ih..ih....come volevasi dimostrare...complimenti per la fantasiosa ricostruzione....yuve in b..milan pure....scudetto alla roma....l'inter ancora seconda.......capolavoro....
Borrelli: «C'era anche il sistema Milan» Consegnati gli atti alla Figc: relazione di 193 pagine. Le responsabilità della Juve, casi meno gravi per Lazio e Fiorentina
ROMA - In questi anni il calcio italiano è stato «un grande inganno ai danni dei tifosi». Così scrive Francesco Saverio Borrelli nelle 193 pagine di conclusioni che costituiscono il riassunto della relazione consegnata ieri al Procuratore federale Stefano Palazzi. Con diversi livelli di responsabilità, ma il grande inganno ha prodotto una lunga serie di «illeciti strutturati» che non dipendevano soltanto dalla rete moggian-giraudiana. «Esisteva solo il sistema Juve» disse Adriano Galliani il 3 giugno, frase ripetuta più volte. L’Ufficio indagini la pensa diversamente. E dopo averla evitata per due settimane, la parola «sistema» viene usata da Borrelli per definire due realtà. Juventus, ovviamente, ma anche Milan, un gradino più sotto. Se vogliamo, è l’unica vera sorpresa della relazione consegnata dall’Ufficio indagini al procuratore federale Stefano Palazzi: il Milan ne esce male, peggio di Fiorentina e Nella ricostruzione fatta dell’Ufficio indagini, la società bianconera e il «sistema Moggi» sono al vertice di questo potere occulto del calcio, controbilanciato da un «sistema Milan» che ha nel carneade Leonardo Meani, l’addetto agli arbitri, un mero esecutore. L’ex procuratore di Mani pulite fa ovviamente distinzioni sui diversi gradi di responsabilità. La rete moggiana aveva innumerevoli ramificazioni e un maggiore potere di penetrazione all’interno del mondo del calcio grazie alle conoscenze accumulate dall’ex direttore generale della Juventus e all’uso che ne faceva. Si era creato un ombrello sotto al quale cercavano di ottenere vantaggi e prebende altre società e altri tesserati. L’arbitro Massimo De Santis viene considerato a tutti gli effetti un esponente di spicco della rete moggiana.
Per l’Ufficio indagini, il sistema Milan è molto più «autoreferenziale»; la società rossonera badava insomma soltanto ai propri interessi e alla propria tutela. Ma si faceva forza di un implicito potere di persuasione che derivava dal peso politico dei propri dirigenti. Nella parte della relazione che riguarda i rossoneri ci sono riferimenti espliciti alla questione dei diritti televisivi. In controluce, senza essere mai nominato, emerge il conflitto di interessi tra l’Adriano Galliani vicepresidente del Milan e il Galliani presidente della Lega calcio. Una situazione capace di condizionare designatori, arbitri, e anche l’ex presidente della Federcalcio Franco Carraro. La posizione di Galliani è decisiva ai fini di stabilire una responsabilità diretta del Milan. Di sicuro, sia lui che Meani non hanno convinto Borrelli, che ha rilevato alcune discrepanze e incongruenze tra le loro dichiarazioni. Galliani ha sostenuto che il suo addetto agli arbitri era inquadrato con un contratto da co.co.co., ma Meani risulta in carica fino al 30 giugno 2006 in un ruolo delicatissimo e soprattutto unico. Nessun’altra società dispone di un dirigente con tali mansioni. Tira aria di deferimento per Meani, ma anche per Galliani, Palazzi dovrà valutare per quale tipo di reato.
La relazione dell’Ufficio indagini disegna una specie di griglia delle responsabilità. Se Juve e Milan sono in prima fascia, Fiorentina e Lazio vengono dopo. Vengono inquadrate come società più deboli rispetto alle due «corazzate», che prima vengono concusse e poi accettano di farsi coinvolgere dal sistema. È un’altra piccola sorpresa di questa relazione. L’Ufficio indagini in qualche modo tiene conto della situazione subalterna delle due società, però sottolinea anche come i massimi dirigenti di Fiorentina e Lazio fossero al corrente del malaffare esistente, ma si siano ben guardati dal denunciarlo nelle sedi competenti e vi abbiano poi aderito, seppur con diverse gradazioni (le intercettazioni riguardanti la Fiorentina vengono ritenute oggettivamente più gravi di quelle della Lazio). La posizione della Sampdoria viene ritenuta molto marginale.
bè è ovvio meani era il vero padrone del milan...........non fate finta di non averlo saputo..che c'entra che nn si è mai sentito nominare in 2 anni....era lui a gestire tutto il sistema..sotto l'astuta regia del fido galliani che con un colpo di mano è stato eletto presidente di lega( che c'entra che l'hanno votato tuttti.....e che nessuna norma lo impediva....è stata una losca manovra orchestrata da meani...il vero capo...)