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marvel
Gio 08 Nov, 2007 16:22

Re: Al Gore Nobel Per La Pace
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[size=18][color=red]Molte scomode bugie [/color][/size]

[b]by Guido Guidi on 13-10-2007 [/b]

Nei mesi scorsi avevamo avuto modo di commentare quanto fosse ingiustificata la credibilità concessa all’evento mediatico dell’anno, la pubblicazione della fiction “An inconvenient truth” di e con (come si addice alle produzioni cinematografiche) Al Gore. Appena pochi giorni fa l’Alta Corte britannica ha sollevato forti dubbi sull’opportunità che il documento fosse proiettato nelle scuole inglesi, perché eccessivamente politicizzato, chiaramente a senso unico, ingiustificatamente allarmista e, questo forse il male peggiore, scientificamente errato in molti dei contenuti, al punto di operare una sorta di lavaggio del cervello ai giovani scolari.


Il tono di catastrofe che domina il film va infatti oltre le conclusioni cui è giunto il Panel intergovernativo delle Nazioni Unite, facendo affermazioni che non trovano riscontro neanche nelle più apocalittiche previsioni. Ma di questo nessuno all’IPCC si è lamentato. Anzi, val la pena ricordare che proprio uno dei componenti dell’organizzazione, il Dott. Steven Schneider, ha affermato che è necessario creare scenari paurosi, fare semplificazioni e creare sintesi drammatiche, tralasciando i dubbi che si hanno. Alla faccia della scienza. Evviva la comunicazione efficace. La giustificazione che questo sia necessario per far passare un messaggio non è accettabile. Questa è mistificazione, è presunzione, è convinzione che il popolo bue, in quanto tale, debba essere “educato”, costi quel che costi. Nel caso dell’affair del riscaldamento globale, si potrebbe anche dire renda quel che renda…purché renda.

Rubo un’idea al romanzo di Michael Crichton “Stato di Paura”. Se non si può gridare “al Fuoco!” in un cinema se il fuoco non c’è, perché si può gridare alla catastrofe mondiale se questa è tutta da dimostrare? Nel primo caso si corre il rischio di essere incriminati per procurato allarme o turbativa della quiete pubblica, nel secondo ti premiano con il Nobel per la Pace. Lo fa il parlamento norvegese per il tramite di un comitato di cinque membri all’uopo nominati. L’attribuzione del premio per la Pace infatti, avviene ad Oslo, non a Stoccolma come accade per gli altri premi, assegnati invece dall’Accademia Svedese delle Scienze e dall’Istituto Karolinska. E’ dunque un premio politico, per il tramite del quale si fa politica, come fa politica l’IPCC, come fa politica (soprattutto economica) Al Gore.

E’ la seconda volta in pochi anni che il premio va al settore ambientale. Nel 2005 fu premiata l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Oggi si premia uno pseudo ambientalista al quale sarebbe interessante chiedere cosa pensa proprio dell’energia atomica. Sarà per il cambiamento climatico, ma non mi sembra che abbiano le idee molto chiare su cosa sia l’ambiente e, ancora meno, su cosa sia la Pace.


Da: http://www.climatemonitor.it/?p=27


