Re: La rivoluzione islandese. Un popolo che ha scelto di non sottostare alle regole dei potenti.
D'altronde siamo tutti d'accordo che il sistema produttivo-economico sia ormai in balia degli speculatori, che non sono altro che persone (più spesso organizzazioni) che grazie al trasferimento dell'economia reale su "pezzi di carta", possono fare il bello e il cattivo tempo, condizionando con le loro manovre l'intero sistema economico mondiale.
Le agenzie di rating sono attendibili?
Ho i miei dubbi, esse stesse sono molto vicine a queste organizzazioni, e il mondo della finanza sta riorganizzandosi con trasferimenti di capitali paurosi.
Ogni volta che nelle borse mondiali si va sotto, si dice che vengono "bruciati" miliardi di €/$ , in realtà qualcuno si sta arricchendo a dismisura, intascandosi quei miliardi a scapito dei piccoli investitori e delle aziende quotate in borsa.
Questi speculatori provocano i crolli (anche grazie alla diffusione di notizie), vendono in massa le azioni ad un valore elevato, e quindi, raggiunto un valore minimo, ricomprano le azioni, acquisendo maggiore potere ed intascandosi somme vertiginose.
In questo modo provocano un'inasprimento della crisi, ed un trasferimento della crisi all'economia reale.
Ma a loro poco importa, si stanno rinforzando sulle spalle dei cittadini e delle imprese, stanno provocando la perdita di potere dei governi che sono costretti ad indebitarsi, facendo pagare i cittadini con maggiori tasse e tagli sempre più duri, soprattutto sul sociale.
Il mondo sta finendo definitivamente nelle mani di pochi potenti, dei gruppi finanziari più grandi, il potere politico che avrebbe dovuto rappresentare e difendere i cittadini, deve cedere alla finanza.
Il mondo della finanza ha vissuto una crisi?
In realtà si è combattuta un'aspra guerra tra diversi gruppi finanziari, con strategie che noi nemmeno ce le immaginiamo, e i vincitori adesso stanno facendo mambassa.
Servirebbe una rivoluzione, servirebbero politici determinati a cambiare le cose e a togliere potere a chi poco ha a che fare con la fatica, i sacrifici e il sudore.
Ma politica, finanza ed informazione, sono fuse insieme in un unica terribile oligarchia, dove gli ultimi restano gli ultimi e i primi fanno il bello e il cattivo tempo!
L'Islanda resterà un piccolo esempio, l'esempio di un popolo che ha scelto di non pagare per gli errori altrui e che ha scelto di essere informata in modo trasparente e libero. Un popolo che ha ragionato e fatto una scelta moralmente giusta e coraggiosa.
Mi viene detto che l'Italia non potrebbe mai fare quello che ha fatto l'Islanda, perché loro sono 300.000 e noi 60.000.000, ma non credo sia solo questione di numeri, il problema è che siamo maggiormente invischiati in un sistema europeo, esso stesso nato, cresciuto e governato da banche e finanza (non a caso abbiamo l'€ ma non un governo europeo), da cui è impossibile pensare soltanto di separarsi.
Comunque dell'Islanda, non a caso, poco si sa e poco si racconta... i media tacciono...
...meglio che la voce non circoli troppo... non si sa mai ...
