Stupendo pomeriggio di didattica meteorologica temporalesca quella di oggi! Ma partiamo con ordine!
Da me, a
San Biagio (RA), sono caduti 1,4 mm di pioggia (rain rate massimo a 19,8 mm/h) ed è stata la stazione meteo “più colpita” della zona.
Ma ben diversa la situazione in altre zone della Romagna con accumuli attorno ai
20/30 mm sull’Appennino, a Gambettola (FC) ed un accumulo addirittura di ben
70 mm nella stazione meteo Arpa di
Lavezzola (RA), con rain rate massimo ad oltre 520 mm/h, segno inequivocabile di grandine.
Ma la cosa interessante, soprattutto, è stato, ripeto, la didattica che ci ha insegnato questa giornata.
Infatti, solo ad osservare il satellite e la situazione meteo in corso, ho immaginato cosa stesse succedendo e, le mappe che sono in allegato, spiegano graficamente ciò che è successo.
In Italia, i venti da NE dei giorni scorsi sono stati sostituiti, come ben si sapeva, da venti mediamente occidentali, a causa di un arretramento parziale dell’anticiclone delle Azzorre verso SW.
Queste correnti occidentali, si sono presentate sulla Romagna sotto forma di venti da WSW, quindi phoenizzati, secchi ed inibitori, mediamente, di precipitazioni. Quindi, i temporali che sono scoppiati sugli Appennini, hanno saltato, mediamente, le zone di pianura limitrofe a causa, appunto da phoen Appenninico (eccetto qualche temporale locale che è riuscito a sfondare sino alle pianure pedecollinari). Ma, una volta giunti sulla Romagna più settentrionale, si occidentalizzavano leggermente di più e si scontravano con i venti da ESE, più umidi. Questo scontro di venti ha generato i forti temporali di cui parlavo sopra. E’ stato interessante anche notare la guerra tra le diverse correnti. Infatti, inizialmente, ha prevalso l’ESE, spingendo verso ovest il malloppo temporalesco. Dopo diverso tempo, i venti occidentali hanno prevalso portando l’instabilità verso SE e liberando i cieli a causa del terminato scontro tra le diverse masse d’aria.
Ciao.