#2 burjan Dom 19 Feb, 2006 21:40
Sempre più spesso si sente rimpiangere la scelta di uscire dal nucleare.
Forse abbiamo tutti dimenticato gli incidenti, i rischi enormi, i problemi che abbiamo ancora oggi per la scelta dei siti di stoccaggio delle scorie... Non esiste ancora un nucleare sicuro. Si parla di ridurre la dipendenza energetica, ma l'Italia produce ancor meno uranio che petrolio...
Il movimento ambientalista italiano degli anni '80 disse sempre con chiarezza che l'uscita dal nucleare avrebbe dovuto accoppiarsi con una totale riconversione del modello di sviluppo, che orientasse enormi risorse a favore del risparmio e delle fonti energetiche alternative. Siamo usciti dal nucleare, ma abbiamo mantenuto il nostro modello energivoro. Abbiamo ampliato e migliorato la rete stradale, lasciando nel caos la rete ferroviaria, soprattutto quella a carattere locale e metropolitano.
Non abbiamo investito nel solare, nell'eolico, nelle biomasse.
I guai di oggi non sono figli del referendum sul nucleare, ma di una politica che non ha saputo, né voluto, trarne fino in fondo le rivoluzionarie conseguenze.
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Il dono della previsione è far comprendere quanto sia perfettamente inutile dare una risposta alle domande sbagliate (Ursula Le Guin)