https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=13&t=15530&p=459181#p459181
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Dic96
Mar 03 Apr, 2018 15:31

Re: Febbraio 2018 - Dati, Statistiche Ed Analisi
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[quote user="Cyborg" post="459178"][quote user="Dic96" post="459174"]Posso porre un quesito? Divertitevi...

Prendiamo ad analisi una stretta vallata che risulta “larga” soltanto un paio di km (da catena a catena) e “lunga” circa 7/8 km. Teniamo poi presente che la vallata equivale sostanzialmente ai piedi di una dorsale, piedi che dunque degradano lentamente fino alla parte pianeggiante, ma quest’ultima risulta essere sottilissima, perché poi svetta la dorsale di fronte. Supponiamo quindi un fondovalle (pianura) “largo” solo 2/300 mt., perché poi si comincia a salire in entrambe le direzioni. Il punto più alto della valle è 100/200 mt. più elevato (parliamo di altimetria) rispetto al fondo. Dopodiché, ripeto, bisogna immaginare soltanto montagne che si guardano, quindi l’inizio dei boschi. 

Veniamo alla domanda: secondo la vostra esperienza, che ruolo giocano le minime in quei 2 km d’ampiezza? Con cielo sereno e calma di vento, v’immaginereste quasi un “effetto dolina”, quindi col fondovalle sensibilmente più gelido dei 100/200 metri sopra (quelli che “degradano”) oppure un contesto grossomodo omogeneo, visto che sempre di “zona a valle” parliamo?[/quote]

Senza ombra di dubbio... la zona più bassa al centro della vallata è quella che registrerebbe le temperature più basse con cielo sereno e assenza di vento.[/quote]

Dunque secondo te la zona che sta a 620 mslm (esempio a caso), registrerebbe sicuramente valori più bassi di quota 680? Parliamo di differenze altimetriche scarse, in un contesto di valle “a imbuto”. Considererei trascurabili differenze ad es. di qualche decimo di grado, ma sarei sorpreso di scoprire scostamenti più marcati.


