Re: Tunisia, Egitto... la rivoluzione popolare dilaga nei paesi arabi!
C'eravamo dimenticati della Siria... dove la famiglia presidenziale governa da 50 anni con poteri dittatoriali, visto che sono 48 anni che è mantenuto "lo stato di emergenza" con limitazioni alla libertà dei cittadini e maggiori poteri per il presidente.
E se scoppiasse una vera e propria rivolta che facciamo?
L'ONU interviene anche contro la Siria???
Scontri in Siria: "Più di 100 morti" Il presidente: "Presto le riforme"
Gruppi di difesa dei diritti umani e testimoni denunciano arresti di massa. La tv di Stato: "Tutti rilasciati". La condanna degli Usa: "I responsabili di queste violenze devono rispondere delle loro azioni"
Damasco, 24 marzo 2011 - Sarebbero almeno 100 i morti negli scontri a Daraa, nel sud della Siria, dove mercoledì le forze di sicurezza hanno attaccato a più riprese i manifestanti. Lo hanno riferito gruppi di difesa dei diritti umani e testimoni oculari che denunciano arresti di massa in tutto il Paese da parte delle forze di sicurezza.
Un funzionario dell’ospedale della città ha riferito alla stampa che mercoledì pomeriggio sono stati portati i corpi di almeno 25 persone, tutti con ferite di arma da fuoco, decedute negli scontri con le forze di sicurezza. Fonti locali descrivono una città fantasma, con traffico quasi inesistente e scuole e banche chiuse.
GLI ARRESTI - I gruppi di difesa dei diritti umani riferiscono di arresti massicci soprattutto nelle regioni orientali del Paese. Amnesty international ha preparato una lista con 93 nomi di persone arrestate questo mese a Damasco, Aleppo, Banias, Daraa, Ham, Homs, per le loro attivata su internet. "Ma il numero dei fermati - si legge in una nota di Amnesty - potrebbe essere molto più alto". Si tratterebbe di persone di età compresa tra le 15 e le 45 anni, compresi, studenti, intellettuali, giornalisti e attivisti.
L’osservatorio siriano per i diritti umani con base a Londra ha denunciato l’arresto di Ahmad Hadifa, blogger 27enne colpevole di aver appoggiato su Facebook le proteste di Daraa. Il giovane era già stato fermato più volte nel mese scorso per la sua attività sulla rete. Nonostante in Siria dal 1963 e in vigore lo stato di emergenza da giorni in centinaia provano a protestare per chiedere la fine del regime di Assad. La moschea Omari di Daraa, è diventata il luogo simbolo delle manifestazioni ma anche di una violenta repressione delle forze di sicurezza.
Le autorità siriane avrebbro arrestato anche l’attivista Mazen Darwish, capo del Centro siriano per le libertà di espressione. Lo ha reso noto un gruppo per la difesa dei diritti umani. Darwish, che ha partecipato a una manifestazione di protesta in cui si chiedeva la liberazione di prigionieri politici la settimana scorsa, è stato arrestato dopo essere stato convocato, ieri, dalla polizia per interrogarlo.
Questa sera però la televisione di Stato ha sostenuto che tutti i militanti arrestati in occasione dei "recenti avvenimenti" sono stati rilasciati.
AL ASSAD: "PRESTO DECISIONI IMPORTANTISSIME" - La Siria "prenderà decisioni importanti". È quanto ha dichiarato alla stampa Buthaina Shaaban, la portavoce del presidente Bashar al-Assad. "La Siria - ha affermato la Shaaban - prenderà decisioni importantissime per rispondere alle aspirazioni del suo popolo". E poi: "Non apriremo più il fuoco sui cittadini e toglieremo in tempi brevissimi lo stato di emergenza". La portavoce ha detto comunque che il presidente "non ha mai dato l’ordine di sparare contro i manifestanti" di Daraa.
A quanto sembra, la piazza avrebbe vinto. Almeno, in parte. Il portavoce di Bashar al Assad, durante una imponente conferenza stampa in un sala gremita di giornalisti arabi e stranieri ha annunciato riforme a tutto campo per la società siriana. Innanzi tutto la promessa che no si sparerà più sulla folla che manifesta.
Ora bisognerà attendere la reazione della piazza, dopo gli appelli dell’opposizione in rete di una grande manifestazione per chiedere la fine del regime da oltre 40 anni in carica. Fonti di una Ong riferiscono intanto del fermo di Mazen Ddarwish, capo del gruppo di centro destra per la Linertà di Espressione.
CONDANNA USA - Gli Stati Uniti hanno espresso oggi "ferma condanna"’ nei confronti del governo siriano per la "brutale repressione" delle manifestazioni in cui sono stati uccisi civili "per mano delle forze dell’ordine". In una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca, il portavoce dell’amministrazione Obama, Jay Carney, ha sottolineato che gli Usa "rifiutano l’uso della violenza sotto ogni circostanza". "Siamo molto preoccupati per gli arresti arbitrari di attivisti per i diritti umani e altre persone - ha aggiunto Carney -. I responsabili di queste violenze devono rispondere delle loro azioni". Gli Usa hanno chiesto al governo siriano di "astenersi dall’uso della forza" e di rispettare il diretti dei cittadini a manifestare in modo pacifico.
FARNESINA: "FORTE PREOCCUPAZIONE" - L’Italia segue attentamente la situazione in Siria insieme ad altri partner europei e auspica forme di dialogo tra istituzioni e societa’ civile per aiutare la stabilita’ del Paese. Lo rendono noto fonti della Farnesina, che sottolineano che la notizia che giunge da Deraa, dove diverse fonti denunciano l’uccisione di numerosi manifestanti, se verificata, suscita “forte preoccupazione”.
Continua a leggere su:
http://qn.quotidiano.net/esteri/201...l#ixzz1HasNw2K4