Vi porto la mia piccola testimonianza, con un "impianto" che hanno cercato di allestire qui, in Alta Val Setta (BO), tra i 1200 m slm ed i 900 m, con tanto di disboscamento ed allestimento di una seggiovia. Il tutto sull' onda degli inverni anni '90, che qui sono stati invernoni per gli accumuli. Risultato? Dalle testimonianze che ho raccolto localmente, parziale funzionamento (del tipo, 2 settimane) il primo anno, poi oblio e conseguente dismissione. Con pero' due belle ferite nei fianchi del monte. Prendiamone l'aspetto positivo: combustibile non fossile per quest'area per almeno 3/4 anni e involontaria creazione di piste tagliafuoco, utili in aree impervie. Colpo d'occhio che però è ....un pugno nell' occhio.
E qui siamo non lontanissimi da Abetone, Corno alle Scale e Cimone, aree che l'anno scorso hanno visto accumuli che rivaleggiano sicuramente (quando non surclassano) con i giganti abruzzesi, G.Sasso e Maiella.
Purtroppo l' Appennino ha, al contrario delle sorelle maggiori Alpi, una esposizione tale che non puo' dare la necessaria continuità e qualità del manto, se non per particolari aree con caratteristiche favorevoli. E credo che ormai queste aree siano tutte già servite. Poi mi direte che si puo' migliorare l'esistente, avvicinandole la qualità a quelli migliori, secondo uno standard il più possibile omogeneo ed anche meglio fruibile.
Ma pensare di creare mega-impianti completamente nuovi su aree vergini, no, mi spiace. Non sono d'accordo.
Vengono fuori pippe mentali per pale eoliche e campi fotovoltaici, che saranno anche brutti ma hanno un risvolto di vitale utilità, e poi diamo il via libera ad attività ludiche o comunque di solo sfruttamento del ns ambiente? Privilegiamo allora la produzione di energie, piuttosto che il consumo di risorse... scusate l' OT.


