https://www.lineameteo.it/viewtopic.php?f=1&t=15434&p=450808#p450808
-----------------------------------
marvel
Lun 05 Feb, 2018 15:39

Re: Seconda Decade Di Febbraio: Palude Barica Italiana, Fino A Quando?
-----------------------------------
[quote user="gubbiomet" post="450805"][quote user="Cyborg" post="450755"][quote user="Adriatic92" post="450751"]Questo sconquasso in stratosfera o comunque ai piani alti, pare che non serva a un bel niente, i modelli non mostrano cenni di cambiamento all'orizzonte, ne sul medio e neanche in futuro...  :mah:[/quote]

Diciamo che, [u][b]se ci saranno[/b][/u], gli eventuali effetti dello stratwarming dovrebbero palesarsi non prima del 15/17 Febbraio. Quindi, entro 3/4 giorni, i modelli dovrebbero iniziare a mostrare qualcosa di buono, altrimenti la situazione comincerebbe a farsi preoccupante. 
Comunque servirebbe un intervento di Marvel...[/quote]

Il buon Marvel in altri lidi pubblica questo qui.   :book:  :book: 

http://www.climatemonitor.it/?p=47332[/quote]

In altri lidi è su FB! Non crediate chissà dove!  8))  :D 

Comunque ecco il sunto (l'intera lettura è interessante perché c'è una premessa didattica sull'argomento):

"[i]Per intenderci, sebbene non è affatto detto che possano esserci delle ripetizioni, i due precedenti in cui le dinamiche di spostamento o split del Vortice Polare Stratosferico associati ad intense ondate di freddo in Europa sono per esempio il 1985 e il 2012, più tutta una serie di eventi meno significativi ma parimenti importanti come ad esempio il 2010, che però non vide coinvolta l’area mediterranea più di tanto.
Le due immagini qui sotto sono la previsione a 168 e 240 ore (cinque e 10 giorni, fonte qui) del modello GFS delle 00 UTC di oggi (geopotenziale e temperatura alla quota barica di 10 hPa). Sono evidenti la separzione del vortice in due lobi ad opera dell’alta pressione e l’isolamento delle due masse di aria fredda sulla Siberia e sul Nord America."[/i]

[img cache=false]https://i1.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2018/02/NH_TMP_10mb_168.gif?resize=838%2C629[/img]

[img cache=false]https://i2.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2018/02/NH_HGT_10mb_168.gif?resize=838%2C629[/img]

[img cache=false]https://i2.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2018/02/NH_TMP_10mb_240.gif?resize=838%2C629[/img]

[img cache=false]https://i0.wp.com/www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2018/02/NH_HGT_10mb_240.gif?resize=838%2C629[/img]

(E io aggiungo questa)
[img cache=false]http://ds.data.jma.go.jp/tcc/tcc/products/clisys/STRAT/gif/chk_t10_nh.gif[/img]
[i]
"Con queste dinamiche previste, il cui margine di attendibilità comincia ad essere abbastanza alto, [b]la terza settimana di febbraio potrebbe essere quella in cui gli effetti sulla circolazione troposferica in Europa saranno più tangibili.[/b] [b]Come e dove arriverà però l’aria più fredda è ancora presto per dirlo, ma l’impressione è che ce ne sarà per tutti e che febbraio non deluderà le aspettative invernali.[/b][/i]

Stay tuned 


