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Off-Topic - La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...



prometeo [ Lun 29 Apr, 2013 07:48 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
...........io i toni non intendo abbassarli co sta gente al governo e con l'unica prospettiva del disastro. Normalmente son quelli che mangiano che chiedono di abbassare i toni. Andate a dire di abbassare i toni ai milioni di disoccupati, agli esodati, ai truffati da uno stato dovele regole oramai sono carta straccia. Così com'è l'Italia non ha futuro. Troppi italiani ancora con gli occhi chiusi a morsicchiare il tozzo di pane lasciatogli.
Ne riparleremo tra qualche mese, come sempre, anche se aver ragione non servirà più a nulla.

Sono d'accordo con Fabio, mi dispiace, basta con il politicaly correct, il perbenismo, la conciliazione e quant'altro
da anni ci raccontano le frottole poi loro nemmeno il buon esempio ci danno.
Questa situazione l'hanno creata e voluta loro
Io prego solo che le forze dell'ordine a gradi bassi stiano con il popolo,
sappiamo bene che le stelline e le greche fanno parte del magna magna ad alti livelli


andrea75 [ Lun 29 Apr, 2013 08:52 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Abbassare i toni no... ma non è che andando a sparare a 2 Carabinieri si risolvono i problemi del Paese... non scherziamo.


and1966 [ Lun 29 Apr, 2013 11:07 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Quello che è successo a Roma è grave, sopratutto di fronte alle fosche prospettive dei prossimi mesi ed anni.

Ricordo che trenta anni fa e più, in un contesto socio-economico meno drammatico di adesso, saltavano in aria intere stazioni piene di gente e le forze dell' ordine pagavano tributi di sangue quotidiani .... La vedo scura....


mausnow [ Lun 29 Apr, 2013 13:31 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
prometeo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
...........io i toni non intendo abbassarli co sta gente al governo e con l'unica prospettiva del disastro. Normalmente son quelli che mangiano che chiedono di abbassare i toni. Andate a dire di abbassare i toni ai milioni di disoccupati, agli esodati, ai truffati da uno stato dovele regole oramai sono carta straccia. Così com'è l'Italia non ha futuro. Troppi italiani ancora con gli occhi chiusi a morsicchiare il tozzo di pane lasciatogli.
Ne riparleremo tra qualche mese, come sempre, anche se aver ragione non servirà più a nulla.

Sono d'accordo con Fabio, mi dispiace, basta con il politicaly correct, il perbenismo, la conciliazione e quant'altro
da anni ci raccontano le frottole poi loro nemmeno il buon esempio ci danno.
Questa situazione l'hanno creata e voluta loro
Io prego solo che le forze dell'ordine a gradi bassi stiano con il popolo,
sappiamo bene che le stelline e le greche fanno parte del magna magna ad alti livelli


Con la violenza non si risolve un tubo. E non serve a un tubo.
Ve lo dice uno che ha votato fuori dall'area-inciucio, tanto per capirsi. E condanno chiunque la istighi.

E ci vanno di mezzo i disgraziati che eseguono ordini o i funzionari che applicano le procedure.
Guerra fra poveri, tanto per cambiare
Il 6 aprile è ancora bruciante nel ricordo, e per l'episodio di Palazzo Chigi le motivazioni paiono all'incirca le stesse.

Ma badate bene: in entrambi i casi, oltre alla disperazione per problemi oggettivi, ci sono alle spalle una serie di fallimenti e vizi legati allo stile di vita personale.

Decido che dò contro ai politici o chicchessia che in qualche modo rappresenti lo Stato, così butto nel calderone della rabbia anche le mie miserie personali. Fantastico, mi sento realizzato.

Che dire? Atteggiamenti non solo pericolosi e deliranti.
Peggio: assolutamente INUTILI.



alias64 [ Lun 29 Apr, 2013 19:33 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
mausnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
prometeo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
...........io i toni non intendo abbassarli co sta gente al governo e con l'unica prospettiva del disastro. Normalmente son quelli che mangiano che chiedono di abbassare i toni. Andate a dire di abbassare i toni ai milioni di disoccupati, agli esodati, ai truffati da uno stato dovele regole oramai sono carta straccia. Così com'è l'Italia non ha futuro. Troppi italiani ancora con gli occhi chiusi a morsicchiare il tozzo di pane lasciatogli.
Ne riparleremo tra qualche mese, come sempre, anche se aver ragione non servirà più a nulla.

Sono d'accordo con Fabio, mi dispiace, basta con il politicaly correct, il perbenismo, la conciliazione e quant'altro
da anni ci raccontano le frottole poi loro nemmeno il buon esempio ci danno.
Questa situazione l'hanno creata e voluta loro
Io prego solo che le forze dell'ordine a gradi bassi stiano con il popolo,
sappiamo bene che le stelline e le greche fanno parte del magna magna ad alti livelli


Con la violenza non si risolve un tubo. E non serve a un tubo.
Ve lo dice uno che ha votato fuori dall'area-inciucio, tanto per capirsi. E condanno chiunque la istighi.

E ci vanno di mezzo i disgraziati che eseguono ordini o i funzionari che applicano le procedure.
Guerra fra poveri, tanto per cambiare
Il 6 aprile è ancora bruciante nel ricordo, e per l'episodio di Palazzo Chigi le motivazioni paiono all'incirca le stesse.

Ma badate bene: in entrambi i casi, oltre alla disperazione per problemi oggettivi, ci sono alle spalle una serie di fallimenti e vizi legati allo stile di vita personale.

Decido che dò contro ai politici o chicchessia che in qualche modo rappresenti lo Stato, così butto nel calderone della rabbia anche le mie miserie personali. Fantastico, mi sento realizzato.

Che dire? Atteggiamenti non solo pericolosi e deliranti.
Peggio: assolutamente INUTILI.

pienamente d 'accordo,anche io odio tutta la classe politica e tutto quello che di marcio vi e intorno ma non per questo vado a sparare tra la gente....bisogna solo sperare che per una volta riescano a far qualcosa per tirarci fuori da questa pralisi economica......non sara facile ...


Gab78 [ Lun 29 Apr, 2013 21:31 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
mausnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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...........io i toni non intendo abbassarli co sta gente al governo e con l'unica prospettiva del disastro. Normalmente son quelli che mangiano che chiedono di abbassare i toni. Andate a dire di abbassare i toni ai milioni di disoccupati, agli esodati, ai truffati da uno stato dovele regole oramai sono carta straccia. Così com'è l'Italia non ha futuro. Troppi italiani ancora con gli occhi chiusi a morsicchiare il tozzo di pane lasciatogli.
Ne riparleremo tra qualche mese, come sempre, anche se aver ragione non servirà più a nulla.

Sono d'accordo con Fabio, mi dispiace, basta con il politicaly correct, il perbenismo, la conciliazione e quant'altro
da anni ci raccontano le frottole poi loro nemmeno il buon esempio ci danno.
Questa situazione l'hanno creata e voluta loro
Io prego solo che le forze dell'ordine a gradi bassi stiano con il popolo,
sappiamo bene che le stelline e le greche fanno parte del magna magna ad alti livelli


Con la violenza non si risolve un tubo. E non serve a un tubo.
Ve lo dice uno che ha votato fuori dall'area-inciucio, tanto per capirsi. E condanno chiunque la istighi.

E ci vanno di mezzo i disgraziati che eseguono ordini o i funzionari che applicano le procedure.
Guerra fra poveri, tanto per cambiare
Il 6 aprile è ancora bruciante nel ricordo, e per l'episodio di Palazzo Chigi le motivazioni paiono all'incirca le stesse.

Ma badate bene: in entrambi i casi, oltre alla disperazione per problemi oggettivi, ci sono alle spalle una serie di fallimenti e vizi legati allo stile di vita personale.

Decido che dò contro ai politici o chicchessia che in qualche modo rappresenti lo Stato, così butto nel calderone della rabbia anche le mie miserie personali. Fantastico, mi sento realizzato.

Che dire? Atteggiamenti non solo pericolosi e deliranti.
Peggio: assolutamente INUTILI.



Pienamente d'accordo. Ricordiamoci che c'è un individuo che sta lottando per non passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Se si pensa che attraverso queste schegge di disperazione si possa dare una "scossa" alla situazione e risolvere problemi gravi e ingiustizie, allora non siamo messi per niente bene.


andrea75 [ Lun 29 Apr, 2013 21:59 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Ho letto questi 2 giorni dei commenti deliranti sull'accaduto, soprattutto su FB che ormai è diventato un porcaio sull'argomento politica... tralasciando quelli che inneggiano alla violenza pura, alcuni di questi recitavano qualcosa del tipo "eh, il prossimo speriamo che abbia la mira migliore", oppure "bastava scegliere un posto meno controllato se doveva sparare ad un politico"...
Penso ci sia poco da commentare... chiedo solo a certe persone cosa sarebbe cambiato se invece di un Carabiniere avesse sparato davvero ad un uomo del Palazzo, più o meno importante. Forse sarebbe stata diversa la sedia a rotelle sulla quale dovrà si dovrà sedere... sarebbe forse stata diversa la storia della famiglia che lo riguarda. In questo caso parliamo di un uomo che aveva perso da poco la propria moglie, e di una figlia che ora si ritrova senza una madre e con un padre costretto probabilmente a rimanere paralizzato per il resto dei suoi giorni. Ma a noi pensate che cambierà davvero qualcosa da oggi, dopo quello che è successo? O sarebbe davvero cambiato qualcosa in meglio se la storia fosse stata diversa come qualcuno si sarebbe cinicamente auspicato?
Anche io sono esasperato dalla situazione in cui ci troviamo... ma la violenza gratuita, fatta in questo modo, sono convinto che porterà solo al peggio. Se mai il peggio non lo stiamo già vivendo...


tifernate [ Mer 01 Mag, 2013 20:32 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Abbassare i toni no... ma non è che andando a sparare a 2 Carabinieri si risolvono i problemi del Paese... non scherziamo.


Questa cosa, da persona intelligente come sei, non andava nemmeno sottolineata. Un conto sono i toni politici un altro questi fatti. Anzi è proprio il fatto che nonostante ci sia chi usa toni alti non si ottiene nulla che spesso muove la mano, armata, di queste persone.


tifernate [ Mer 01 Mag, 2013 20:37 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Tornando ai fatti, senza andare ad argmentare su un fatto che, secondo me è dovuto ad una serie di cause e non al fatto che uno alzi o meno i toni (questa mi pare una strumentazione tanto di basso livello che, ripeto, evito di commentare ulteriormente, leggete con attenzione questo articolo e forze inizierete a capire ancor meglio quello che scrivevo oltre 18 mesi fa........

http://www.rischiocalcolato.it/2013...io-blondet.html


Se la Francia Stampa Euro. (di Maurizio Blondet)


L’eurocrazia ha concesso alla Francia ( e Spagna e Portogallo) due anni di proroga per il rientro dal deficit entro il 3% del Pil, e ha negato lo stesso sollievo all’Italia. Enrico Letta va da Angela Merkel a Berlino ad implorare il favore (il ministro Schauble aveva detto no ancor pochi giorni fa). Ma Berlino ha fatto a Parigi un favore più grande, alla chetichella: in pratica, ha permesso alla sua Banca Centrale di stampare euro.

Lo ha scritto l’8 aprile scorso addirittura Paul Krugman sul suo blog presso New York Times, con un titolo più che ironico: «La Francia ha di nuovo la sua divisa» (France Has Its Own Currency Again). Scarne le notizie che Krugman dà. Si limita a notare che gli interessi che la Francia paga per indebitarsi sono crollati. Parigi non è più a corto di soldi, i mercati non sono più preoccupati di un suo fallimento… Un giornale economico online francese, Atlantico, poco dopo ha ipotizzato: i tassi bassi a cui la Francia si indebita sarebbero effetto di una politica «generosa e discreta» da parte della Banque de France (la loro Banca Centrale) di acquisto di attivi discutibili dalle banche francesi. E spiega che se l’Europa ha una moneta unica, non ha un’unica Banca Centrale. Sì, c’è la BCE; ma le banche centrali nazionali esistono ancora «e dispongono di una certa autonomia per aiutare le proprie banche». Possono aiutare le loro banche commerciali, appunto decidendo quali «attivi» accettare come garanzia, ossia quali titoli di credito che le banche vantano, e contro le quali sganciare i fondi liquidi. Crediti andati a male, titoli di Stati in difficoltà eccetera, insomma pretesi «attivi» che il mercato non tocca nemmeno con un dito, che la Banque de France accetta come buoni dalle sue amate banche nazionali. La transazione avverrebbe nel cosiddetto sistema Short Term European Paper (acronimo: STEP): che consente a ciascuna Banca Centrale di rifinanziare le sue banche, ma che è usato soprattutto dalla Francia. Parigi, con quasi 500 miliardi, rappresenta da sola più della metà del mercato europeo STEP, ed è il secondo del mondo dopo quello americano. Inoltre, è in forte aumento: da 300 miliardi di metà 2012, era già a 483 a fine 2012.

Ciò significa non solo che la Banque de France ha il tacito permesso di stampare euro secondo le necessità (insaziabili) delle sue banche; ma che le sue banche maggiori (BNP, Société Générale, Crédit Agricole in prima linea) sarebbero sull’orlo del fallimento per la loro eccessiva esposizione ai rischi, e tenute sotto ossigeno dalla stampante della Banque de France mascherata sotto pagamento di «attivi» che sono equivalenti a vecchie biciclette, abiti di seconda mano e stoviglie usate.

A tutta prima la mezza rivelazione ha fatto strillare di rabbia grossi giornali germanici come e Die Welt e Deutsche Wirtschafts Nachrichten, che hanno accusato Mari Draghi, l’odiato italiano, di lassismo complice. «La BCE ha dato alla Francia la possibilità di stabilizzare le proprie banche, senza che la Germania possa far niente per opporsi (…) Sotto traccia, si gonfia in Francia una gigantesca bolla finanziaria».

Ma dopo queste prime urla, più nulla. Silenzio. Evidentemente, i media sono stati avvertiti discretamente di sorvolare. E ciò, quasi certamente, per il motivo indicato da Krugman: la BCE non può lasciare la Francia al suo destino come una qualunque Grecia (o Spagna), perché senza la Francia «non c’è più euro».

Berlino, che è severissima con noi, con Hollande tace e acconsente, perché ha bisogno della «relazione speciale» con Parigi, secondo pilastro dell’euro e della sua ideologia.

Se l’ipotesi è vera, inutilmente il nostro Letta (e la sinistra italiana) sperano di trovare in Parigi l’alleato e guida dei Paesi mediterranei che dicono basta all’austerità e mettono in minoranza la Merkel: Hollande, la Merkel se l’è comprato col permesso di stampa dissimulata. Il permesso (tedesco) a Francia, Spagna e Portogallo di ritardare di due anni il rientro del deficit, che viene negato a noi, è fatto proprio per spaccare il fronte. L’Italia è isolata. Divide et impera. Anche se Enrico Letta, mettendo all’economia Saccomanni, ossia il servile e strapagato funzionario di Bankitalia, non ha certo dato l’idea di voler andare all’attacco. Bankitalia è nota per la sua subalternità a Francoforte e Berlino.

Questa faccenda, più o meno soppressa, rivela un’altra disfunzione della Babele monetaria che è l’euro (moneta unica con banche centrali «con parziale autonomia», se la prendono), e che i padroni dei nostri destini vanno avanti a forza di pezze, trucchi nascosti, strappi inconfessati alle regole che loro stessi ci hanno imposto, omertà e favoritismi collaterali e severità disumane – come nella Fattoria degli Animali di Orwell, tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

Ché poi, chissà che non ci convenga tacere. Dopotutto, ad ogni asta dei nostri Btp, i tassi d’interesse si abbassano, fra gli applausi dei media: «I tassi tornati ai minimi del 2010! I mercati ci ridanno fiducia!». Oddio, i tassi sono ancora alti: 3,94, anche se in calo rispetto agli orribili 4,66 di un mese prima. Lo spread non cala veramente. Ma perché, di grazia, «i mercati» ci danno fiducia? Non abbiamo fatto le riforme, né tagliato l’enorme spesa pubblica parassitaria, né snellito la burocrazia, né reso rapidi e produttivi i magistrati, né reso competitivo il lavoro, né alleviato o almeno semplificato la tassazione sulle imprese; le nostre ditte produttrici sono strangolate dallo Stato e dalle banche , il credito è azzerato, non circola denaro: viviamo il blocco di liquidità tragico che perpetuò la crisi del 1929 fino al ’39. Perché i mercati ci darebbero fiducia, quando noi italiani di fiducia non ne abbiamo nemmeno un po’, e chi ha soldi ne ha mandati 200 miliardi in Svizzera, per paura del prelievo forzoso alla cipriota? Chi è, insomma, che compra i nostri titoli? E a retribuzione calante per giunta?

Certo, si dice, il mondo è inondato di liquidità dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan che hanno intrapreso il più oltraggioso e svergognato quantitative easing; dei colossali fiumi di dollari e yen devono per forza andare in titoli pubblici del mondo; qualche rivolo si «investe» in Italia, dove ottiene ancora quasi il 4% sicuro. Sarà. Ma magari c’è un aiutino anche ai nostri titoli pubblici da parte della BCE, o di Bankitalia col permesso occulto della BCE? Come la Francia, ma pochino pochino? Con la Germania che fa finta di niente, almeno fino alle elezioni di settembre, perché deve tener nascosto ai suoi cittadini l’enormità del problema e la disonestà dei mezzucci usati per rappezzarlo?

Chissà. Facciamo solo notare questo paradosso: c’è una enorme liquidità globale, e le banche strapiene di titoli pubblici; e alle nostre imprese non arriva un euro. Non pagano i fornitori perché non vengono pagate a loro volta; tutto si paralizza perché manca denaro liquido e il credito è prosciugato, ma altrove scorrono Mississippi di liquidità.

Uno studio della KPMG calcola che le banche della zona euro detengono ormai 1670 miliardi di euro di titoli del debito sovrano (chiamiamolo sovrano) degli Stati europei; un enorme montante sottratto all’economia produttiva. Le banche fanno credito illimitato (non coi soldi loro) ai governi, sotto l’ombrello protettore e complice della BCE, lucrando en passant notevoli interessi senza rischio, e contemporaneamente negano credito a famiglie e imprese. Secondo KPMG negli ultimi 4 anni le banche hanno ridotto di 365 miliardi di euro le loro aperture di credito alle imprese: -7,5%. Sono le colpevoli reali e primarie della recessione diventata depressione, dei disoccupati che crescono e dei suicidi di imprenditori.

Per contro, secondo KPMG, i crediti dubbi delle banche europee ammonterebbero a 1500 miliardi (di cui 600 per le sole banche britanniche, spagnole e irlandesi). Anziché ripulire i loro bilanci vendendo i loro portafogli, esse da anni preferiscono nascondere il problema prorogando i loro prestiti più o meno inesigibili. Gli Stati avrebbero dovuto, fin dall’inizio della crisi, intervenire imponendo ad azionisti e creditori di accollarsi la loro parte di perdite; non l’hanno fatto – come opporsi alla lobby bancaria? – fino al giorno in cui l’hanno fatto per banche e correntisti di Cipro. Allora, non si ebbe il coraggio di assumere le conseguenze sistemiche che ciò avrebbe comportato, con la conseguente rivoluzione del sistema bancario europeo, la scomparsa dei vecchi azionisti e dei banchieri nella latrina della storia, e la ristrutturazione (default parziale) dei debiti sovrani.

I poteri forti e i loro caudatari governativi non hanno voluto. Da allora, si sono susseguiti «salvataggi» di banche che avevano in comune il rimandarne la necessità. Si sono chiusi gli occhi davanti alla crisi finanziaria per non vedere di essa che una giustificazione di più all’ideologia ultra-liberista, «anzi profittando dell’occasione per accelerare brutalmente l’applicazione del programma» (Fançois Leclerc).

Ed oggi siamo a questo: che invece di mettere in discussione la strategia seguita e fallimentare (austerità per chi «ha vissuto al disopra dei propri mezzi») si suggerisce solo di ammorbidirne l’applicazione. La Commissione ha concesso alla Spagna di ritardare il rientro del deficit, stavolta di due anni; poi l’ha concesso al Portogallo, poi alla Francia. L’allungamento del calendario è diventato regola? Ma no, si decide caso per caso – per salvare la faccia – e quindi si dice no a Roma, che conta come il due di picche ed ha ministri tanto tanto europeisti, la Bonino che vuole accelerare gli Stati Uniti d’Europa: a noi, si può fare di tutto, e continuiamo a scodinzolare. (Emma Bonino: Stati Uniti d’Europa o non c’è via d’uscita‎)

Del resto, gli alleviamenti concessi agli altri non solo non risolvono nulla. Sono accompagnati ogni volta da ingiunzioni di nuovi rigori di bilancio, che aggravano la recessione e creano di conseguenza (tramite diminuzione del gettito fiscale) le condizioni di un ulteriore, futuro allungamento della data del fatale rientro del deficit sotto il 3%: cifra peraltro del tutto arbitraria.

«Rigore di bilancio e controllo delle spese non spariranno dal vocabolario del partito socialista», ha annunciato Antonio José Seguro, il segretario del PS portoghese, che spera di tornare al potere e chiede, contemporaneamente, una rinegoziazione del costosissimo piano di salvataggio del Portogallo; le stesse cose più o meno dicono i governanti spettrali a Madrid, a Parigi e il nostro Enrico Letta. «Crescita» accompagnata a «rigore», come sempre. Senza spiegare come fare. Senza mai mettere in discussione i paradigmi adottati una volta per tutte, il pensiero unico eurocratico-globalista. Fino al crack sociale e politico?


andrea75 [ Gio 02 Mag, 2013 09:49 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Abbassare i toni no... ma non è che andando a sparare a 2 Carabinieri si risolvono i problemi del Paese... non scherziamo.


Questa cosa, da persona intelligente come sei, non andava nemmeno sottolineata. Un conto sono i toni politici un altro questi fatti. Anzi è proprio il fatto che nonostante ci sia chi usa toni alti non si ottiene nulla che spesso muove la mano, armata, di queste persone.


Non l'ho ben capita... cmq.... il mio era un messaggio in risposta a qualche post in cui quasi si giustificava il fatto... punto, senza particolari riferimenti. Mi pare che non sia un fatto di essere più o meno intelligenti....


tifernate [ Gio 02 Mag, 2013 11:44 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
andrea75 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Abbassare i toni no... ma non è che andando a sparare a 2 Carabinieri si risolvono i problemi del Paese... non scherziamo.


Questa cosa, da persona intelligente come sei, non andava nemmeno sottolineata. Un conto sono i toni politici un altro questi fatti. Anzi è proprio il fatto che nonostante ci sia chi usa toni alti non si ottiene nulla che spesso muove la mano, armata, di queste persone.


Non l'ho ben capita... cmq.... il mio era un messaggio in risposta a qualche post in cui quasi si giustificava il fatto... punto, senza particolari riferimenti. Mi pare che non sia un fatto di essere più o meno intelligenti....


Quello che ha sparato ai due carabinieri è un'idiota come quello che ha sparato alle due impiegate della regione, senza se e senza ma, però mischiare questi fatti con il discorso dei toni più o meno alti penso sia riduttivo, molto riduttivo. p.s. quali sono questi post dove "quasi si giustificava il fatto"?


andrea75 [ Gio 02 Mag, 2013 12:52 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Lasciamo stare... ho capito male io.
Credo di aver scritto un solo post in questo topic di 30 pagine (topic che solitamente evito come la peste), e pensavo di aver scritto una cosa fin troppo normale. Torno alla meteo che è meglio.


mausnow [ Gio 02 Mag, 2013 13:29 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Quello che ha sparato ai due carabinieri è un'idiota come quello che ha sparato alle due impiegate della regione, senza se e senza ma, però mischiare questi fatti con il discorso dei toni più o meno alti penso sia riduttivo, molto riduttivo. p.s. quali sono questi post dove "quasi si giustificava il fatto"?


No, chiaro, qui dentro sicuramente nessuno farebbe una mescolanza del genere, ma là fuori esiste una sorta di tentazione che assale molta gente, quella che nasce dal fatto di non avere più la forza mentale di operare gli opportuni distinguo, e in buona sostanza, di volersi ben informare e di non essere superficiali.

E' quella tentazione strisciante, in definitiva, di buttare all'aria tutto (non c'entra nè il grillismo nè l'appartenere ad una qualsivoglia area politica) e di sparare nel mucchio null'altro che per uno sfogo personale, anche se la vera causa del disagio è in sè stessi.

E' una cosa piuttosto irrazionale che va stroncata con fermezza, negandogli qualsiasi appiglio motivazionale imputabile al disagio sociale, e da questo va nettamente diviso e distinto. Di questo certo che se ne può parlare, anche con una accesa dialettica, ma la violenza non deve mai nemmeno passare per la càpa.

Ma lo devono capire anche le pietre, e bisogna metterci forza di persuasione, soprattutto nella rete, altrimenti ciò che molti sottintendono è ben altro, ed estremamente pericoloso.

Quindi io credo che ben vengano le puntualizzazioni, anche se apparentemente superflue.


tifernate [ Gio 02 Mag, 2013 23:21 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
mausnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Quello che ha sparato ai due carabinieri è un'idiota come quello che ha sparato alle due impiegate della regione, senza se e senza ma, però mischiare questi fatti con il discorso dei toni più o meno alti penso sia riduttivo, molto riduttivo. p.s. quali sono questi post dove "quasi si giustificava il fatto"?


No, chiaro, qui dentro sicuramente nessuno farebbe una mescolanza del genere, ma là fuori esiste una sorta di tentazione che assale molta gente, quella che nasce dal fatto di non avere più la forza mentale di operare gli opportuni distinguo, e in buona sostanza, di volersi ben informare e di non essere superficiali.

E' quella tentazione strisciante, in definitiva, di buttare all'aria tutto (non c'entra nè il grillismo nè l'appartenere ad una qualsivoglia area politica) e di sparare nel mucchio null'altro che per uno sfogo personale, anche se la vera causa del disagio è in sè stessi.

E' una cosa piuttosto irrazionale che va stroncata con fermezza, negandogli qualsiasi appiglio motivazionale imputabile al disagio sociale, e da questo va nettamente diviso e distinto. Di questo certo che se ne può parlare, anche con una accesa dialettica, ma la violenza non deve mai nemmeno passare per la càpa.

Ma lo devono capire anche le pietre, e bisogna metterci forza di persuasione, soprattutto nella rete, altrimenti ciò che molti sottintendono è ben altro, ed estremamente pericoloso.

Quindi io credo che ben vengano le puntualizzazioni, anche se apparentemente superflue.



Normalmente chi generalizza lo fa per ignoranza. Per evitare generalizzazioni pericolose bisogna saper argomentare le proprie idee e per argomentare le proprie idee bisogna informarsi. Il problema dell'Italia è proprio l'ignoranza e questa produce le distorsioni ed i fatti come quello di domenica, purtroppo.


and1966 [ Ven 03 Mag, 2013 01:18 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Fatto sta che, per tornare all' andamento politico-economico-sociale nudo e crudo, siamo ancora alle "speranze di larghe intese" ed alle "manovre di avvicinamento". Di concreto, ovviamente, nulla. Ed intanto il tempo passa, i conti (in rosso) galoppano, le casse si svuotano (ammesso vi fosse ancora qualcosa), e semre più gente vede spettri concreti di povertà avvicinarsi alla velocità di uno tsunami.

Strano che la finanza non ne approfitti facendo carne di porco di quel che resta delle ns povere ossa.


prometeo [ Lun 06 Mag, 2013 13:35 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
In tema di spending review da oggi abbiamo una suntuosa pensione in meno
quella di Andreotti
Mi dispiace ragazzi ma so' diventato cosi


tifernate [ Lun 06 Mag, 2013 14:15 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
GOVERNO e DEFAULT..... secondo me PD e PDL non sanno quello che fare, questo governo è stato messo su solo perchè obbligati, ma stanno solo aspettando l'occasione buona per dare la colpa agli altri....il PD sull'IMU ed il PDL sul resto.


Il programma di governo che Letta per sommi capi ha schematizzato alla Camera, se fosse equiparato a un bilancio economico, conterrebbe 4 punti in perdita, che chiameremo “uscite”:

1. stop imu a giugno

2. stop ad aumento dell’IVA

3. reddito di cittadinanza

4. patto con gli esodati

e soli due punti in guadagno, che chiameremo “entrate”:

• abolizione delle province e lotta all’evasione.

La metafora di Davide e Golia con cui Letta ha tentato di ammaliare i nostri parlamentari sembra perciò molto azzeccata, ma per ben altre ragioni rispetto a quelle che ritiene Letta.

Se il programma di governo è tutto qui, se questi ne sono i punti più qualificanti a livello economico, Letta sembra proporsi, come il Davide biblico, di abbattere un gigante (il gigante della spesa pubblica e del debito di Stato caricato sui cittadini e le generazioni future) con una semplice fionda e un sassolino.

Ormai non è più possibile per lo Stato nascondere i segni preoccupanti di ciò che si sta per abbattere sulle nostre teste.

I precari della scuola da tempo ricevono il regolare cedolino dell’accredito dello stipendio, di cui però non trovano traccia nel loro conto in banca. E questo per mesi e mesi:

http://www.orizzontescuola.it/news/...ti-ai-supplenti

Moltissimi precari in tutta Italia non hanno ancora ricevuto lo stipendio di dicembre 2012 (l’articolo citato elenca le scuole interessate da questo fenomeno) e in modo ancora più generalizzato, la loro quasi totalità non sta più ricevendo il pagamento dei contributi previdenziali.

Bisogna a questo punto allargare l’orizzonte del problema, partendo proprio dai mancati pagamenti dei contributi ai dipendenti pubblici.

Il fenomeno del personale senza contributi infatti non è relegato ai precari della scuola, ma a molti altri enti statali, sopratutto quelli periferici, come Comuni, Province ecc.

E si lega col fatto che l’INPS dovrà pagare l’anno prossimo circa 265.8 miliardi a fronte di un incasso di soli 213.7 miliardi di contributi.

Un buco di bilancio che, secondo una lettera inviata dal presidente dell’Inps ai ministri Fornero e Grilli col sigillo della Corte dei Conti e dei magistrati contabili, potrebbe rendere impossibile pagare tutti (TUTTI) i contributi previdenziali per il 2015!

Nessun partito politico, nemmeno di quelli che si ritengono “rivoluzionari”, osa parlare di questo fenomeno che va avanti da un paio d’anni ed è ben noto a chi frequenta in qualche modo lo Stato in qualsiasi forma.

Talmente noto, che il governo Monti aveva tentato di metterci una pezza con la fusione dell’INPS con altri enti quali Inpdap ed Enpals, manovra che però ha avuto il solo risultato di mandare in rosso anche i conti di questi altri due enti, prima in bilancio positivo.

Se mettiamo insieme i vari pezzi del puzzle: bancarotta dell’INPS, mancati pagamenti ai precari della scuola, fallimenti a macchia di leopardo di enti locali e aziende municipalizzate in tutto il Paese (sfido chiunque a dire che nel proprio Comune, Provincia o Regione non c’è stato il fallimento di qualche ente o consorzio quest’anno), iniziamo a scorgere il profilo di ciò che sta per abbattersi sulle nostre teste e che il teatrino della politica sta tentando di nasconderci.

Lo Stato è già in bancarotta e la prossima legislatura dovrà ancora una volta nascondere il fenomeno (soprattutto ai grossi fondi stranieri che comprano i nostri titoli di Stato), prelevando dalle nostre tasche quanto manca per andare avanti per qualche altro semestre.

I due soli punti economici in “attivo” presentati da Letta alla Camera (abolizione delle provincie e lotta all’evasione) nella loro inadeguatezza alla gravità del problema, gettano una luce sinistra su tutto questo e fanno già presagire come andrà a finire.

C’è infatti una sola,terribile “soluzione finale” in vista:

usare i soldi dei cittadini (fino all’ultimo centesimo) per pagare il debito pubblico dello Stato (e di tutti gli altri Stati europei).

I nostri risparmi verranno depredati (con l’aiuto di nuove leggi sul contante)

Le nostre pensioni saranno tagliate (con qualche nuova legge pensionistica)

I nostri beni saranno svalutati (con le politiche sui tassi di interesse, i prelievi forzosi, le tasse e altre infinite diavolerie)

L’ora è davvero grave.


tifernate [ Mar 07 Mag, 2013 11:02 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
ULTIME NOTIZIE

......e sto ammanco di 2 miliardi di incassi dello stato nei soli primi 3 mesi del 2013 chi lo mette?

http://www.scenarieconomici.it/coll...trimestre-2013/

......e questi pensano ancora a quei 4 spicci dell'IMU, i consumi crollano e le pezzarelle non bastano più.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...al-2000/585514/

Ragazzi, si va verso quello che vado dicendo da un pezzo, si chiude baracca e baraccone probabilmente entro fine 2013.


stinfne [ Mar 07 Mag, 2013 15:23 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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......e sto ammanco di 2 miliardi di incassi dello stato nei soli primi 3 mesi del 2013 chi lo mette?

http://www.scenarieconomici.it/coll...trimestre-2013/

......e questi pensano ancora a quei 4 spicci dell'IMU, i consumi crollano e le pezzarelle non bastano più.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...al-2000/585514/

Ragazzi, si va verso quello che vado dicendo da un pezzo, si chiude baracca e baraccone probabilmente entro fine 2013.


Fabio, che intendi per chiudere baracca e baraccone? Default ed uscita dall'euro? (scusa ma non ho seguito tutta la discussione)? Se si, non credo che opssa essere il male peggiore, anzi... ma io dubito che ce lo facciano fare.


tifernate [ Sab 11 Mag, 2013 11:19 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
stinfne ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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......e sto ammanco di 2 miliardi di incassi dello stato nei soli primi 3 mesi del 2013 chi lo mette?

http://www.scenarieconomici.it/coll...trimestre-2013/

......e questi pensano ancora a quei 4 spicci dell'IMU, i consumi crollano e le pezzarelle non bastano più.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...al-2000/585514/

Ragazzi, si va verso quello che vado dicendo da un pezzo, si chiude baracca e baraccone probabilmente entro fine 2013.


Fabio, che intendi per chiudere baracca e baraccone? Default ed uscita dall'euro? (scusa ma non ho seguito tutta la discussione)? Se si, non credo che opssa essere il male peggiore, anzi... ma io dubito che ce lo facciano fare.


Parlo del fallimento, ma come dici tu difficilmente ce lo faranno fare in maniera diretta, prima ci faranno vendere tutto il vendibile ad iniziare dall'oro delle rserve di stato dato che siamo il 3° paese al mondo come quantità detenute rispetto al PIL ed al debito pubblico, siamo solo dietro alla Svizzera ed il Portogallo che comunque hanno un PIL molto più picclo del nostro.


prometeo [ Sab 11 Mag, 2013 22:11 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
stinfne ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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......e sto ammanco di 2 miliardi di incassi dello stato nei soli primi 3 mesi del 2013 chi lo mette?

http://www.scenarieconomici.it/coll...trimestre-2013/

......e questi pensano ancora a quei 4 spicci dell'IMU, i consumi crollano e le pezzarelle non bastano più.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...al-2000/585514/

Ragazzi, si va verso quello che vado dicendo da un pezzo, si chiude baracca e baraccone probabilmente entro fine 2013.


Fabio, che intendi per chiudere baracca e baraccone? Default ed uscita dall'euro? (scusa ma non ho seguito tutta la discussione)? Se si, non credo che opssa essere il male peggiore, anzi... ma io dubito che ce lo facciano fare.


Parlo del fallimento, ma come dici tu difficilmente ce lo faranno fare in maniera diretta, prima ci faranno vendere tutto il vendibile ad iniziare dall'oro delle rserve di stato dato che siamo il 3° paese al mondo come quantità detenute rispetto al PIL ed al debito pubblico, siamo solo dietro alla Svizzera ed il Portogallo che comunque hanno un PIL molto più picclo del nostro.

Convengo pure io
da due anni sto' dicendo default subito e sono stato messo alla gogna
è conclamato..... ci faranno agonizzare per poi svendere il tutto e fallire


marvel [ Ven 17 Mag, 2013 17:32 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Il Giappone vola con le politiche economiche keynesiane... l'Europa affoga con il rigorismo merkelliano.
E' incredibile come qui in Europa, e ancora più incredibile qui in Italia, i partiti di sinistra abbiano completamente sposato il rigorismo neoliberista che, come era già risaputo, non può fare altro che produrre recessione e disoccupazione, in pratica affamare le categorie più deboli!
L'aver disprezzato le teorie Keynesiane, dimostratesi, se utilizzate adeguatamente, l'unico reale strumento utile per politiche di equità sociale e di redistribuzione del reddito, non ha fatto altro che metterci in ginocchio.
Anzi, una spiegazione di questo comportamento della sinistra italiana ce l'avrei... è ormai indissolubilmente asservita alle banche. Triste ma vero.

Giappone oltre le attese, Pil in crescita del 3,5%

L’economia giapponese supera ogni previsione: nel primo trimestre il Prodotto interno lordo è cresciuto al tasso annualizzato del 3,5%. Una definitiva consacrazione per le cosiddette “Abenomics”, le politiche economiche sfoderate dal primo ministro Shinzo Abe per tirare il Paese fuori dalla spirale deflattiva.

In sei mesi il governo ha implementato un pacchetto di spesa da circa 100 miliardi di euro, mentre lo yen è sceso ai minimi storici sul dollaro dopo che la banca centrale ha annunciato un ingente programma di acquisto di bond.

Risultato: i consumi e le esportazioni sono saliti ancora prima che le manovre avessero un impatto effettivo. Una vera e propria ventata di fiducia, osservata anche sui mercati finanziari che macinano record su record.


Secondo gli analisti, però, è una reazione, in qualche modo, artificiale: “Se si guarda al dettaglio della crescita, si vede chiaramente che metà di essa deriva dalla domanda pubblica, come le opere pubbliche, e i consumi statali”, avverte Takuji Okubo, Capo economista di Japan Macro Advisors. “E questo è preoccupante perché dimostra che l’economia giapponese ancora non è autosufficiente”.

Insomma: qui si parla di domanda. Non ancora di crescita propriamente detta. Per quest’ultima gli esperti attendono di vedere l’ultimo “pilastro” delle Abenomics: un pacchetto di liberalizzazioni e deregulation che faccia ripartire le imprese e, soprattutto, i loro investimenti.

Questi ultimi, tra gennaio e marzo, sono rimasti in contrazione al -0,7%. Il tutto nonostante l’effetto positivo del cambio: lo yen debole rende infatti più competitivi i prodotti giapponesi all’estero.

http://it.euronews.com/2013/05/16/g...l-35-per-cento/


and1966 [ Ven 17 Mag, 2013 19:11 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Non dimentichiamo peraltro che il Giappone é reduce dalla terribile mazzata dello tsunami di due anni fa.


marvel [ Ven 17 Mag, 2013 21:07 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
and1966 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non dimentichiamo peraltro che il Giappone é reduce dalla terribile mazzata dello tsunami di due anni fa.


E che viene da quasi 20 anni di stagnazione economica, continue piccole e grandi recessioni... e c'ha un debito pubblico peggiore di quello italiano...
solo che al 95% è posseduto dagli stessi giapponesi, il nostro è per circa la metà in mano agli stranieri.


Boba Fett [ Dom 19 Mag, 2013 12:49 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
and1966 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non dimentichiamo peraltro che il Giappone é reduce dalla terribile mazzata dello tsunami di due anni fa.


E che viene da quasi 20 anni di stagnazione economica, continue piccole e grandi recessioni... e c'ha un debito pubblico peggiore di quello italiano...
solo che al 95% è posseduto dagli stessi giapponesi, il nostro è per circa la metà in mano agli stranieri.


Non è la sovranità del debito la differenza, ma gli interessi pagati, lo spread appunto.


prometeo [ Dom 19 Mag, 2013 14:22 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Boba Fett ha scritto: [Visualizza Messaggio]
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
and1966 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non dimentichiamo peraltro che il Giappone é reduce dalla terribile mazzata dello tsunami di due anni fa.


E che viene da quasi 20 anni di stagnazione economica, continue piccole e grandi recessioni... e c'ha un debito pubblico peggiore di quello italiano...
solo che al 95% è posseduto dagli stessi giapponesi, il nostro è per circa la metà in mano agli stranieri.


Non è la sovranità del debito la differenza, ma gli interessi pagati, lo spread appunto.

Ma cosa vogliamo pretendere da un paese dove il quotidiano più letto è la gazzetta dello sport ?


marvel [ Gio 23 Mag, 2013 15:59 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Armatevi di santa pazienza ed ascoltate quest'illuminante intervista.

YouTube Link


marvel [ Gio 23 Mag, 2013 19:27 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
E' piuttosto lungo ma ne vale la pena... (lo so, è una frase soggetta ad equivoci )


tifernate [ Mar 04 Giu, 2013 09:30 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
FALLITI!!! E' un pezzo che lo vado dicendo, qui si discute sulle chiacchiere ma alla realtà dei numeri non si sfugge........ma il governo PD-PDL non lo diranno mai fino a quando una notte non metteranno mano prima ai risparmi della gente poi a stipendi pubblici e pensioni. Auguri!


http://www.rischiocalcolato.it/2013...-in-5-mesi.html

Allarme Rosso per i conti: a maggio raddoppiato il rosso dell’andamento di cassa di entrate ed uscite dello Stato centrale

A maggio il fabbisogno, cioè l’andamento di cassa di entrate ed uscite dello Stato centrale, raddoppiano il rosso: da 4,3 miliardi dello scorso anno a 8,8 miliardi di quest’anno. Dall’inizio dell’anno il peggioramento è di 20,7 miliardi visto che il dato cumulato dei primi cinque mesi è di 56,250 miliardi contro i 35,490 dello scorso anno.
Il tesoro da una lettura decisamente ottimistica:

le entrate fiscali sono in linea, c’è stato l’anticipo di rimborsi fiscali e anche un disallineamento di pagamenti di 1,2 miliardi. Ma certo sono aumentati di 2,2 miliardi gli interessi.

Questi dati sono una spada di Damocle sulla testa del governo ora a caccia di risorse per sterilizzare l’Imu e possibilmente per evitare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% dal primo luglio. Qui si mette male, e l’obiettivo del 3% di deficit a fine anno, appare praticamente impossibile. Verosimilmente veleggera’ verso il 4%.


stinfne [ Mar 04 Giu, 2013 20:57 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Intanto c'è qualcuno (non propriamente qualcuno, ma Warren Mosler, uno di più stimati economisti mondiali) che una sua teoria ce l'ha e cerca di diffonderla, con l'aiuto di qualcun altro (Paolo Barnard, giornalista ex corrispondente, tra gli altri, di Corriere Della Sera e Repubblica, ma soprattutto cofondatore in Rai della trasmissione Report), tramite l'memmt, acronimo di Mosler economic modern money theory.

Coadiuvati gratuitamente da gruppi di ragazzi sparsi per l'Italia, organizzano incontri per illustrare alla gente a cosa stanno portando le attuali politiche economiche comunitarie, quanto sia deleteria una moneta unica così come è stata concepita (per alcuni Stati tra i quali, ovviamente, il nostro) e quella che potrebbe essere la ricetta per salvarci.

A breve ci saranno 2 incontri aperti al pubblico, organizzati a Santa Maria degli Angeli. Il primo si svolgerà Domenica 9 Giugno 2013 alle ore 17, presso la sede della Pro Loco, Palazzo Mediceo, in Via Patrono d'Italia n.12 (edificio vicino alla fontana, a lato della Basilica), intitolato "E' UN ECONOMICIDIO, Il disastro dell'eurozona e Come Uscirne", con relatore Mario Volpi del Comitato Promotore Umbro dell'MEMMT. Chi volesse ulteriori informazioni potrà richiederle via email a umbria@memmt.info.

Questa è la locandina:

santa_maria_degli_angeli_economicidio

Il secondo avrà luogo la successiva Domenica 16 Giugno 2013 sempre alle ore 17, presso l'Hotel CENACOLO, in Via Patrono d'Italia n. 70 (a destra salendo da Santa Maria degli Angeli verso Assisi), intitolato "PER SALVARE LA NOSTRA SOCIETA', IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI", che vedrà come relatori gli stessi Warren Mosler e Paolo Barnard (si tratta di una delle 14 tappe del Tour). Anche in questo caso l'ingresso è gratuito, ma è comunque preferibile iscriversi tramite email allo stesso indirizzo (lo spazio è ampio ma limitato, per cui viene data priorità d'ingresso agli iscritti).

Questa è la locandina:

volantino_tour_iscrizione_s_maria


L'invito a partecipare è aperto a tutti.


tifernate [ Mer 05 Giu, 2013 11:43 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
.........sono venuto a sapere di questa iniziativa qualche giorno fa. Anche a Castello stanno portando avanti una serie d'incontri (credo che il prossimo sia il 5°) sull'economia globale e sulle proposte per risolvere questi problemi si a alivello nazionale che locale. Mediamente sono presenti in sala circa 70 persone più molte altre collegate in streaming da tutat italia, partecipano anche delle associazioi di consumatori e l'associazione imprese che resistono. Inoltre si sta portando avanti un progetto di moneta locale alternativa, come stanno facendo in altri centri come Arezzo e Spoleto, per poi far rete.
Tanto queste son cose che in tv non diranno mai.


stinfne [ Mer 05 Giu, 2013 12:58 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
.........sono venuto a sapere di questa iniziativa qualche giorno fa. Anche a Castello stanno portando avanti una serie d'incontri (credo che il prossimo sia il 5°) sull'economia globale e sulle proposte per risolvere questi problemi si a alivello nazionale che locale. Mediamente sono presenti in sala circa 70 persone più molte altre collegate in streaming da tutat italia, partecipano anche delle associazioi di consumatori e l'associazione imprese che resistono. Inoltre si sta portando avanti un progetto di moneta locale alternativa, come stanno facendo in altri centri come Arezzo e Spoleto, per poi far rete.
Tanto queste son cose che in tv non diranno mai.


Figurati se le dicono in tv, ma vedo che il fermento c'è e mi fa piacere che si inizi a coinvolgere anche qualche associazione e perché no, qualche istituzione. So che gli incontri in programma a S.M. Angeli hanno ricevuto ieri il patrocinio del Comune di Assisi, ed agli incontri avvenuti nei mesi scorsi c'era sempre tanta gente ed anche imprenditori locali.

Sto cercano di divulgarli quanto più possibile perché vorrei che tutti si informassero, sentissero questa campana, anche e soprattutto gli scettici. Credo comunque che il continua avvitarsi di questa crisi VOLUTA, stia aprendo occhi ed orecchie a molti...


tifernate [ Gio 27 Giu, 2013 11:30 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
....oramai è ufficiale, l'ITALIA E' FALLITA!
L'Italia è fallita e a breve ne conosceremo le conseguenze, viene ben spiegato in questo articolo. Per colpa dei vari Berlusconi, Prodi, Draghi, Monti ed incapaci, inconcludenti ma soprattutto casinisti vari....

Naturalmente quella banda di pecore del governo LettAlfano non hanno il coraggio di dircelo e rimandano l'annuncio più possibile con provvedimenti che sono un mix di farse mediatiche, fuffa e più tasse per tutti.

http://www.rischiocalcolato.it/2013...io-blondet.html

Addio progetto Letta di mobilitare qualche miliardo per «il lavoro dei giovani», un alleviamento dell’Iva o dell’Imu. Erano tutti sogni, ed abbiamo dovuto apprenderlo dal Financial Times: il nostro Tesoro ha un «buco» di forse 8 miliardi, la cifra che Letta stava cercando senza riuscirci, creata in segreto dai suoi «tecnici» sopraffini per truccare i conti pubblici, in modo da farci apparire in grado di «entrare nell’euro».

Il trucco risale agli anni ’90, ed ha avuto certo la benedizione di Romano Prodi. Nel ’95, il deficit italiano era del 7,7%; doveva essere ridotto a meno del 3%. Nel ’98, infatti, bussammo alla porta dell’euro con il 2,7% di deficit: miracolo! In regola! Fummo ammessi nella moneta unica, e i politici italioti festeggiarono. Tutti quanti. Silvio Berlusconi, anziché eccepire, si entusiasmò a punto da regalare ad ogni italiano (ricordate?) una piccola calcolatrice per facilitarvi il cambio Euro-Lira; poi tornò ai suoi bunga-bunga. Una cima, un genio.

Ora si scopre che il «miracolo» era fatto a caro prezzo, inventando con banche straniere prodotti derivati complicatissimi che (dice il Financial Times) hanno «consentito al Tesoro di scaglionare i pagamenti dovuti alle banche straniere su un periodo più lungo ma, in alcuni casi, a termini più svantaggiosi per l’Italia».


Il segreto necessitò di una pezza nel 2012: vi si prestò il governo Monti, cercando di nascondere agli italiani la verità. Senza riuscirci: l’Italia, si ricorderà, costretta a rivelare che aveva pagato a Morgan Stanley 2,57 miliardi di euro, dopo che la banca aveva esercitato una clausola sui contratti derivati che avevano per oggetto swap su tassi di interesse e swap option concordati con l’Italia nel 1994.

Per Repubblica, «La ristrutturazione dei derivati nel 2012 è collegata all’esigenza delle banche (una ventina delle solite: le tre grandi italiane, le principali europee e le maggiori d’affari anglosassoni) di ridurre ilrischio Italia. In sostanza la crisi ha portato gli istituti specialisti in titoli di Stato a presentare il conto dei vecchi derivati. Ed è qui che emerge una perdita potenziale di 8,1 miliardi».

Ma non bastano 8 miliardi. Sempre per Repubblica, «c’è poi l’anomalia degli swap rinegoziati a un prezzo “off market”, cioè con una forte perdita iniziale per l’erario. Anomalia probabilmente dovuta al fatto che i contratti originari erano in realtà prestiti mascherati che il Tesoro è oggi costretto a rimborsare a caro prezzo».

Chi era stato a fare quegli affari pessimi, da cretini disonesti, da venditori di tappeti? Silenzio. Vietato chiedere. Omertà totale dei «tecnici» al governo e dei «tecnici» intoccabili a Bankitalia. Unico indizio, l’inspiegabile trasferimento-promozione, da parte di Mario Monti, di Anna Maria Tarantola, la strapagatissima altissima dirigente di Bankitalia, da Bankitalia alla strapagatissima presidenza Rai. Adesso, ilFinancial Times ci dice che nell’occasione in cui Morgan Stanley pretese il suo bottino esercitando la clausola di rottura sul contratto derivato, si seppe che il Tesoro «deteneva contratti derivati per coprire 160 miliardi di debito, ossia il 10% dei titoli di Stato in circolazione».

Abbiamo fatto finta di avere i conti a posto, mentre sforavamo del 10%, ossia per 160 miliardi: una bomba ad orologeria nei nostri conti, tenuta segreta dall’omertà. Solo adesso ci viene detto che direttore del Tesoro, all’epoca, era Mario Draghi: il responsabile del trucco, il grande genio e venerato maestro da tutti i giornalisti italioti. Il nome intoccabile non è mai stato fatto: lo fa il Financial Times, indicando come corresponsabili Vincenzo La Via (capo del dipartimento debito), e Maria Cannata, head of the Treasury’s debt management agency. Tre pagatissimi, espertissimi «tecnici»: idioti e disonesti insieme, che dovrebbero – semplicemente – essere in galera per alto tradimento.

Ma silenzio, non si può dire. Sono i competentissimi tecnici. I Venerati Maestri. Che ci hanno portato a questa disastrosa situazione nel segreto. «Solo una manciata di dirigenti italiani, presenti e passati», dice il Financial Times, «hanno chiara la situazione complessiva, secondo fonti governative». I politici non sapevano.

Tutto avvenne a loro insaputa. Forse non capivano.

Se non capite bene quel che è successo, non siete i soli. Ma vi basti la conclusione: lorsignori hanno fatto lo stesso trucco della Grecia, per entrare nell’euro senza averne le condizioni di bilancio giuste. Dovevamo starne fuori, ma avevano una gran fretta di farci entrare, lorsignori. Ci vietarono persino di discuterne: «complottisti, fascisti, antisemiti, tacete!». Ecco il risultato.

Siamo noi la Grecia, dieci volte più grossa.

Già prima della ultima rivelazione, ce l’aveva detto Mediobanca: «L’Italia è a alto rischio di insolvenza. Nei prossimi sei mesi dovrà chiedere aiuti all’Unione europea… Rischia il default come in Argentina».

Oggi i nodi vengono al pettine e rivelano l’ovvio: lo Stato italiano è insolvente e fa finta di non esserlo. Si chiama bancarotta fraudolenta.

Facciamo un po’ di conti sul tovagliolo di carta: ai 90 miliardi di euro annui che dobbiamo pagare di interessi sul debito di 2000 miliardi, si deve aggiungere il debito – 50 miliardi, forse più – che le amministrazioni pubbliche hanno verso i fornitori privati, ossia le ditte italiane: debiti che già si sa non verranno onorati se non in minima parte. Del resto, quando mai i parassiti pubblici onorano un debito, un contratto stipulato coi cittadini? Mai, non sia mai.

Ma continuiamo i conti. Lorsignori hanno preso l’impegno, preso con la UE, di ridurre il debito italiano dal 120% (oggi verso il 140%) del Pil, al 60%: a botte di 50 miliardi l’anno che ci devono togliere dalle tasche di noi contribuenti, in aggiunta ai 90 di interessi passivi che già ci tolgono. Ma ce la farà, lo Stato, a torchiarci fino a questo punto? Abbiamo appena appreso, da Attilio Befera (altro competentissimo tecnico) che la sua agenzia non riesce a riscuotere 545 miliardi, già messi in conto come tributi dovuti: cifra assolutamente impossibile, irreale, da fantasy. Al massimo, con tutta la forza coattiva pubblica a sua disposizione, Befera riesce a far pagare l’11-12% delle somme messe a ruolo.

Dunque lo Stato, il settore pubblico intero, è insolvente. Insolvente in modo colossale rispetto agli impegni prese, e alle sue stesse pretese fiscali ormai inesigibili. Ciò si assomma all’insolvenza delle banche, rovinate per essersi riempite di titoli pubblici che – ora che il rendimento richiesto dai mercati riprende a salire, e i decennali rendono ormai il 4,7% – si stanno svalutando nelle casseforti (sono titoli vecchi, che danno meno interesse: se li vuol realizzare, la banca deve venderli con adeguato sconto).




Insomma, insolvenza su insolvenza. Bancarotta su bancarotta. Centinaia di miliardi che si aggiungono ai 2 trilioni del debito pubblico. Con l’attuale situazione, nemmeno gli interessi riusciamo a pagare; figurarsi tutti i buchi che saltano fuori a sorpresa.

Se ci fosse qualcuno ancora con la testa sul collo in qualche poltrona di potere in Italia, ne trarrebbe le logiche conclusioni. Che sono quelle proposte dall’economista comunistoide Guido Viale su Manifesto(guardate a cosa siamo ridotti): «Unica soluzione, ristrutturare il debito».

Ristrutturare il debito, ossia ripudiarne una parte consistente (30-50%) per alleggerirne l’onere per la Stato e i contribuenti, e rinegoziarne le scadenze e gli interessi, scegliendo per esempio di non pagarlo alle banche estere. È una pura e semplice necessità, se si vuole scongiurare la distruzione totale della nostra economia che ancora funziona, e alla fine il default totale comunque inevitabile, alla greca, nel prossimo – e inevitabile – futuro.

Contestualmente, dice Viale, uscire dall’euro. Uscita «che probabilmente si verificherà in ogni modo, come conseguenza dello sfascio di tutto l’edificio dell’Ue a cui ci sta portando la sua governance» di idioti e criminali.

Capito? Questa è la sola soluzione. «Si tratta di operazioni complesse» dice Viale, ed è il meno che si possa dire: si tratta di mesi di difficoltà di tipo «bellico» per la popolazione, ma al termine delle quali c’è la luce e la speranza.

Ma naturalmente, nessun governo italiota lo farà. Nessun tecnico Bankitaliota la proporrà, né è semplicemente capace di farlo. Nessun politico ne avrà il coraggio. Sono tutti coalizzati per tenerci nell’euro, e farci pagare gli interessi sul debito, più tutti i buchi che hanno fatto con la loro incompetenza in segreto. Il che significa: ci imporranno un prelievo patrimoniale da lacrime e sangue. Una Imu moltiplicata sulle case, capannoni e fabbriche e campi, e una ruberia sui depositi bancari: di quelle da far sembrare Giuliano Amato un frugale passerotto. E il bello è che tutto questo non basterà.

Comunque vada, ci portano a fare la Grecia. Perché, altrimenti, la classe tecnico-politica dovrebbe ammettere di aver sbagliato tutto, di aver commesso enormi disonestà, di averci legato a destini altrui, di averci svenduto per una ideologia ed interessi anti-nazionali, saccheggiandoci inoltre per mantenere la classe di tre milioni di parassiti pubblici, a loro contigua. E questo, non l’ammetteranno mai.

A voi le conclusioni sul da fare, cittadini. Se siete ancora cittadini.


prometeo [ Gio 27 Giu, 2013 15:04 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Paradossalmente i nostri genitori nel 68 hanno fatto la loro rivoluzione e non c era internet.... Ora pallone, du veline, gf, ci rincoglioniscono e silenti aspettamo la fine


tifernate [ Mer 25 Set, 2013 00:15 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
.....due anni fa scrivevo su questo thread che uno degli obbiettivi di questa evoluzione politico economica sarebbe stata la svendita dell'Italia e lo shopping straniero sugli asset principali italiani.
La FIAT la portano in USA, la Telecom l'hanno venduta oggi, l'Alitalia lo faranno domani, altre ne hanno vendute negli ultimi mesi (dalla moda all'alimentari), la prossima sarà Finmeccanica, probabilmente smembrata ad iniziare dall'Ansaldo Breda, poi se non lo faranno prima fallire del tutto sarà l'acciaio. THE END. (p.s. e questi continuano a farsi le seghe mentali in Parlamento mentre il Governo vede la luce in fondo al tunne sbagliando tutti i calcoli sui principali indici economici nazionali).


and1966 [ Mer 25 Set, 2013 13:15 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
.....due anni fa scrivevo su questo thread che uno degli obbiettivi di questa evoluzione politico economica sarebbe stata la svendita dell'Italia e lo shopping straniero sugli asset principali italiani.
La FIAT la portano in USA, la Telecom l'hanno venduta oggi, l'Alitalia lo faranno domani, altre ne hanno vendute negli ultimi mesi (dalla moda all'alimentari), la prossima sarà Finmeccanica, probabilmente smembrata ad iniziare dall'Ansaldo Breda, poi se non lo faranno prima fallire del tutto sarà l'acciaio. THE END. (p.s. e questi continuano a farsi le seghe mentali in Parlamento mentre il Governo vede la luce in fondo al tunnel sbagliando tutti i calcoli sui principali indici economici nazionali).


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p.s.: buona anche quella sentita ieri mattina su Radio 24:

LETTA: " il peggio é alle spalle!!"

Giornalista economico opinionista (non ricordo il nome): "Sì, perché se lo stanno inc.....o!"


tifernate [ Mer 25 Set, 2013 21:58 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
and1966 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
tifernate ha scritto: [Visualizza Messaggio]
.....due anni fa scrivevo su questo thread che uno degli obbiettivi di questa evoluzione politico economica sarebbe stata la svendita dell'Italia e lo shopping straniero sugli asset principali italiani.
La FIAT la portano in USA, la Telecom l'hanno venduta oggi, l'Alitalia lo faranno domani, altre ne hanno vendute negli ultimi mesi (dalla moda all'alimentari), la prossima sarà Finmeccanica, probabilmente smembrata ad iniziare dall'Ansaldo Breda, poi se non lo faranno prima fallire del tutto sarà l'acciaio. THE END. (p.s. e questi continuano a farsi le seghe mentali in Parlamento mentre il Governo vede la luce in fondo al tunnel sbagliando tutti i calcoli sui principali indici economici nazionali).


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p.s.: buona anche quella sentita ieri mattina su Radio 24:

LETTA: " il peggio é alle spalle!!"

Giornalista economico opinionista (non ricordo il nome): "Sì, perché se lo stanno inc.....o!"



...hai sentito male, ha detto "il peggio è alle palle". Metteva a confronto un calcio nei gioielli di famiglia con il prenderlo nel di dietro, entrambe pratiche frequenti in Italia.


and1966 [ Gio 26 Set, 2013 06:05 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Micidiale ieri sera il grido tipo "Il re è nudo" di un giornalista tedesco alla trasmissione tv La gabbia su La7. "Con 800 €mld spesi annualmente dallo stato Italia, ci si scanna per 6 mld di imu e iva come se fosse impossibile reperirli altrove ....".
Sono 6 anni che lo dico.
In Italia NESSUN organo di info che ne abbia il coraggio!


tifernate [ Dom 29 Set, 2013 20:52 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
.....comunque il "ragazzo" di Hardcore ha di nuovo rotto le uova nel paniere.

Sdrammatizziamo con questo capolavoro per il quale son 6 mesi che rido (o piango).


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marvel [ Ven 11 Ott, 2013 18:29 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
"Bisogna unire le forze a sinistra e destra che hanno capito il pericolo Euro"

di Alessandro Bianchi
11/10/2013


L'Intervista esclusiva all'economista francese Jacques Sapir

Jacques Sapir. Economista, direttore del Centre d’Etude des Modes d’Industrialisation (CEMI-EHESS). Autore di "Bisogna uscire dall'euro?" e "La demondialisation".

- Professore, Lei è stato tra i primi economisti europei ed evidenziare i danni provocati dall'euro ed a chiedere la sua fine. In una delle ultime analisi ha scritto che si tratta di una sorte inevitabile. Secondo Lei, quanto tempo ancora ci vorrà e da quale paese potrà partire l'iniziativa?

A questo punto bisogna distinguere due problematiche. La prima riguarda l'analisi della situazione economica che l'euro ha creato e delle sue conseguenze. Da ormai quasi tredici anni osserviamo che l'euro non solo non ha prodotto le convergenze macroeconomiche sperate, ma ha invece accentuato le divergenze.
L'ho detto a più riprese, e ormai questa mia posizione riscuote consenso tra gli economisti.
Constatiamo anche che l'euro rappresenta un enorme freno per la crescita nella maggior parte dei paesi che l'hanno adottato, ad eccezione, ovviamente, della Germania.
Per finire, si osserva che l'euro fa aumentare i deficit, tanto interni quanto esteri, e che porta verso un debito sempre più grande dei paesi che sono entrati nell'Unione economica e monetaria.
Tutto questo è abbondantemente documentato da numerosi autori.
Siccome l'euro può funzionare solo in una spirale di impoverimento per la maggior parte dei paesi, ne deduco che è destinato a fallire.

Ma, qui, abbiamo una seconda problematica:
le condizioni che determineranno la fine dell'euro.
Tali condizioni possono creare una crisi catastrofica generata sul mercato obbligazionario.
Al momento, la situazione resta stabile grazie alla Banca Centrale Europea. Ma la credibilità di quest'ultima sta nel fatto che non è stata messa alla prova.
Prima o poi i mercati testeranno la risoluzione della Bce, e allora Mario Draghi si ritroverà fortemente in difficoltà. Queste condizioni potranno anche provenire dalle tensioni politiche crescenti che l'Euro genera sia tra i paesi membri dell'UME, sia all'interno degli stessi, dove le forze anti-europeiste prendono sempre più peso.
Queste tensioni potranno ad un certo punto mettere gli attori politici di fronte alla necessità di dissolvere la zona euro o di uscire dalla moneta unica.
Per quanto mi riguarda, ho sovrastimato la rapidità delle evoluzioni finanziarie, sulla base di quello che avevamo conosciuto nel 2008-2009. Ma questo non cambia niente all'analisi di fondo.

- Sul suo blog RussEurope, ha ipotizzato ad un possibile ritorno allo Sme dopo l'eventuale dissoluzione della zona euro. Qual è secondo Lei la migliore strategia per uscire dall'euro per i paesi dell'Europa meridionale?

Un ritorno allo Sme implica che ogni paese ritrovi la propria valuta nazionale.
La questione della strategia è qui centrale.
I paesi dell'Europa del Sud possono scegliere tra prendere la decisione di uscita in modo indipendente o chiedere la dissoluzione della zona euro.
Se alcuni paesi, come l'Italia, la Francia, la Spagna dicessero durante un Consiglio Ecofin che sono pronti a lasciare l'euro ma che è preferibile lo scioglimento dell'Unione monetaria, questo, visto l'attaccamento dei tedeschi al Marco, verrebbe rapidamente accettato. Sarebbe di gran lunga la soluzione migliore perché presa in comune e apparirebbe come una decisione « europea ».
La fine dell''UEM non implicherebbe la fine dell'Unione Europea, tanto meno quella di una cooperazione sulle questioni monetarie tra i paesi in questione. Questa soluzione rimane comunque ad oggi la meno probabile rispetto a quella di un'uscita indipendente di un paese membro, che provocherà, entro sei mesi da quel momento, il collasso della zona euro, ma in un contesto politico assai più conflittuale.

- Secondo Lei la Francia è da considerare un paese dell'Europa del sud o del nord? E quali sono i rischi che il suo paese avrà di fronte nel 2014?

Per essere chiari, per me la Francia è un paese d'Europa meridionale. Lo è se si guardano tanto le caratteristiche strutturali quanto congiunturali dell'economia e si paragonano ad esempio a quelle dell'economia italiana. La Francia è anche culturalmente assai più vicina all'Europa del sud che del nord. Per questa ragione è anche più esposta alle conseguenze congiunte delle politiche d'austerità portate avanti in Italia ed in Spagna. Finché questi tre paesi rimarranno nella zona euro saranno condannati a una concorrenza feroce tra di loro. Al contrario, dal momento in cui ritroveranno la propria valuta nazionale potranno ritrovare margini di manovra importante.

- Per concludere, come giudica le vicende della politica italiana dal novembre 2011, quando Mario Monti ha iniziato ad imporre le misure d'austerità dell'Europa?

La politica di Mario Monti consisteva nel cercare di ottenere dei risultati a breve senza preoccuparsi del dopo. Ha bloccato i pagamenti che lo Stato doveva alle imprese, ha lasciato che il credito crollasse e che gli investimenti si contraessero. Il tutto condanna nel medio periodo l'economia italiana ed è il contrario di una politica da «esperto». La fama da «tecnico» che si costruito è del tutto usurpata. Si è comportato come uno di quei politicanti di basso livello il cui nome è scomparso nelle pattumiere della storia.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5595
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5593


marvel [ Mer 16 Ott, 2013 19:21 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...


Gli italiani so' boni e cojoni... ma se lo fanno scoppia la rivoluzione... al 100%.

Debito pubblico, ipotesi choc del Fondo
Patrimoniale del 10% sulle famiglie

Per ripristinare la sostenibilità del debito dopo il brusco deterioramento delle finanze pubbliche di molti Paesi


Una patrimoniale del 10% una tantum sulle famiglie per abbattere il debito pubblico dei Paesi dell’eurozona ai livelli di fine 2007, prima della grande crisi finanziaria. È l’ipotesi choc «studiata» dal Fondo monetario internazionale (leggi la precisazione dell’Fmi). Sarebbe «una misura eccezionale», scrive il Fmi nel suo rapporto di ottobre «Fiscal Monitor», per ripristinare la sostenibilità del debito dopo il brusco deterioramento delle finanze pubbliche di molti Paesi.

MOSSA TEMPESTIVA - Tra i sostenitori di una decisione di questo tipo il Fondo cita Pigou, Ricardo, Schumpeter e, prima che cambiasse idea, anche Keynes. D’altronde un prelievo una tantum è stato ampiamente usato in passato in Europa dopo la Prima guerra mondiale e in Giappone dopo la Seconda guerra mondiale. Il rischio? Farlo in modo tempestivo per impedire la fuga preventiva dei capitali.

16 ottobre 2013

http://www.corriere.it/economia/13_...fbe302858.shtml


marvel [ Mer 23 Ott, 2013 17:42 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Ci sono alcuni casi in cui dire "te l'avevo detto" non da soddisfazione:

La stiamo finanziando noi!

http://www.byoblu.com/post/2013/10/...ziando-noi.aspx


Abolire Keynes nella Costituzione?
Bell'affare... praticamente la dimostrazione di non aver capito nulla in economia!

Saremo poveri! La formula che ci inchioda

http://www.byoblu.com/post/2013/10/...aspx#more-30886


marvel [ Ven 25 Ott, 2013 17:23 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Ammette le loro (sue) colpe... e l'hanno (lo ha nominato un altro che non può dirsi certo estraneo alla faccenda) fatto anche giudice della Corte Costituzionale...


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marvel [ Ven 25 Ott, 2013 19:25 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Molto interessante!


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marvel [ Lun 04 Nov, 2013 17:12 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Qualcuno, più di un anno fa, mi chiese perché ce l'avessi tanto con Monti... perché è "grazie a lui" se siamo gli unici europei ancora in piena recessione e se le PMI stanno chiudendo.

Alla fine l’ha detto. Intervistato dalla CNN, così Mario Monti: “Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale. Quindi, ci deve essere una operazione di domanda attraverso l’Europa, un’espansione della domanda“. Cosa era venuto a fare l’abbiamo sempre saputo, ma forse lui non l’aveva mai detto così chiaramente.

Come si distrugge la domanda interna? Alzi le tasse e svaluti i salari. Così la gente non ha più soldi e compra di meno. Ma non basta: lo Stato potrebbe sempre alzare la spesa a deficit, cioè investire sui cittadini, mediante politiche sociali (esempio: reddito di cittadinanza) o creando lavoro. E allora cosa facciamo? Semplice: inventiamo il pareggio di bilancio e lo mettiamo addirittura nella Costituzione, così da rendere impossibile qualunque ripensamento. Era l’equazione che ci avrebbe matematicamente reso più poveri (vedi “La formula che ci inchioda“). Ricordate? Se costringi la somma delle entrate e delle uscite di uno Stato ad annullarsi a vicenda, allora se punti sulle esportazioni devi per forza massacrare i portafogli. E’ quello che ha fatto Monti. Perché?



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continua su http://www.byoblu.com/post/2013/11/...da-interna.aspx


marvel [ Lun 04 Nov, 2013 18:41 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Come previsto... Giovani, fallisce il bonus assunzioni
«Incentivi? È in crisi anche il sommerso»
Doveva servire per centomila posti, sono arrivate 13 mila richieste

Anche perché il Governo ancora non vuole capire che per far ripartire l'economia, anzi per rallentare la caduta e agevolare il reimpiego, prima di tutto bisogna abbassare la pressione fiscale per evitare che le imprese chiudano. Che poi, se non riparte la domanda, e quindi la produzione, voglio vedere quale imprenditore va ad assumere qualcuno, seppur con agevolazioni, quando sta pensando a come riuscire a non mandare a casa i suoi stessi dipendenti!
Letta è la fotocopia di Monti.


marvel [ Dom 10 Nov, 2013 13:00 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Intervista molto interessante, questa secondo me è l'unica vera via di uscita da questa crisi!


L'intervista esclusiva al Columnist economico del Telegraph
di Alessandro Bianchi

Ambrose Evans Pritchard. International Business Editor of The Daily Telegraph

- Dalle colonne del Telegraph, Lei ha scritto spesso come i paesi dell'Europa del sud dovrebbero formare un cartello e parlare con un'unica voce nel board della Bce e nei vari summit per forzare quel cambiamento di politica necessario a rilanciare le loro economie. Ritiene che il sistema euro possa ancora salvarsi o giudica migliore per un paese come l'Italia scegliere il ritorno alla propria valuta nazionale?

Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell'Abenomics. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare. Questi paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento. La Bce oggi non sta rispettando gli obblighi previsti dai trattati e non solo per il target del 2%, dato che nei trattati non si parla solo d'inflazione, ma anche di crescita e di occupazione. Il dato dello 0,8% di ottobre è un autentico disastro per l'andamento della traiettoria di lungo periodo del debito. Senza un cambio di strategia forte, l'Italia sarà al collasso nel 2014. Il paese ha un avanzo primario del 2.5% del PIL e ciononostante il suo debito continua ad aumentare. Il dramma dell'Italia non è morale, ma dipende dalla crisi deflattiva cui è costretta per la sua partecipazione alla zona euro.
La politica è fatta di scelte e di coraggio. Fino ad oggi non si è agito per impedire che si dissolvesse il consenso politico dell'euro in Germania. Ma oggi c'è una minaccia più grande e se Berlino non dovesse accettare le nuove politiche, può anche uscire dal sistema. Il ritorno di Spagna, Italia e Francia ad una valuta debole è proprio quello di cui i paesi latini hanno bisogno. Del resto, la minaccia tedesca è un bluff ed i paesi dell'Europa meridionale devono smascherarlo. L'ora del confronto è arrivato.

- Il problema è che i governi attuali dell'Europa meridionale sembrano ipnotizzati dall'incantesimo del "più Europa" e non prendono in considerazione altre soluzioni. Da cosa dipende?

Recentemente ho avuto modo di incontrare a Londra il primo ministro italiano Enrico Letta ed abbiamo parlato proprio di questo. Alla mia domanda sul perché non si facesse promotore di un cartello con gli altri paesi dell'Europa in difficoltà per forzare questo cambiamento, il premier italiano mi ha risposto che secondo lui sarà Angela Merkel a mutare atteggiamento nel prossimo mandato e venire incontro alle esigenze del sud. Si tratta di un approccio assolutamente deludente. Enrico Letta, come anche Hollande in Francia, è un fervente credente del progetto di integrazione europea e non riesce ad accettare che l'attuale situazione sia un completo disastro. Questo atteggiamento non gli permette di comprendere le ragioni per cui l'euro sia divenuto così disfunzionale per i paesi membri.

- Coloro che sostengono che i paesi dell'Europa meridionale non possono tornare alle loro monete nazionali utilizzano due motivazioni in particolare: l'enorme inflazione conseguente all'inevitabile svalutazione ed il fatto di non poter poi reggere la concorrenza di colossi commerciali come la Cina. Le giudica corrette?

Si tratta, in entrambi casi, del contrario esatto della realtà. L'euro è un'autentica maledizione per le esportazioni, che dipendono dai prezzi e dal tasso di cambio. I paesi europei sopravvalutati a causa della moneta unica hanno perso una quota importante del loro mercato globale a discapito della Cina. Con Pechino che tiene lo yaun sottovalutato e con una moneta enormemente sopravvalutata, molte aree dove l'industria italiana eccelle sono inevitabilmente in crisi. Una crisi che dipende dal tasso di cambio.
Per quel che riguarda l'inflazione, qualora l'Italia dovesse procedere ad un collasso disordinato e caotico dell'euro, il paese potrebbe perdere nella prima fase il controllo dei prezzi. Ma oggi quest'ultimi sono già fuori controllo. Nei paesi dell'Europa meridionale è in corso una grave crisi di deflazione che rischia di riproporre il "decennio perso" del Giappone con contorni inquietanti per quel riguarda l'andamento debito/Pil. In Italia è passato dal 120% al 133% in due anni: si tratta di una trappola che sta portando il paese al collasso. Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l'inflazione.
L'esperienza attuale dell'Italia e degli altri paesi della zona euro è molto nota in Gran Bretagna. Nel nostro paese ci sono stati due esempi similari di crisi di deflazione e svalutazione interna: agli inizi degli anni '30 con il sistema del Gold Standard e nella crisi dello SME del 1991-1992. In entrambi i casi, il Regno Unito ha determinato la rottura del sistema e restaurato il controllo totale della propria valuta nel momento in cui gli interessi del paese erano messi a rischio. I critici al tempo utilizzavano la stessa argomentazione dell'inflazione, ma nel 1931 all'uscita del Gold Standard, in una situazione di deflazione interna, non vi è stato alcun aumento incontrollato dei prezzi, con lo stimolo monetario e la svalutazione che sono stati la premessa per la ripresa dalla Grande Depressione. La stessa identica esperienza l'abbiamo vissuta nel 1992 con la crisi dello Sme.
Spesso si tende ad avere un approccio superficiale alle questioni economiche e questo non aiuta il dibattito politico. Se dovesse lasciare l'euro, l'Italia dovrebbe optare per un grande stimolo monetario da parte della Banca d'Italia, una svalutazione ed una politica fiscale sotto controllo. Questa combinazione garantirebbe al paese una transizione tranquilla e nessuna crisi fuori controllo.

- Molto spesso coloro che reputano insostenibile il ritorno alle monete nazionali paventano anche l'insostenibilità di poter sopportare le inevitabili ritorsioni economiche della Germania. Si tratta di una minaccia credibile?

Non c'è nulla di più falso. E' negli interessi della Germania gestire l'eventuale uscita di un paese membro nel modo più lineare, regolare e tranquillo possibile. Nel caso di un deprezzamento fuori controllo della Lira, ad esempio, il più grande sconfitto sarebbe Berlino: le banche ed assicurazioni tedesche che hanno enormi investimenti in Italia sarebbero a rischio fallimento; ed inoltre, le industrie tedesche non potrebbero più competere con quelle italiane sui mercati globali. Sarebbe interesse primordiale della Bundesbank acquisire sui mercati valutari internazionali le lire, i franchi, pesos o dracme per impedirne un crollo. Si tratta di un punto molto importante da comprendere: nel caso in cui uno dei paesi meridionali dovesse decidere di lasciare il sistema in modo isolato, è nell'interesse dei paesi economici del nord Europa, in primis la Germania, impedire che la sua valuta sia fuori controllo e garantire una transizione lineare. Tutte le storie di terrore su eventuali disastri che leggiamo non hanno alcuna base economica.

- In diversi suoi articoli recenti, Lei dichiara come la spinta al cambiamento arriverà dalla Francia. Quale sarà l'elemento che lo determinerà in concreto?

Con la disoccupazione che cresce a livelli non più controllabili, Hollande, che ha posto come suo obiettivo primario della sua presidenza quello dell'occupazione, ha perso ogni credibilità e sta arrivando al limite di sopportazione con l'Europa.

Quello che sta accadendo oggi alla Francia è l'esatta riproposizione delle dinamiche economiche che il paese ha vissuto dal 1934 al 1936, quando con il Gold Standard il paese si trovava in una situazione di deflazione, disoccupazione di massa e non aveva gli strumenti per ripartire. I dati sono arrivati ad un livello insostenibile nella presidenza Laval nel 1935 ed ha determinato un cambiamento politico rivoluzionari nel 1936: la vittoria del Fronte Popolare. La Francia di oggi è in una situazione simile al 1935, con i dati economici che continuano a peggiorare di mese in mese, ed una svolta come quella del 1936 si avvicina. Basta vedere la tensione dei protestanti in Bretagna o i risultati crescenti del Fronte Nazionale per comprenderlo.

- Sarà Le Pen ad imprimere questo cambiamento?

L'ascesa del Fronte Nazionale è incredibile, ma non penso che prenderà mai il potere. Quello che accadrà sarà però altrettanto rivoluzionario, in quanto costringerà gli alri partiti, soprattutto i gaullisti, a modificare la loro politica. Il programma di Le Pen è chiaro: uscita immediata dall'euro - con il Tesoro francese che proporrà un accordo con i creditori tedeschi, se questi non l'acceteranno la Francia tornerà lo stesso al franco e le perdite principali saranno per la Germania – e poi referendum sull'Ue sul modello inglese. Sono argomenti che incontrano la simpatia di un numero crescente di persone in modo trasversale e gli altri partiti non possono più ignorarli. Il Fronte Nazionale sta forzando gli altri partiti a cambiare la loro agenda e realizzare che non possono semplicemente avere la stessa opinione di Berlino e Bruxelles.

- In molti paesi stiamo assistendo alla fusione dei partiti conservatori e socialisti a difesa dell'austerità di Bruxelles e contro le intenzioni di voto degli elettori. Il voto dei Parlamenti nazionali sulle leggi di stabilità ormai non conta più ed i governi aspettano solo l'approvazione della Commissione. Infine, i paesi si stanno indebitando per finanziare organizzazioni inter-governative come il Mes, che prenderà decisioni fondamentali per la vita delle popolazioni nei prossimi anni e non ha all'interno meccamismi di trasparenza e di controllo democratico. Ma cosa sta diventando l'Unione Europea?

La difficoltà oggi è quella di comprendere il perché la creazione dei vari strumenti di coesione federale decisi dall'Ue abbiano creato un sistema così disfunzionale. Il problema fondamentale è la mancanza del controllo delle imposte e della spesa da parte di un Parlamento eletto democraticamente. Non è un caso che la guerra civile inglese sia iniziata nel 1640 quando il re ha cercato di togliere questi poteri al Parlamento o che la rivoluzione americana sia scoppiata quando questo potere è stato tolto da Londra a stati come Virginia o il Massachusetts, che lo esercitavano da tempo. Sono esempi anglosassoni, ma ce ne sono tanti altri di come le fondamenta della democrazia risiedono nel controllo del budget e delle imposte da parte di organi eletti dal popolo. Quello che sta accadendo all'Ue è, al contrario, il tentativo di darne la gestione a strumenti e strutture sovranazionali, che non hanno alcun fondamento con nessun Parlamento. E' estremamente pericoloso e chiaramente anti-democratico.
L'argomento che viene usato spesso in sua difesa è che si tratta di un primo passo antidemocratico si, ma che serve per completare la federazione sul modello statunitense. Il sistema americano sarebbe il modello logico da imitare, ma non è realizzabile: non c'è il consenso politico nei cittadini europei e per gli Usa vi erano sistemi, istituzioni e tradizioni completamente differenti. François Heisbourg nel suo ultimo libro centra alla perfezione questo punto: non si può creare un'Unione politica con l'obiettivo di salvare l'euro. E' ridicolo. La federazione deve essere subordinata ad i grandi ideali che plasmano una società e non per salvare una moneta. I paesi devono tornare alla realtà sociale al più presto e non devono pensare a strumenti di ingegneria finanziaria per far funzionare qualcosa che non può funzionare.

- Il referendum voluto da Cameron per la rinegoziazione della partecipazione del Regno Unito all'Ue trova il favore di un numero crescente di paesi, soprattutto nel nord Europa. Cosa si attende dal voto inglese?

La prima reazione in Europa quando Cameron ha lanciato il referendum è stata quella di definire gli inglesi "stupidi suicidi". L'argomento era quello che Londra avrebbe perso mercato e si sarebbe rassegnata al declino economico. Si tratta di argomentazioni ridicole. Le persone che hanno ancora ben compreso come funziona l'Unione Europea, come quelle con cui mi sono confrontato alla Conferenza Ambrosetti a Como in settembre, sanno che l'uscita del Regno Unito sarebbe si un disastro, ma non per Londra, per l'Ue. Il progetto europeo si basa su tre gambe, una delle quali è la Gran Bretagna, l'Olanda ed i paesi scandinavi. E senza una di queste, l'Ue è finita, perché la chimica interna cambierebbe e sarebbe particolarmente difficile soprattutto per la Francia mantenere i sottili equilibri con la Germania. La decisione inglese è un enorme avviso a Bruxelles: l'integrazione è andata troppo oltre il volere popolare e le popolazioni vogliono indietro alcuni poteri. La Costituzione europea è stata rigettata da un referendum in Francia ed Olanda. I trattati recenti non sono stati posti al giudizio del popolo, tranne che in Irlanda, ma costringendola a votare fino all'accettazione. Questa fase in cui si procede senza consultare i cittadini è finita. Questo tipo di arroganza è finito.

- Nel maggio del prossimo anno ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo, un test fondamentale per i partiti e movimenti scettici verso Bruxelles. L'Ue non sarà più la stessa?

Da studioso dell'economia mi trovo in difficoltà a rispondere. Posso dire che oggi il pericolo maggiore per i paesi dell'Europa meridionale si chiama crisi deflattiva, che potrebbe presto trasformarsi in una depressione economica in grado di rendere fuori controllo la traiettoria debito/Pil. E' un potenziale disastro. In questo contesto, la politica si deve porre l'obiettivo del ritorno di una serie di poteri sovrani delegati a Bruxelles e le elezioni europee del prossimo maggio saranno un evento potenzialmente epocale: i partiti scettici dell'attuale architettura istituzionale potrebbero essere i primi in diversi paesi – l'Ukip in Gran Bretagna, il Fronte Nazionale in Francia, il Movimento cinque Stelle in Italia, Syriza in Grecia ed in altri paesi – e sarà la possibilità per le persone di esprimere la loro irritazione e frustrazione contro le scelte da Bruxelles. Un blocco politico importante potrà distruggere questo "mito artificiale" che si è costruito: l'Ue non sarà più la stessa e sarà costretta ad essere meno ambiziosa e comprendere che molte delle sue prerogative devono tornare agli stati nazionali. I governi di Italia, Spagna, Francia devono riprendere il pieno controllo delle vite dei loro cittadini e non pensare all'allargamento all'Ucraina o alla Turchia. Si tratta dell'ultima battaglia.

da: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5960


marvel [ Lun 02 Dic, 2013 18:47 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
In parole semplici la crisi finanziaria e l'Euro, che ci ha ridotto in mutande, mentre la Germania ne può trarre beneficio.
A voglia a dire che i tedeschi si meritano il loro successo mentre l'Italia è giusto che soccomba.
NO!
Le auto tedesche saranno pur buone, ma hanno mercato solo grazie all'Euro!

Claudio Borghi

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tifernate [ Mer 04 Dic, 2013 11:37 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
........la prossima settimana sarà calda, molto calda, e non c'entra l'anticiclone subtropicale.

Di detonatori ce ne sono molti, dal crollo del Monte Dei Pacchi alla Primarie (probabile flop) del PD, al semplice fatto che il Governo non riesce a trovare poche centinaia di milioni di euro per coprire i buchi IMU ma l'UE chiede 6 miliardi aggiuntivi()da ricavare attraverso tagli e svendita degli asset statali, che vi dicevo?) per una Legge di Stabilità che fa acqua da tutte le parti, i conti sulle entrate non tornano per niente, un fabbisogno dello stato che per il 2013 salirà a 100 miliardi (a novembre è 94,2 miliardi) contro i 62 miliardi del 2012, quindi +38 miliardi.

Oramai le menzogne di questo Governo (che tutto è sotto controllo, i conti sono ok e ci sarà la ripresa) sono vicine ad essere palesemente smascherate.

http://scenarieconomici.it/la-tarta...dercole-in-usa/


marvel [ Gio 05 Dic, 2013 17:03 ]
Oggetto: Re: La Grande Truffa Ed Il Golpe Economico...
Una terza via per tentare di risollevare l'economia ed uscire dalla crisi è possibile. Basta seguire il metodo inglese (che pare abbia funzionato) per "costringere" le banche ad erogare prestiti a famiglie ed imprese.

PS(sembra che la Francia stia messa peggio di noi... ed ora che inizia a scricchiolare, i capoccioni della BCE cominciano a temere che l'Europa possa davvero collassare. E poi diciamocelo, possono fare gli schizzinosi con la Grecia, la Spagna e l'Italia, ma se si inserisce pure la Francia la bilancia tra "cattivi" e "buoni" inizia ad essere un po' troppo sbilanciata.
Però, anche se si iniziasse a vedere la luce (cosa tutt'altro che scontata), è comunque un gran fallimento dell'Europa, ma soprattutto dell'Europa meridionale (e quindi dell'Italia) che non ha avuto né la voglia né il coraggio di fare fronte comune, di unirsi per alzare la voce prima, lasciando che politiche di austerity e regressive uccidessero il tessuto imprenditoriale dei suddetti paesi, dimostrando una sudditanza totale alla Germania (sudditanza dei propri politici).


Oggi è il gran giorno della Bce. Porterà sotto zero i tassi sui depositi o lancerà la terza via per la ripresa chiamata "Fls"? Ecco di cosa si tratta

dal sole24ore

Oggi è il gran giorno della Banca centrale europea. Come ogni primo giovedì del mese si riunisce il consiglio direttivo dell'istituto di Francoforte guidato da Mario Draghi. È l'ultima seduta del 2013, un anno in cui la Bce ha tagliato per due volte il costo del denaro. A maggio lo ho ridotto dallo 0,75% allo 0,5% e a novembre, pur contro le indicazioni tedesche, lo ha portato al minimo storico dello 0,25% lasciando invariato il tasso sui depositi (la remunerazione data alle banche che depositano la liquidità presso la Bce) a quota zero.

Nel frattempo la gran parte degli oltre 800 istituti che tra dicembre 2011 e febbraio 2012 hanno ottenuto 1.040 miliardi di liquidità attraverso due prestiti Ltro (Long term refinancing operation) elargiti dalla Bce a condizioni agevolate (tre anni al tasso dell'1%) hanno restituito quanto preso, come dimostrano gli attivi della Bce che negli ultimi mesi sono scesi di oltre 700 miliardi.

A questo punto resta da chiedersi quello che deciderà la Banca centrale europea nell'ultima riunione dell'anno. Muoverà il costo del denaro? Porterà i tassi sui depositi sotto zero (per disincentivare le banche a parcheggiare liquidità a Francoforte ed esortarle invece a prestarla a famiglie imprese?) Lancerà un nuovo piano Ltro?

Nelle ultime ore è cresciuto il numero di analisti che si aspetta un rinnovo del piano Ltro di 9-15 mesi. Insomma altra liquidità in favore delle banche, alle prese con aggiustamenti dei conti disastrati dalla bolla dei derivati subprime scoppiata nel 2007 e non ancora del tutto digerita. Se così sarà, basterà per risollevare l'economia? La domanda assume ancor più significato dopo che ieri sono stati pubblicati gli indici Pmi che dipingono un'Europa quantomai spaccata e allontanano uno scenario di convincente e corale ripresa economica nel 2014. Nel dettaglio, nel mese di novembre l'indice Pmi che misura il livello di attività economica del settore dei servizi è sceso a 51,2 da 51,6 di ottobre. L'indice si è comunque confermato sopra la soglia dei 50 punti, lo spartiacque che divide le fasi di espansione da quelle di contrazione. Guardando alla quattro maggiori economie dell'Eurozona, la Germania «balla da sola», qui l'indice è salito a 55,7 da 52,9. Bene anche in Spagna dove sale a 51,5 da 49,6. In Francia invece scende a 48 a 50,9. Maglia nera l'Italia dove si registra una forte contrazione a 47,2 da 50,5.

A ciò si aggiunge il recente "warning" di Merrill Lynch sulla Francia. La banca di investimento ha indicato che «il vero malato d'Europa non è l'Italia ma la Francia a causa dei suoi grossi problemi strutturali». Anche il rendimento dei bond francesi a dieci anni non riflette a pieno la reale situazione del paese, soprattutto se si pensa che i BTp italiani sulla medesima scadenza pagano sensibilmente di più, attorno al 4%». Secondo Stefano Guglielmetto, responsabile investimenti di Merrill per l'Italia, la penisola non é un più il grande malato d'Europa ma semmai «il grande convalescente» alla luce delle misure varate sinora per fronteggiare la crisi.

Insomma, lo scenario di fondo non è entusiasmante. Anche perché gli ultimi dati (da più fonti) evidenziano che nel 2013 c'è stata ulteriore contrazione del credito a famiglie e imprese e che l'aumento della base monetaria della Bce (attraverso le offerte Ltro) non si è tradotto in un pari aumento dell'offerta di moneta. Questo perché gli istituti di credito hanno per larga parte preferito lasciare la liquidità presa in prestito a tassi agevolati nell'alveo della sfera della finanza, acquistando bond sovrani e sostituendosi in questo alla Bce che, ai sensi dell'articolo 123 del Trattato consolidato dell'Ue, non può farlo (non è prestatore di ultima istanza).

Per questo motivo se oggi (o nelle prossime sedute) la Banca centrale dovesse ripresentare un qualcosa di simile all'Ltro le speranze che ciò abbia effetti sull'economia reale che annaspa (dal 2007 il Pil dell'Italia è calato in termini reali dell'8,5%) sono davvero residue.

Piuttosto, tra gli esperti c'è chi propone una soluzione alternativa, una terza via. Seguendo questa nuova strada la Bce non dovrebbe far altro che emulare il programma seguito dalla Bank of England dal luglio del 2012 conosciuto con l'acronimo Fls che sta per Funding for landing scheme. Di cosa si tratta? È un finanziamento agevolato che la Bank of England ha erogato alle banche britanniche e alle società immobiliari (building societies) . La quantità del prestito è direttamente correlata ai prestiti che queste erogano a famiglie e imprese (economia reale). Sono, per dirla all'inglese e come riportato sul sito della Bank of England «linked to their lending performance».

In questo modo non c'è scampo. I soldi della banca centrale fuoriescono dal mondo della finanza per entrare in quello dell'economia reale, senza alcun rischio di contribuire a un processo di deindustrializzazione. I rischi? Dosi eccessive possono portare a una bolla del settore immobiliare. Ma questo dipende dall'abilità in politica monetaria della banca centrale di turno nel dosare i prestiti. Al momento i risultati in Gran Bretagna si sono visti: il Pil nel 2013 dovrebbe crescere dell'1,5% (in controtendenza rispetto alla media dei Paesi Ue) trainato proprio dal buon andamento del mercato immobiliare. La Bce può prendere appunti.




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