Ci sono varie cose che fraintendi Giaime di tutto il concetto che ho cercato di esprimere,
Non ho mai detto di appoggiare politiche pro combustibili fossili, anzi, ma contesto le attuali politiche sulle rinnovabili perché non stanno dando benefici ne ambientali ne sociali, (il concetto di gomblotto che tiri sempre in ballo te lo lascio tutto, termine stupido, coniato in ambiti dai quali mi dissocio completamente).
Non ho mai detto che con certezza l'uomo non ha impatto climatico alcuno, ma metto in dubbio la sua incidenza, alla quale viene dato un peso che si è rivelato oltre misura, e soprattutto alla Co2, indicata come il demone del nuovo millennio, la causa di tutti i mali; concentrando l'attenzione pubblica e gli sforzi economici su un fattore che incide relativamente sull'ambiente, mentre ce ne sono altri degni di altrettanta, se non maggiore, attenzione, per l'ambiente e per la nostra salute, che non vengono nominati praticamente mai.
Non ho mai detto che il clima non sia cambiato rispetto al passato, anzi pongo l'accento sulla sua variabilità, variabilità che si è espressa naturalmente, e in termini anche di gran lunga più netti. Mi parli di come era il tempo quando eri ragazzino e di come sia mutato, ma non capisci che è naturale che lo faccia e lo farà sempre. Pensare che le cose in natura debbano essere sempre uguali a se stesse è rassicurante, ma è un errore. Sarebbe come pensare che questo pianeta non abbia una storia, una sua evoluzione, un inizio e una fine, ma sappiamo bene che quello di cui è testimone l'uomo è solo un minuscolo frammento della sua storia. L'uomo può avere un ruolo nella variabilità del clima, come ho già scritto, ma come e in che misura? Le evidenze parlano di un'incidenza, se c'è, molto più debole delle attese.
Si parla di clima e dei fattori che lo influenzano, come se fossimo in grado di padroneggiare tutti i suoi elementi, quando non ci è chiaro proprio nulla.
Non ho mai parlato, e non sono in grado di poterlo fare, di cosa ci riserverà il futuro del clima, quindi è inutile da parte tua tirare in ballo teorie su glaciazioni imminenti o roba simile perché non sono parte della discussione.
Rifletto proprio sull'incapacità, finora manifesta, di padroneggiare le dinamiche future del clima, di qualsiasi teoria si tratti. Siamo ancora incapaci di capire a pieno il sistema climatico, sappiamo solo che c'è stato un ciclico, e piuttosto cadenzato, alternarsi tra periodi glaciali e interglaciali, per ragioni sia endogene che esogene. Abbiamo la fortuna di vivere in un periodo interglaciale e in una delle sue fasi più calde e favorevoli alla vita; ma non sappiamo quanto ancora possa durare e se questo ciclico alternarsi sarà interrotto da ulteriori fattori endogeni o esogeni, che per ora ci sono sconosciuti.
Ma quello che contesto con maggiore forza, e mi sembrava piuttosto evidente, sono le scempiaggini che continuamente ci vengono propinate dai mass media sul climate change, roba da far accapponare la pelle, teorie ridicole sull'estremizzazione del clima e quant'altro che non hanno alcun senso; ma che sposano la narrazione sull'AGW, forzandola oltremodo, spostando l'opinione pubblica e eleggendolo a dogma, quando in realtà non lo è affatto, e a mio parere, se permetti, tutto ciò è degno di riflessione.
Sono ambientalista, come un fanatico (

) della fisica da sempre, e non vorrei essere frainteso, esprimo solo le mie perplessità, non prendo mai nulla come "oro colato", e proprio per questo non ho le fette di prosciutto negli occhi

Condivido con voi le mie riflessioni, perché mi sembra un buon "luogo" dove farlo. Ci sono giustamente cari il futuro dell'ambiente e dell'umanità, ma quanto, di tutto il trambusto che si sta facendo sul clima, sulle politiche energetiche, porta benefici? Demonizzare la Co2 è giusto? O è una scorciatoia fintamente ambientalista, che permette, a chi governa l'economia mondiale, di fare scelte ancora una volta controproducenti per l'ambiente e per i popoli, e con il benestare dell'opinione pubblica?
Sono quesiti molto complessi, ma degni, a mio parere, sempre se posso, di essere dibattuti, anche se purtroppo intaccano i nostri dogmi e le nostre certezze. Che l'impatto ambientale dell'uomo vada ridotto e fuori di qualsiasi dubbio, come va ridotta la nostra dipendenza dalle fonti energetiche fossili. Ma la strada intrapresa è davvero verso politiche ambientalmente e socialmente sostenibili? La riduzione dell'immissione del demone Co2 ad ogni costo sta dando benefici o stata intrapresa in maniera superficiale? Con la tecnologia attualmente in nostro possesso, siamo in grado di sostenere un utilizzo massiccio delle fonti rinnovabili? Quanto inquina un'auto elettrica o un pannello fotovoltaico? Quanto ci costa l'incentivazione alla loro diffusione? Quanto e come viene speso nella ricerca per l'implementazione delle fonti rinnovabili?
Sono quesiti che non vengono mai posti in maniera approfondita. A me spesso sembra che ci sia forte sperpero di denaro pubblico, e che si stia alimentando un mercato che si serve di tecnologie ancora non sufficienti, e che la narrativa dell'AGW si serva di notizie false. Vorrei vedere che gli sforzi economici si concentrassero sulla ricerca, per raggiungere una totale o quasi indipendenza delle fonti energetiche fossili il prima possibile; e invece è stato creato un mercato, diffondendo tecnologie che vanno ancora perfezionate; e mi viene il forte dubbio che in tutto ciò il benessere delle persone e dell'ambiente centri poco.
