#526 marvel Sab 10 Mar, 2012 11:59
Tanto per fare chiarezza:
in questi giorni i mass-media ci stanno annunciando una serie di tempeste solari, quasi fossero eventi eccezionali, quasi facendoci percepire un Sole eccezionalmente attivo, ma la realtà è ben diversa...
Dal Sole più che una tempesta un temporale
di Giorgio Stecconi Bortolani su climatemonitor
Da giovedì scorso su vari mezzi di informazione nazionali ed internazionali vengono riferite notizie riguardanti quella che è stata definita la più potente tempesta solare degli ultimi cinque anni. La notizia ha riempito anche le prime pagine di quotidiani nazionali on-line e delle agenzie di stampa.
Dalle pagine di CM non abbiamo dato molto risalto alla cosa, anche se seguiamo da molti anni e con molta attenzione l’evolversi dei cicli solari. Non vi abbiamo dato conto di questa notizia, non perché siamo scettici impenitenti che vogliono negare anche la fase di maggior attività solare che stiamo vivendo in questo ultimo anno, ma perché ogni giorno andiamo alle fonti, alla NOAA e alla NASA, e verifichiamo lo stato del “meteo spaziale”. Bene giovedì un “alert” NOAA avvisava di una possibile tempesta geomagnetica G3, una tempesta di discreta entità dovuta all’arrivo di un’onda di particelle espulsa durante un’eruzione solare. Di tempeste G3 in media ne osserviamo 200 in un ciclo solare come quelli ai quali siamo stati abituati fino al 2006, oggi la famosa tempesta G3 sarebbe stata la n. 2 ( due ) del ciclo solare 24 a cinque anni dal suo inizio, quando in media ne avremmo dovute già avere almeno 75; forse la notizia importante era questa.
Ad ogni modo qui sotto potete ammirare la foto spettacolare scattata in Islanda con appena un secondo di esposizione che documenta l’accaduto (da spaceweather.com).
Sicché ora abbiamo la conferma dell’intensità della tempesta solare, che si è fermata al livello G3. La vera notizia invece è quella che non vi hanno ancora dato e cioè che una nuova eruzione solare è avvenuta alle 03.42 GMT del 09/03/2012 sull’emisfero nord del sole, proveniente dalla macchia 1429, le particelle cariche dirette verso la terra potrebbero tra circa 36 ore determinare una tempesta solare di maggiore violenza, sia perché la nube di particelle troverà il campo magnetico terreste instabile, sia perché la direzione di questo secondo flusso sembra maggiormente focalizzato sul nostro pianeta, anche se ora è ancora troppo presto per emettere una sentenza definitiva.
Controlleremo l’evolversi della vicenda e se qualcosa di veramente epocale accadrà (non una tempesta G3 che accade 200 volte in un ciclo solare) su queste pagine lo leggerete.
Nell’immagine potete osservare nell’emisfero nord una zona estremamente luminosa, è la macchia solare dalla quale la notte scorsa è partita l’eruzione solare che potrebbe colpirci nelle prime ore di domani.
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#527 Andrea1981 Sab 10 Mar, 2012 12:53
Tanto per fare chiarezza:
in questi giorni i mass-media ci stanno annunciando una serie di tempeste solari, quasi fossero eventi eccezionali, quasi facendoci percepire un Sole eccezionalmente attivo, ma la realtà è ben diversa...
Dal Sole più che una tempesta un temporale
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Da giovedì scorso su vari mezzi di informazione nazionali ed internazionali vengono riferite notizie riguardanti quella che è stata definita la più potente tempesta solare degli ultimi cinque anni. La notizia ha riempito anche le prime pagine di quotidiani nazionali on-line e delle agenzie di stampa.
Dalle pagine di CM non abbiamo dato molto risalto alla cosa, anche se seguiamo da molti anni e con molta attenzione l’evolversi dei cicli solari. Non vi abbiamo dato conto di questa notizia, non perché siamo scettici impenitenti che vogliono negare anche la fase di maggior attività solare che stiamo vivendo in questo ultimo anno, ma perché ogni giorno andiamo alle fonti, alla NOAA e alla NASA, e verifichiamo lo stato del “meteo spaziale”. Bene giovedì un “alert” NOAA avvisava di una possibile tempesta geomagnetica G3, una tempesta di discreta entità dovuta all’arrivo di un’onda di particelle espulsa durante un’eruzione solare. Di tempeste G3 in media ne osserviamo 200 in un ciclo solare come quelli ai quali siamo stati abituati fino al 2006, oggi la famosa tempesta G3 sarebbe stata la n. 2 ( due ) del ciclo solare 24 a cinque anni dal suo inizio, quando in media ne avremmo dovute già avere almeno 75; forse la notizia importante era questa.
Ad ogni modo qui sotto potete ammirare la foto spettacolare scattata in Islanda con appena un secondo di esposizione che documenta l’accaduto (da spaceweather.com).
Sicché ora abbiamo la conferma dell’intensità della tempesta solare, che si è fermata al livello G3. La vera notizia invece è quella che non vi hanno ancora dato e cioè che una nuova eruzione solare è avvenuta alle 03.42 GMT del 09/03/2012 sull’emisfero nord del sole, proveniente dalla macchia 1429, le particelle cariche dirette verso la terra potrebbero tra circa 36 ore determinare una tempesta solare di maggiore violenza, sia perché la nube di particelle troverà il campo magnetico terreste instabile, sia perché la direzione di questo secondo flusso sembra maggiormente focalizzato sul nostro pianeta, anche se ora è ancora troppo presto per emettere una sentenza definitiva.
Controlleremo l’evolversi della vicenda e se qualcosa di veramente epocale accadrà (non una tempesta G3 che accade 200 volte in un ciclo solare) su queste pagine lo leggerete.
Nell’immagine potete osservare nell’emisfero nord una zona estremamente luminosa, è la macchia solare dalla quale la notte scorsa è partita l’eruzione solare che potrebbe colpirci nelle prime ore di domani.
Come incideranno negativamente sull'attività solare queste tempeste? in che mondo le tempeste solari potrebbero causare un raffreddamento?
Forse hai già risposto a queste domande ma mi sto mettendo al passo delle tantissime pagine che avete scritto...
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#528 marvel Sab 10 Mar, 2012 13:03
Come incideranno negativamente sull'attività solare queste tempeste? in che mondo le tempeste solari potrebbero causare un raffreddamento?
Forse hai già risposto a queste domande ma mi sto mettendo al passo delle tantissime pagine che avete scritto...
Non incideranno su niente. Sono normalissime, anzi, sono fin troppo deboli e rare, per il periodo.
Il raffreddamento è legato all'attività solare decisamente sottotono, e ai feedback che questo potrebbe avere sul sistema climatico. (vedi maggiore nucleazione delle goccioline delle nubi, maggior effetto albedo, meno calore ricevuto dalla Terra).
A proposito, sembra che si sia vicini ad arrivare ad una spiegazione fisica del processo che è alla base della maggior generazione nuvolosa in caso di minore attività solare, quella che vede coinvolti, quindi, i raggi cosmici... se questa notizia verrà confermata siamo prossimi ad una rivoluzione, con una teoria che sconvolgerà i modelli climatici fin qui utilizzati (quelli che stanno sbarellando, ormai, da alcuni decenni a questa parte)
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#529 Pigimeteo Dom 11 Mar, 2012 22:52
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#530 mausnow Mar 13 Mar, 2012 23:14
ma.. ma... l'avete visto il buco triangolare sul Sole?
E' quasi perfettamente geometrico! Sì, scherzi della natura, però...
da
http://www.repubblica.it/scienze/20.../1/?ref=HRESS-4
Come minimo fa impressione in una maniera pazzesca!
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#532 Pigimeteo Mar 20 Mar, 2012 14:41
Certo è che questi signori vanno avanti per la loro strada e non li smuove nulla...
http://www.meteogiornale.it/notizia...era-di-70-metri
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#534 marvel Mer 21 Mar, 2012 14:30
Saranno 5-6 anni che gira 'sta foto, ora hanno semplicemente aggiornato le date... o hai aggiunto un minitanga?
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#536 Pigimeteo Sab 31 Mar, 2012 23:19
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#537 marvel Dom 01 Apr, 2012 00:31
Si, infatti, ma non preoccuparti che sicurmente ci sarà chi ci terrà a dire che questo non è "ghiaccio vero", che è ghiaccio nuovo e che il "ghiaccio storico", ormai è perso... che non c'è più.
Peccato che queste persone non sanno che sull'Artico il ghiaccio non è mai perenne, che al massimo il ciclo del ghiaccio dello ""zoccolo duro" della banchisa, nella parte più spessa, dura tra i 5 e i 7 anni. Ciò vuol dire che il ghiaccio maggiormente spesso, perso nel terribile 2007, potrebbe essersi già riformato e che in pochi anni, con le condizioni di circolazione atmosferica ed oceanica favorevoli, l'intera banchisa potrebbe ritornare ai vecchi fasti.
Esistono ancora molti falsi miti da sfatare.
Cosa diversa, ma non troppo, per il ghiaccio terrestre e montano.
Se consideri che in certe condizioni sui ghiacciai si possono accumulare metri e metri di nuova neve e ghiaccio a stagione....
Prima della PEG (sono dati scientifici) i ghiacciai alpini erano arretrati molto di più dell'epoca attuale, ma con pochi decenni di PEG raggiunsero quote basse, tanto da minacciare molti villaggi montani e spesso causandone perfino l'abbandono.
Cicli e ricicli storico-climatici.
Comunque, il grafico dell'estensione della banchisa artica dice che siamo vicinissimi alla media storica:
e che se aggiungiamo la situazione, in positivo (sopra media) dell'estensione della banchisa antartica:
Viene fuori che ad oggi l'estensione dei ghiacci marini è nel complesso nei livelli medi del periodo di riferimento 1979-2000... anzi, leggermente sopra.
Non significa niente, certo, ma dopo le temperature della media ed alta troposfera in controtendenza rispetto a quanto previsto dai modelli, dopo le temperature terrestri in lieve calo da 11 anni in controtendenza con la forte e continuata crescita prevista dai modelli, dopo il bilancio termico radiativo oceanico in negativo, in controtendenza rispetto alla visione dei modelli, dopo la massima estensione di superficie terrestre innevata, questo è "SOLO" l'ennesimo elemento in controtendenza rispetto a quanto previsto dalla teoria dell'AGW...
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#538 marvel Dom 01 Apr, 2012 13:30
E intanto, per tornare on topic, il Sole continua a dormire:
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#539 andrea75 Gio 26 Apr, 2012 09:34
Attività solare in difficoltà: verso un nuovo minimo di Dalton?
Il monitoraggio dell’attività del Sole, ottenuto tramite il conteggio del numero di macchie che compaiono sulla sua cromosfera, è iniziato intorno alla metà del diciottesimo secolo: fino ad oggi, si sono susseguiti 23 cicli solari aventi durata media di circa 11-12 anni e durante i quali, come è noto, la nostra stella ha raggiunto una fase di minima ed una di massima attività. Circa tre anni e mezzo fa, nel dicembre 2008, siamo arrivati a toccare il minimo del ciclo 23, a cui è seguito l’avvio del ciclo successivo che, secondo le elaborazioni dei modelli climatici, avrebbe dovuto toccare picchi di notevole intensità. Ma contrariamente alle aspettative, questa volta l’attività solare è ripartita al rallentatore, tant’è che il numero di macchie solari presenti attualmente sulla superficie della nostra stella si mantiene ancora su valori molto bassi: questo comportamento fa pensare così ad un Sole quiescente, con un’attività che rientra probabilmente in una prolungata fase di stanca. Questa supposizione trova conferme anche nelle ultime previsioni elaborate dalla NASA secondo cui, quando alla fine del 2013 si toccherà probabilmente la massima attività dell’attuale ciclo 24, il numero di macchie previste non dovrebbe superare quota 60 (si veda la linea gialla tratteggiata in figura 1): si tratta di un valore che è all’incirca la metà del numero di macchie che sono state mediamente raggiunte durante il picco del ciclo precedente.
Sicuramente, ci vorranno ancora degli anni per comprendere meglio questo probabile processo di deriva a cui sta andando incontro la nostra stella e le relative conseguenze sul clima della Terra, ma se fosse vera l’ipotesi più accreditata secondo cui ci stiamo avviando verso un lungo periodo di attività solare debole, allora è facile intuire che potrebbero essere riformulati tutti gli scenari climatici futuri, improntati fino ad oggi ad un ulteriore riscaldamento del nostro pianeta. Tra l’altro, essendo la radiazione solare il fattore climatico per eccellenza, non servirebbe nemmeno aspettare un lasso temporale particolarmente lungo prima di vedere gli effetti di un Sole poco attivo, con una diminuzione della temperatura media della Terra. Basterebbero circa 20 anni, ovvero il tempo di due cicli solari consecutivi che, secondo alcuni scienziati, potrebbero essere proprio i prossimi due, ovvero i cicli 24 e 25.
Infatti, secondo un recente studio condotto dai ricercatori Matt Penn e William Livingston e presentato al meeting della Solar Physics Division della Società Astronomica Americana, l’intensità magnetica delle macchie solari è drasticamente calata nell’ultimo decennio: le macchie, che si formano in presenza di campi magnetici di circa 3500 gauss, sono diminuite già nel ciclo 23, durante il quale si è avuto un calo di circa 50 gauss all’anno nell’intensità del campo magnetico solare. Andando avanti di questo passo, se la soglia dell’intensità del campo magnetico scenderà al di sotto dei 1500 gauss, sarà sempre più difficile osservare macchie sulla superficie solare: è quanto ci si aspetterebbe per il ciclo 24 ed in modo particolare per il ciclo 25, quando le macchie potrebbero quasi scomparire del tutto ed il Sole avere così un’attività ridotta davvero ai minimi termini. Se queste ipotesi fossero confermate, nei prossimi due decenni andremmo sicuramente incontro ad un’attività solare davvero molto scarsa che potrebbe, per certi aspetti, avvicinarsi molto al minimo di Dalton (figura 2), accaduto nel primo ventennio del 1800.
Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe in questo periodo, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2 °C in 20 anni. E non è nemmeno un caso il fatto che “l’anno senza estate”, avvenuto nel 1816, sia capitato proprio in pieno Minimo di Dalton che sicuramente fu un fattore determinante nel causare, in Europa, l’estate più fredda della storia climatica europea, anche grazie al contributo dell’eruzione del vulcano Tambora, avvenuta nel 1815, la cui cenere riversata in tonnellate in stratosfera ha riflesso una radiazione solare già di per sé molto debole.
Andrea Corigliano
Fonte: http://www.meteogiuliacci.it/attivi...on_sn_1826.html
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