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Francesco
Sab 12 Lug, 2008 10:11

Re: CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG?......
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[i]Visto che Paolo (ilfosso) ha tirato fuori il minimo di Mauder, credo che sia il caso di far conoscere questa teoria a linee generali....[/i]

[b]Edward Walter Maunder[/b] era un astronomo inglese vissuto a cavallo tra l'ottocento e il novecento, il cui ricordo è giunto sino a noi grazie ai suoi studi sulle macchie solari.

Difatti, tenendo conto del ciclo magnetico del Sole, Mauder riuscì a individuare la cosidetta LIA (acronimo di Little Ice Age), la [b]piccola era glaciale[/b]*, periodo che va dall'inizio del quattordicesimo alla metà del diciannovesimo secolo, in cui l'Europa e il Nord America, e forse anche il resto del mondo ([u]ma non ci sono dati certi[/u]) subirono inverni estremamente freddi.

Gli studi furono possibili in virtù del suo lavoro di assistente di spettroscopia all'Osservatorio Reale di Londra, dove potè fotografare e misurare le macchie solari che appaiono sul sole (punti più scuri rispetto alla fotosfera perché, rispetto a quest'ultima, hanno una temperatura inferiore). 

Animato dalla sete di conoscenza che alimenta le menti scientifiche, Maunder approfondì l'argomento andando a curiosare tra gli studi svolti da un astronomo tedesco, Gustav Spörer, che nel 1861 scoprì la variazione delle latitudini di sunspot (macchie solari) durante il ciclo solare, scoperta che gli consentì d'identificare un periodo tra il 1400 e il 1510 in cui le macchie solari si erano diradate. 

Esaminando in seguito vecchie registrazioni dell'archivio dell'Osservatorio, alla ricerca di dati su eventuali altri periodi simili, Maunder riuscì a scoprire che la latitudine solare su cui apparivano le macchie variava regolarmente nel corso di 11 anni.

Fu così che nel 1893 annunciò la scoperta di un periodo di tempo, che va dal 1645 al 1715 e a cui èstato dato il nome di "minimo di Maunder", in cui i sunspot divennero estremamente rari, come notato dagli astronomi del tempo. Per esempio, in una fase di 30 anni durante il minimo di Maunder, gli astronomi osservarono solamente circa 50 macchie, invece delle normali 40.000 o 50.000.

 Nel 1904 pubblicò i suoi risultati sotto forma di un diagramma a "farfalla" (nell'immagine a lato)

Il periodo in questione coincide con la parte centrale e più fredda della piccola era glaciale.

Dati pubblicati di recente suggeriscono che durante il minimo di Maunder il Sole si espanse e la sua rotazione rallentò. 

Si suppone che un sole più grande e in lenta rotazione sia anche un Sole più freddo, che fornisce meno calore alla Terra. Al contrario, un sole che presenta molte macchie equivale a più  eruzioni e dunque più energia che raggiunge la Terra.

Tuttavia, altri tipi di studi, relativi all'andamento di temperature, piogge, livello dei laghi, estensione dei ghiacci, migrazioni di animali, produttività agricola, cicloni tropicali, inondazioni e incendi boschivi... hanno dato risultati negativi, labili o contraddittori sui possibili effetti derivanti dal ciclo undecennale di attività solare sul clima terrestre.

La partita resta comunque aperta, poichè sul riscaldamento della Terra e sulle quantità di radiazioni che il sole emette... ci sarà sicuramente ancora molto da dire.

[url=http://ilprofessorechos.blogosfere.it/2006/06/il-minimo-di-ma.html]Fonte


