Citazione:
2) si tratta della solita resistenza modellistica al moto antizonale che ho avuto modo di verificare in anni ed anni di osservazioni dei modelli stratosferici e troposferici, che vede più che antizonalità solo una prima spinta e poi una generale statiscità?
Toglimi un dubbio, Massimiliano. Ma, secondo te, come mai capita che i modelli matematici, pur basandosi sulla troposfera e sulla stratosfera, sulle medesime leggi fisiche (l'equazione di stato dei gas e via dicendo) finiscono per anticipare di diversi giorni un fenomeno come un MMW, addirittura lievemente sottovalutandolo, ed invece non riescono a vedere che con molta fatica e molto ritardo il coupling alle quote inferiori dove i calcoli vengono effettuati sulla base medesime leggi fisiche?
Non è che gli esiti finali del modello vengono corretti e filtrati, in qualche modo, anche sulla base della normalità statistica dei fenomeni atmosferici, escludendo così a priori quelli troppo orientati verso l'anomalia e, in questo caso, verso spinte antizonali?
Grazie per il chiarimento

Bhè, diciamo che il tuo è un caso lampante di botta-riposta self-made

nel senso che, come direbbe qualcuno, ti sei fatto una domanda ed effettivamente hai già dato la risposta.
Devi sapere che i modelli matematici, in genere, sono una cosa molto complessa, sicuramente frutto di scienza, ricerca e potenza di calcolo, ma sono anche tanto "maccheronici"!
Io ho utilizzato dei modelli matematici relativamente semplici, per la mia tesi di laurea incentrata su modelli di calcolo per lo studio e la previsione di reazioni chimiche per produrre delle resine particolari, ma anche per lo studio del flusso dinamico delle resine fuse dentro a degli stampi (che utilizzano le stessi formule di fluidodinamica dei modelli atmosferici... Navier-Stokes, ecc) e ti devo dire che i modelli più sono complessi e più vengono stravolti da correzioni , aggiustamenti, approssimazioni, ecc.
In pratica il modello teorico sfornato dagli scienziati sulla base delle leggi fisiche che si studiano sui libri va poi messo al lavoro e deve cercare di simulare al meglio la realtà.
Stai pur certo che non ci sarà mai cosa più lontana dalla realtà, del risultato che sfornerà il modello appena "laureatosi" dopo tanti anni di studi.
E infatti sarà proprio l'esperienza, la gavetta, a dare al modello le capacità di riuscire ad avvicinarsi alla realtà... e questo avverrà errore dopo errore.
Saranno i programmatori, quindi, ad intervenire continuamente, risultati ed osservazioni strumentali alla mano, ad andare a ritoccare man mano certe grandezze inizialmente impostate sulla teoria... migliaia di parametri che andranno modificati per far si che la curva ottenuta vada ad avvicinarsi a quella realmente osservata. (Epson Meteo, ad es, ci chiese qualche tempo fa una collaborazione in cui noi avremmo dovuto fornire i dati rilevati per potergli permettere di correggere il loro modello, ma noi non eravamo pronti per farlo)
Questo lavoro di correzione, però, allontana man mano dalla teoria il modello stesso.
Tale procedimento deve avvenire per le diverse situazioni, e come tu sai le situazioni più rare sono, guarda caso proprio le più imprevedibili... capitano raramente, non seguono dinamiche semplici, e soprattutto non hanno uno storico tale da permettere uno studio sistematico degli errori (lo zonale atlantico è semplice da prevedere perchè viaggia su binari, perchè ha contrasti limitati e soprattutto perchè è stato verificato molto spesso).
Ora, quanti casi di MMW di questo tipo si sono verificati nel recente passato?
Inoltre agisce su dinamiche estreme:
moti antizonali,
HP polari, forti contrasti termici, e se non bastasse agisce sull'interazione strato-troposferica, un evento raro e sul quale non si hanno poi così tanti dati tanto che, se hai seguito tutto il topic te ne sarai reso conto, ci si basa ancora su pochi studi basati soprattutto su dati statistici... la vicenda
NAM di inizio topic ne è una dimostrazione.
In poche parole se per la mia tesi, mentre sviluppavo io il mio "bel" modello sulla reazione chimica di cura della resina, qualcuno avesse aperto lo sportello del forno ad atmosfera controllata (azoto), con dentro il piattino di resina in reazione, e ci avesse starnutito dentro, e poi richiuso lo sportello, ... pur con tutta la teoria a disposizione, i calcoli e le formule, io non avrei mai potuto prevedere che tipo di risultato avrei ottenuto alla fine... magari una super plastica, non si può dire!
Come minimo, per capirci qualcosa, avrei dovuto ripetere ed osservare la stessa identica dinamica più e più volte, smanettare su vari parametri, e alla fine capire quali e di quanto andavano corretti per avvicinarmi alla realtà!
Ma comunque dubito che ne sarei venuto a capo facilmente (probabilmente non mi sarei ancora laureato!)
Insomma, con modelli mooolto ma mooolto più complessi è già tanto che riescano a ritardare, sottovalutare o sopravvalutare dinamiche come quella che si trovano ad affrontare ora!!!
La ricetta magica dei modelli meteorologici, ma anche climatici, dovrà essere corretta e ricorretta chissà ancora per quanti anni prima che ne esca un prodotto in grado di non ammuffirsi dopo poche ore
Ciao!
PS(ti mando un messaggio privato per altra questione)