Re: Lascio La Scuola...
Caro Beroitano,
senti anche il parere di un tuo... nemico. Ebbene sì, io sono un insegnante e di scuole ne ho girate di ogni tipo, per cui le conosco bene e conosco quali siano i problemi che affliggono sia chi sta dietro sia chi sta davanti ad una cattedra (ovviamente scalcagnata, vuoi per gli scarsi fondi che lo Stato destina all'istruzione vuoi per l'imperante vandalismo giovanile italiano).
Smettere di studiare a 15 anni non ha senso e non solo perché la legge ti impone di arrivare a 16 e, presto, a 18. Non ha senso perché:
1) il mondo di oggi è così complesso e pieno di realtà così contrastanti e contraddittorie che una persona senza cultura né titoli di studio naufragherebbe immediatamente. Mi spiego meglio: una volta bastava sapere leggere, scrivere e far di conto. Il mondo era semplice. Oggi non più, caro mio: oggi il mondo è complesso, pieno di messaggi fuorvianti, di drammi e di emerite fesserie posti tutti sullo stesso piano e spiattellati di fronte ainostri. visi. Essere in grado di capire quello che si sente alla tv o che si legge in un giornale non basta più perché è necessario decifrare criticamente quello che i mass media ci voglioo far credere, distinguere tra ciò che è vero e ciò che è artefatto. Uno che non ha cultura, che non ha "competenze" non va avanti: è destinato ad alimentare quel sempre più numeroso gruppo dei semianalfabeti di ritorno, che negli Stati Uniti raggiungono il 40% della popolazione.
2) il mondo di oggi richiede specializzazione, ma non nel senso che si deve studiare solo alcune cose: solo chi sarà versatile, elastico, capace di mutare mestiere, mansione e quant'altro in poco tempo sopravviverà al mondo del lavoro. Gli altri saranno esclusi. Nessuno potrà mai essere versatile se non ha esercitato, con lo studio, le sue capacità intellettuali. Il mondo varia, caro Beroitano, sempre più velocemente e solo chi riuscirà a stare dietro a questo vorticoso progresso potrà affrontare il suo futuro da protagonista, mentre gli altri saranno destinati ad essere meri esecutori: A quale delle due categorie vorrai appartenere, tu?
3) Considerazione banale: ma come farai ad esercitare la tua passione per la meteorologia senza studiare? Io ce l'ho nel sangue da quando ero in fasce, come tante altre passioni che ho coltivato in vita mia, tant'è che poi non ho fatto un corso di studi tipicamente scientifico perché, pur avendo preso la maturità scientifica, poi ho fatto studi umanistici ed ora sono insegnante di italiano, dall'anno prossimo di latino e, forse, un domani di filosofia o storia dell'arte. Dirai tu: "Ma che ne sa uno del genere di meteo?".
Non avrò la competenza di Marvel
ma penso di avere un sufficiente bagaglio culturale in fatto di scienza, pur essendo una persona normalissima. Una persona che, però, come tanti altri, ha dedicato molto tempo della sua vita ad esercitare la sua mente con lo studio. Credimi, Bero: lo studio, per quanto a volte frustrante - e te lo dico io, che a volte non lo sopportavo - forma di per sé stesso molto di più di tante altre cretinate che, alla tua età, sembrano così luccicanti ed allettanti. Forma al di là di insegnanti, che sono - siamo uomini! - buoni o cattivi; di scuole, che possono essere migliorabili, ma non sono mai uno schifo e basta; di compagni di classe, che la voglia di studiare te la fanno passare solo a guardarli. Bero, come farai ad esercitare - ripeto - la tua passione per la meteorologia non studiando? Che passione sarà: un fuoco di paglia o una vera passione?
E poi, come ultima cosa, pensa a me che tutti i giorni mi trovo al di là della cattedra: se non fossi convinto e non avessi sperimentato, dopo tanti anni, che la scuola è fondamentale per la formazione di una persona, chi me lo farebbe fare a stare alla berlina di alunni e genitori (e a farmi sfregiare per vendetta la mia auto, com'è successo qualche giorno fa) per quella miseria di stipendio che prendo?
No, carissimo, non esiste: pensaci bene...
