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il fosso
Lun 27 Gen, 2025 19:12

Re: Monitoraggio Teleconnessioni E Andamenti Meteoclimatici
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Ringrazio tutti per l’ apprezzamento  :friends: 
E ringrazio Setra, così come Giagi e gli altri che apportano contributi in questo topic e permettono di toccare questi complessi e affascinanti argomenti  :smile: 

Alla luce dei nuovi punti toccati e dei nuovi quesiti sollevati, cerchiamo di mettere ulteriori punti.

Certamente le oscillazioni AO descrivono amplificazione o contrazione del FP e di conseguenza ci danno indicazioni sull’attività d’onda.
Sicuramente una AO negativa ci parla di un FP più basso di latitudine, e di conseguenza ciò riguarda anche l’Europa, questo non è assolutamente stato messo in dubbio, anzi l’avevamo già accennato.
Ma l’indice NAO è più “puntuale” se si parla di Europa, perché descrive in maniera sintetica appunto l’attività d’onda sul comparto euro/atlantico, e la correlazione per quanto simile rimane un poco più elevata.

 [img]http://www.lineameteo.it/files/images/378/img_8218.png[/img] 

Qui possiamo vedere come avvolte emergano differenze, più o meno sottili, ta andamento AO e NAO.

Anche 150hpa sono indicativi, perché hanno un andamento molto simile ai 500hpa (la bassa stratosfera risente praticamente sempre degli andamenti in troposfera) modulandosi e assumendo quasi esattamente le stesse “forme”, ma i 500hpa rimangono un indicatore migliore.

Perché come abbiamo ben visto in precedenza, troposfera e stratosfera spesso non coincidono.
Certamente la stratosfera, risentendo dell’attività d’onda troposferica, mediante ha andamenti simili in quanto ad anomalie, questo soprattutto in un quadro stagionale, mentre c’è lag se viene osservata in tempo reale, per dinamiche più o meno estese, intrusive e rapide di propagazione d’onda…
Ma appunto come abbiamo visto non sempre è così , e questo dipende dal tipo di attività d’onda.

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Qui la comparazione fra andamenti a 500 e 10hpa.

Quindi ci ritroviamo con annate in cui per tutta o buona parte della stagione, gli andamenti in troposfera e in stratosfera non corrispondono… abbiamo molti esempi in passato, ma anche un esempio molto pertinente nella stagione in corso.

Questo perché l’andamento AO, ci parla di attività d’onda in senso sintetico generale, ma come abbiamo imparato è il genere di attività d’onda a generare “disturbi “ più o meno incisivi in stratosfera.

E non sono le rotture d’onda che generano HP polari isolati a recare i maggiori disturbi, queste anzi spesso azzerano i flussi.
Sono le rossby durature a generare la maggiore ridistribuzione di quantità di moto e calore, sia in senso latitudinale che in senso verticale…
Cioè le Rossby che più a lungo mantengono un legame tra il culmine dell’onda e la cintura tropicale;

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Più è estesa in senso latitudinale l’onda positiva che andrà a bloccare il getto zonale, più essa sarà frenante su tutta la colonna…

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Più è ampia la porzione emisferica in cui il getto è costretto a deviare dal suo percorso zonale, più esso sarà costretto a “frenare”  dissipando moto e ridistribuendo calore in senso anche verticale…

Le azioni più efficaci in questo senso sono quelle in cui le onde positive vanno ad intrudere tra i lobi principali del VP. Canadese e Siberiano, mantenendo però il legame subtropicale…

Questa stagione è stata molto didattica perché ci ha mostrato, da un lato una frequente oscillazione AO, per buona attività d’onda dal Pacifico, ma con scarsi riverberi in stratosfera, per onde o scarsamente intrusive o in rapida rottura…

Comunque per chiudere il discorso possiamo senz’altro sciogliere il nodo che ha riguardato tutta la stagione, visto la stratosfera molto forte;

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Salvo grossolani e poco probabili errori di proiezione, il “rischio” stabilizzazione troposferica è con ogni probabilità ormai praticamente nullo :ok:


