o a quale capretto sacrificare agli Dei per ottenere clemenza alla stagione! :amen:
Per il resto... :ola:
:lol:
Ultima modifica di marvel il Gio 29 Gen, 2009 14:24, modificato 3 volte in totale
Titolo: Re: MAJOR WARMING: ingresso in troposfera! Ore decisive. Agg 29-1(1)
E questo è quello che oggi ha scritto il Ten. Col. Guido Guidi che presto avrò il piacere di conoscere in un convegno che ci vedrà entrambi come relatori:
Sudden warming, i modelli fiutano la preda
Di Guido Guidi il 29 gen 2009.
Tra tutte le dinamiche atmosferiche, probabilmente ce n’è una sola della quale si può discutere sia quando si parla di clima che quando si parla di tempo atmosferico. E’ lo Stratwarming o se si preferisce il Sudden Warming. Rispondendo ad un commento sull’ultimo post che abbiamo pubblicato su questo argomento, ho fatto proprio questa riflessione. Gli effetti del riscaldamento improvviso della stratosfera polare nell’inverno boreale sono infatti più che tangibili nello strato inferiore - la troposfera - e si traducono in tempo meteorologico nel breve volgere di poche settimane. Ma questi eventi, perdurando nel tempo, dalla fase iniziale a quella di recupero influenzano pesantemente un arco di tempo paragonabile almeno con una stagione. E questo è il clima. Certamente ne conosciamo altri, tanto per fare un esempio le oscillazioni dell’indice ENSO, però, forse per romanticismo, le teleconnessioni con i Sudden Warming sono più affascinanti. L’energia in gioco è enorme, i numeri stessi sono enormi, decine e decine di gradi di gradiente termico in pochi giorni, circolazione atmosferica completamente invertita e, aspetto interessante ed anche un pò comico, modelli deterministici nel panico.
Almeno fino a quando l’inevitabile diventa visibile anche ad occhio nudo. E’ quello che sta accadendo in questi giorni. Dopo aver a lungo seguito l’evoluzione di questo evento ed aver atteso che si propagasse nella troposfera, tre giorni fa abbiamo visto le prime corse dei modelli che cominciavano ad avvertire il cambiamento. Molte settimane di flusso ad elevato indice zonale, con treni d’onda che hanno martellato le coste europee, e poi ecco le correnti a matrice meridiana o, per dirla tutta, antizonale, far capolino alle scadenze più lunghe. Una situazione da prendere con le molle, perchè in condizioni normali quelle scadenze siamo abituati a considerarle quasi - mi si perdoni il termine - immorali. Ma l’inevitabile accadrà, l’Atlantico vedrà il suo anticiclone crescere a dismisura ed affacciarsi quasi fin sul polo, indebolirsi alla base e mantenere la pressione atmosferica su valori piuttosto bassi sul Mediterraneo occidentale. I primi segnali sul nostro paese saranno paradossalmente quasi tiepidi, con l’aria fredda che scivolerà sulle Alpi ed entrerà da ponente, risultando sufficiente a far tornare probabilmente un pò di neve sulla pianura padana, quindi, niente di eccezionale. Poi le correnti si disporranno finalmente da nord ed allora quella bassa pressione sul Mediterraneo ci piacerà un pò meno, perchè fungerà da attrattore, avrà un cuore relativamente caldo e potrà essere causa di forte contrasto con il flusso meridiano. Non è detto che accada con il primo impulso, cioè entro la prima decade di febbraio, ma con il secondo, verso la metà del mese, il rischio di neve a bassa quota anche sul Tirreno sarà molto più elevato.
E così, almeno per l’Europa, l’inverno percepito come freddo ma in realtà solo tiepido ed instabile, mostrerà il suo carattere come già accaduto in parecchie altre occasioni. Ma in fondo dall’altra parte dell’Atlantico non è andata molto diversamente. Non è un caso però che ce le ricordiamo tutte così bene, alle nostre latitudini e con la situazione a contorno che abbiamo è il clima temperato a farla da padrone, ed il freddo è per lo più un’eccezione. Mi chiedo infatti come deve essere stato qualche centinaio di anni fa quando sembra invece che fosse la normalità, durante la piccola era glaciale della perdurante assenza di attività solare. Pensiamoci un attimo, in questi mesi di piogge, temporali e qualche nevicata il nostro territorio è stato messo a dura prova. Ma adesso, rispetto ad allora, siamo efficacemente protetti ed aiutati dalla tecnologia e dalle infrastrutture. Certamente le nostre in particolare sono un pò malconce, ma comunque ci sono. Eppure hanno subito gravi danni. Ma in un inverno come questo, in che condizioni potrebbero essere state le vie di comunicazione tra le città feudali? E se alla pioggia, cioè al tempo brutto per molti mesi si fossero aggiunti bruschi abbassamenti della temperatura ed abbondanti nevicate? E questo è probabilmente accaduto per decine e decine di inverni consecutivi. Con il minimo solare.
Già, proprio come quello che abbiamo ora, lo scrivo a beneficio di qualche esperto di proiezioni climatiche che potrebbe non essersene accorto. Ma no, il sole non c’entra nulla, specialmente con gli Stratwarming. Ne siamo sicuri? Appena pochi giorni fa è comparso sul GRLun lavoro che aspettiamo di leggere con molto interesse. Il titolo di per sè è tutto un programma: “Sudden stratospheric warmings seen in MINOS deep underground muon data“. In pratica un team formato da ricercatori del NCAS (National Centre for Atmospheric Science - UK) e del STFC (Science and Technology Facilities Council- US), ha trovato un elevato indice di correlazione tra i raggi cosmici misurati in una miniera in disuso del Minnesota e gli eventi di rapido riscaldamento della stratosfera. In particolare, i cosiddetti muoni, raggi cosmici secondari che si producono dal decadimento naturale dei mesoni, sono soggetti a picchi proprio nelle fasi di sudden warming. Il riscaldamento dell’alta atmosfera, provocandone l’espansione e quindi la diminuzione della densità, permette il passaggio di una maggiore quantità di mesoni che, piuttosto che essere distrutti dall’impatto con le molecole d’aria in atmosfera possono naturalmente decadere e generare muoni. Sarà interessante vedere, con la pubblicazione definitiva dell’articolo, quante e quali misurazioni sono state effettuate. I risvolti di questa scoperta sono in effetti molto interessanti, perchè potrebbero aggiungere molte informazioni alla dinamica delle fasi iniziali di stratwarming. In effetti se come abbiamo detto anche di recente, spesso l’innesco sembra provenire dal basso, è anche vero che i primi a scaldarsi sono i piani più alti e poi il processo si propaga verso le quote inferiori. Chissà che per il prossimo stratwarming non si riesca a saperne di più. Per adesso dedichiamoci al presente ed all’immediato futuro, che si annunciano piuttosto interessanti.
Sudden warming, i modelli fiutano la preda
Di Guido Guidi il 29 gen 2009.
Tra tutte le dinamiche atmosferiche, probabilmente ce n’è una sola della quale si può discutere sia quando si parla di clima che quando si parla di tempo atmosferico. E’ lo Stratwarming o se si preferisce il Sudden Warming. Rispondendo ad un commento sull’ultimo post che abbiamo pubblicato su questo argomento, ho fatto proprio questa riflessione. Gli effetti del riscaldamento improvviso della stratosfera polare nell’inverno boreale sono infatti più che tangibili nello strato inferiore - la troposfera - e si traducono in tempo meteorologico nel breve volgere di poche settimane. Ma questi eventi, perdurando nel tempo, dalla fase iniziale a quella di recupero influenzano pesantemente un arco di tempo paragonabile almeno con una stagione. E questo è il clima. Certamente ne conosciamo altri, tanto per fare un esempio le oscillazioni dell’indice ENSO, però, forse per romanticismo, le teleconnessioni con i Sudden Warming sono più affascinanti. L’energia in gioco è enorme, i numeri stessi sono enormi, decine e decine di gradi di gradiente termico in pochi giorni, circolazione atmosferica completamente invertita e, aspetto interessante ed anche un pò comico, modelli deterministici nel panico.
Almeno fino a quando l’inevitabile diventa visibile anche ad occhio nudo. E’ quello che sta accadendo in questi giorni. Dopo aver a lungo seguito l’evoluzione di questo evento ed aver atteso che si propagasse nella troposfera, tre giorni fa abbiamo visto le prime corse dei modelli che cominciavano ad avvertire il cambiamento. Molte settimane di flusso ad elevato indice zonale, con treni d’onda che hanno martellato le coste europee, e poi ecco le correnti a matrice meridiana o, per dirla tutta, antizonale, far capolino alle scadenze più lunghe. Una situazione da prendere con le molle, perchè in condizioni normali quelle scadenze siamo abituati a considerarle quasi - mi si perdoni il termine - immorali. Ma l’inevitabile accadrà, l’Atlantico vedrà il suo anticiclone crescere a dismisura ed affacciarsi quasi fin sul polo, indebolirsi alla base e mantenere la pressione atmosferica su valori piuttosto bassi sul Mediterraneo occidentale. I primi segnali sul nostro paese saranno paradossalmente quasi tiepidi, con l’aria fredda che scivolerà sulle Alpi ed entrerà da ponente, risultando sufficiente a far tornare probabilmente un pò di neve sulla pianura padana, quindi, niente di eccezionale. Poi le correnti si disporranno finalmente da nord ed allora quella bassa pressione sul Mediterraneo ci piacerà un pò meno, perchè fungerà da attrattore, avrà un cuore relativamente caldo e potrà essere causa di forte contrasto con il flusso meridiano. Non è detto che accada con il primo impulso, cioè entro la prima decade di febbraio, ma con il secondo, verso la metà del mese, il rischio di neve a bassa quota anche sul Tirreno sarà molto più elevato.
E così, almeno per l’Europa, l’inverno percepito come freddo ma in realtà solo tiepido ed instabile, mostrerà il suo carattere come già accaduto in parecchie altre occasioni. Ma in fondo dall’altra parte dell’Atlantico non è andata molto diversamente. Non è un caso però che ce le ricordiamo tutte così bene, alle nostre latitudini e con la situazione a contorno che abbiamo è il clima temperato a farla da padrone, ed il freddo è per lo più un’eccezione. Mi chiedo infatti come deve essere stato qualche centinaio di anni fa quando sembra invece che fosse la normalità, durante la piccola era glaciale della perdurante assenza di attività solare. Pensiamoci un attimo, in questi mesi di piogge, temporali e qualche nevicata il nostro territorio è stato messo a dura prova. Ma adesso, rispetto ad allora, siamo efficacemente protetti ed aiutati dalla tecnologia e dalle infrastrutture. Certamente le nostre in particolare sono un pò malconce, ma comunque ci sono. Eppure hanno subito gravi danni. Ma in un inverno come questo, in che condizioni potrebbero essere state le vie di comunicazione tra le città feudali? E se alla pioggia, cioè al tempo brutto per molti mesi si fossero aggiunti bruschi abbassamenti della temperatura ed abbondanti nevicate? E questo è probabilmente accaduto per decine e decine di inverni consecutivi. Con il minimo solare.
Già, proprio come quello che abbiamo ora, lo scrivo a beneficio di qualche esperto di proiezioni climatiche che potrebbe non essersene accorto. Ma no, il sole non c’entra nulla, specialmente con gli Stratwarming. Ne siamo sicuri? Appena pochi giorni fa è comparso sul GRLun lavoro che aspettiamo di leggere con molto interesse. Il titolo di per sè è tutto un programma: “Sudden stratospheric warmings seen in MINOS deep underground muon data“. In pratica un team formato da ricercatori del NCAS (National Centre for Atmospheric Science - UK) e del STFC (Science and Technology Facilities Council- US), ha trovato un elevato indice di correlazione tra i raggi cosmici misurati in una miniera in disuso del Minnesota e gli eventi di rapido riscaldamento della stratosfera. In particolare, i cosiddetti muoni, raggi cosmici secondari che si producono dal decadimento naturale dei mesoni, sono soggetti a picchi proprio nelle fasi di sudden warming. Il riscaldamento dell’alta atmosfera, provocandone l’espansione e quindi la diminuzione della densità, permette il passaggio di una maggiore quantità di mesoni che, piuttosto che essere distrutti dall’impatto con le molecole d’aria in atmosfera possono naturalmente decadere e generare muoni. Sarà interessante vedere, con la pubblicazione definitiva dell’articolo, quante e quali misurazioni sono state effettuate. I risvolti di questa scoperta sono in effetti molto interessanti, perchè potrebbero aggiungere molte informazioni alla dinamica delle fasi iniziali di stratwarming. In effetti se come abbiamo detto anche di recente, spesso l’innesco sembra provenire dal basso, è anche vero che i primi a scaldarsi sono i piani più alti e poi il processo si propaga verso le quote inferiori. Chissà che per il prossimo stratwarming non si riesca a saperne di più. Per adesso dedichiamoci al presente ed all’immediato futuro, che si annunciano piuttosto interessanti.
Titolo: Re: MAJOR WARMING: Ingresso In Troposfera! Ore Decisive. Agg 29-1(1)
Molto interessante massi... ma il convegno è pubblico? dove e quando? :wink:
Titolo: Re: MAJOR WARMING: Ingresso In Troposfera! Ore Decisive. Agg 29-1(1)
Chapa su, va dalla concorrenza il maledetto: http://forum.meteoviterbo.it/viewtopic.php?f=2&t=2210
Fili ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Chapa su, va dalla concorrenza il maledetto: http://forum.meteoviterbo.it/viewtopic.php?f=2&t=2210
Titolo: Re: MAJOR WARMING: Ingresso In Troposfera! Ore Decisive. Agg 29-1(1)
A giorni verrà pubblicizzato.
Lo organizza il Comune di Allumiere che annualmente organizza eventi del genere.
Il convegno è pubblico chiaramente, e si svolgerà il 21 febbraio.
Potrà partecipare chiunque.
Tra i relatori, oltre a me e Guido Guidi, ci saranno:
Lgt. Claudio Riccio,
Dr. Aldo Meschiari,
Prof. Adriano Mazzarella,
Cap. Paolo Sottocorona.
Presto ve ne farò sapere di più.
:bye:
Fili ha scritto: [Visualizza Messaggio]
A giorni verrà pubblicizzato.
Lo organizza il Comune di Allumiere che annualmente organizza eventi del genere.
Il convegno è pubblico chiaramente, e si svolgerà il 21 febbraio.
Potrà partecipare chiunque.
Tra i relatori, oltre a me e Guido Guidi, ci saranno:
Lgt. Claudio Riccio,
Dr. Aldo Meschiari,
Prof. Adriano Mazzarella,
Cap. Paolo Sottocorona.
Presto ve ne farò sapere di più.
:bye:
Titolo: Re: MAJOR WARMING: ingresso in troposfera! Ore decisive. Agg 29-1(1)
Ce so già annunci ovunque Massi... :D Lo metto anche io, ma se vuoi aggiungere dell'altro lascio a te l'onere e l'onore. ;)
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ce so già annunci ovunque Massi... :D Lo metto anche io, ma se vuoi aggiungere dell'altro lascio a te l'onere e l'onore. ;)
Titolo: Re: MAJOR WARMING: ingresso in troposfera! Ore decisive. Agg 29-1(1)
Si si, qui trovi tutto (mi avevano detto che da oggi avrebbero provveduto a diffonderne notiza, ma come vedo era già bella che diffusa! :D )
http://www.climatemonitor.it/?p=835
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Si si, qui trovi tutto (mi avevano detto che da oggi avrebbero provveduto a diffonderne notiza, ma come vedo era già bella che diffusa! :D )
http://www.climatemonitor.it/?p=835
Titolo: Re: MAJOR WARMING: NCEP Rivoluziona Le Carte. Modelli: è Caos Totale! Agg 28-1(2)
Perchè voi come lo prevedete il tempo, scusate??? Io sgozzo un pollo ogni mattina.... :mah:
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Perchè voi come lo prevedete il tempo, scusate??? Io sgozzo un pollo ogni mattina.... :mah:
Titolo: Re: MAJOR WARMING: Ingresso In Troposfera! Ore Decisive. Agg 29-1(1)
Ma quale concorrenza, io l'ho preso alla fonte!
Qui:
http://www.climatemonitor.it/
Poranese457 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma quale concorrenza, io l'ho preso alla fonte!
Qui:
http://www.climatemonitor.it/
Titolo: Re: MAJOR WARMING: ingresso in troposfera! Ore decisive. Agg 29-1(1)
OT:
Massi, o apri un topic dedicato a quell'incontro anche qui oppure (significherebbe che ci snobbi) vengo personalmente ad Allumiere (ce so già stato in passato e ce ritorno) armato di tutta la produzione orto-frutticola dell'Orvietano pronta ad esser lanciata sul palco!!
E ti ricordo che da ste parti a Dicembre ha fatto 310mm de pioggia :P :P
fine OT :bye: :bye:
Massi, o apri un topic dedicato a quell'incontro anche qui oppure (significherebbe che ci snobbi) vengo personalmente ad Allumiere (ce so già stato in passato e ce ritorno) armato di tutta la produzione orto-frutticola dell'Orvietano pronta ad esser lanciata sul palco!!
E ti ricordo che da ste parti a Dicembre ha fatto 310mm de pioggia :P :P
fine OT :bye: :bye:
Titolo: Re: MAJOR WARMING: ingresso in troposfera! Ore decisive. Agg 29-1(1)
Va bene, l'avrei comunque chiesto al boss! ;)
Più tardi provvedo.
PS(Sottocorona, evidentemente, o non ha confermato o non hanno fatto in tempo ad inserislo... chissà? Mi informerò)
Poranese457 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Va bene, l'avrei comunque chiesto al boss! ;)
Più tardi provvedo.
PS(Sottocorona, evidentemente, o non ha confermato o non hanno fatto in tempo ad inserislo... chissà? Mi informerò)
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