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Meteocafè - SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 27-02-2016)



marvel [ Gio 10 Feb, 2011 15:33 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 19 Gennaio 2011)
Altra piccola ritoccatina, al ribasso, al numero di macchie solari previsto per il massimo del ciclo solare (da 59 a 58).

Comunque molti si chiedono che senso abbia, nel 2011, continuare a valutare l'attività solare andando a contare le macchie solari, quando esistono mezzi di misurazione delle onde elettromagnetiche e del vento solare, emessi dalla nostra stella, molto più precisi e meno empirici (tra l'altro c'è discordanza tra diversi centri di osservazione, dato che contano un numero differente di macchie, in dipendenza al tipo di selezione tra macchie e sottomacchie).

L'unico scopo, per altro valido, è poter fare confronti storici.

sunspot

f10

ap

Siamo ad un passo dalla "previsione" che feci mesi fa... con massimo sotto alle 50 macchie.

Guardando la curva di flusso direi che si rischia di dimezzare anche la mia supposizione (vedi sotto).

solar_cycle_24


Pigimeteo [ Gio 10 Feb, 2011 15:40 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
Non c'è dubbio, ormai, che sarà un lungo minimo solare. E gli effetti, a livello globale, cominciano a farsi vedere, ormai da un paio d'anni, anche se molti lo negano con decisione. Mi chiedo solo quando, qui in Italia, potremo almeno costruire un pupazzo di neve grazie a questo "sonno" della nostra stella...


Icestorm [ Gio 10 Feb, 2011 15:46 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
Appassionante davvero questo comportamento stellare!


zerogradi [ Gio 10 Feb, 2011 15:46 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
Eh no, perchè ormai già gira la voce che una stella sta per esplodere...indi per cui presto avremo due soli...
E giù a tintarella...bombardati da neutrini!!


stefc [ Gio 10 Feb, 2011 16:09 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non c'è dubbio, ormai, che sarà un lungo minimo solare. E gli effetti, a livello globale, cominciano a farsi vedere, ormai da un paio d'anni, anche se molti lo negano con decisione. Mi chiedo solo quando, qui in Italia, potremo almeno costruire un pupazzo di neve grazie a questo "sonno" della nostra stella...


L'Italia ed il Mediterraneo in ogni caso non se ne accorgeranno più di tanto.........
La nostra posizione geografica con il contributo decisivo dell'arco alpino ci garantisce e ci garantirà sempre un clima mai estremo.......
Mettendola sul piano finanziario è come se l'Italia fosse un fondo bilanciato, mentre gli altri territori del nostro emisfero fossero prevalentemente fondi azionari.........



marvel [ Gio 10 Feb, 2011 18:40 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 19 Gennaio 2011)
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Oggi (ieri), e per la prima volta dalla sua nascita , il Sole è osservato a 360° grazie da 2 satelliti orbitanti l'uno opposto all'altro:

nasa_stereo_2-1




YouTube Link


Pigimeteo [ Gio 10 Feb, 2011 19:29 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
stefc ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Non c'è dubbio, ormai, che sarà un lungo minimo solare. E gli effetti, a livello globale, cominciano a farsi vedere, ormai da un paio d'anni, anche se molti lo negano con decisione. Mi chiedo solo quando, qui in Italia, potremo almeno costruire un pupazzo di neve grazie a questo "sonno" della nostra stella...


L'Italia ed il Mediterraneo in ogni caso non se ne accorgeranno più di tanto.........
La nostra posizione geografica con il contributo decisivo dell'arco alpino ci garantisce e ci garantirà sempre un clima mai estremo.......
Mettendola sul piano finanziario è come se l'Italia fosse un fondo bilanciato, mentre gli altri territori del nostro emisfero fossero prevalentemente fondi azionari.........



Se ha da far freddo, non c'è arco alpino che tenga (vedi 1956, 1985)! Se tira il burian, manco se lo vede (vedi 1963, 1996)! Siamo solo un po' jellati, ultimamente... ma la fortuna girerà presto a nostro favore...



mausnow [ Gio 10 Feb, 2011 22:53 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ha da far freddo, non c'è arco alpino che tenga (vedi 1956, 1985)! Se tira il burian, manco se lo vede (vedi 1963, 1996)! Siamo solo un po' jellati, ultimamente... ma la fortuna girerà presto a nostro favore...



Jellati?... o forse fortunati? Molti abitanti dell'emisfero boreale eurasiatico e nordamericano credo che stiano invidiando il nostro calduccio mediterraneo...
Rigirando il punto di vista, credo anch'io che la... fortuna finirà... se l'Atlantico non vorrà spingere, nel medio-lungo termine, e se la nostra stella continuerà a ronfare, in una prospettiva più remota.
Il baluardo alpino alla fine temo soccomberà.
Mi sa che è meglio godersi il calduccio (e le basse bollette) finchè si può.


Pigimeteo [ Dom 13 Feb, 2011 20:10 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
I colleghi di Meteogiornale sembrano (finalmente) molto più critici nei confronti della Nasa e dei suoi metodi di misurazione del GW. Leggete questo:
Articolo meteogiornale


Pigimeteo [ Dom 13 Feb, 2011 20:13 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
mausnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ha da far freddo, non c'è arco alpino che tenga (vedi 1956, 1985)! Se tira il burian, manco se lo vede (vedi 1963, 1996)! Siamo solo un po' jellati, ultimamente... ma la fortuna girerà presto a nostro favore...



Jellati?... o forse fortunati? Molti abitanti dell'emisfero boreale eurasiatico e nordamericano credo che stiano invidiando il nostro calduccio mediterraneo...
Rigirando il punto di vista, credo anch'io che la... fortuna finirà... se l'Atlantico non vorrà spingere, nel medio-lungo termine, e se la nostra stella continuerà a ronfare, in una prospettiva più remota.
Il baluardo alpino alla fine temo soccomberà.
Mi sa che è meglio godersi il calduccio (e le basse bollette) finchè si può.


Capirai! Io ho appena installato i pannelli fotovoltaici...


marvel [ Mer 16 Feb, 2011 00:25 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 10 Febbraio 2011)
ATTENZIOJNE: il flusso solare con picco di 107, con 4 macchie, due per emisfero, con brillamenti, di cui la macchia 1158 la più importante e la più ampia dell'attuale ciclo 24.
Il NOAA segnala, per la prima volta dal 2005, ATTIVITA' ALTA.

0000012e24b09efdf86d4d14007f000000000001.xray-20flux

Vediamo se questa volta dura...

latest_256_0304


zerogradi [ Gio 17 Feb, 2011 08:54 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
Oggi c'è un articolo su un quotidiano che dice: Sole mai così attivo da qui a 5 anni. Fonte Nasa.


marvel [ Gio 17 Feb, 2011 09:50 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
zerogradi ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Oggi c'è un articolo su un quotidiano che dice: Sole mai così attivo da qui a 5 anni. Fonte Nasa.


Quello che ho scritto appena sopra.

PS(anche perché praticamente sono 5 anni che era in pieno minimo).


snow96 [ Gio 17 Feb, 2011 09:55 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
Con che ritardo gli effetti dell'attività solare si ripercuotono sulla terra a livello di clima globale?


zerogradi [ Gio 17 Feb, 2011 09:58 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
snow96 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Con che ritardo gli effetti dell'attività solare si ripercuotono sulla terra a livello di clima globale?


Se l'attività solare cala a dismisura MAI...se aumenta, dal giorno dopo...


marvel [ Gio 17 Feb, 2011 10:06 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
snow96 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Con che ritardo gli effetti dell'attività solare si ripercuotono sulla terra a livello di clima globale?


Parliamo di un aumento tanto atteso che, comunque, sta avvenendo in un contesto di bassa attività (siamo ancora lontani del massimo del 2013).


Pigimeteo [ Ven 18 Feb, 2011 10:23 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
zerogradi ha scritto: [Visualizza Messaggio]
snow96 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Con che ritardo gli effetti dell'attività solare si ripercuotono sulla terra a livello di clima globale?


Se l'attività solare cala a dismisura MAI...se aumenta, dal giorno dopo...


Vero! Non mi sembra, poi, che quest'aumento sia così stabile: guardate che picchi verso il basso nel flusso magnetometrico...
goeshp


Pigimeteo [ Dom 20 Feb, 2011 22:29 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
Secondo i dati NCDC, l'inizio del raffreddamento e la fine del GW sono evidenti...
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Che gli effetti inizino a farsi sentire?


Cyborg [ Lun 21 Feb, 2011 09:12 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
Nuovo studio: Irraggiamento solare sulla superficie terrestre varia fino a 24 volte più di quanto previsto

Un nuovo studio peer-reviewed pubblicato nella Gazzetta chimica atmosferica e fisica, rileva che dalle misurazioni di irraggiamento solare a livello del suolo, al Polo Sud, emergono più variazioni fino a 24 volte di quel che ci si aspetterebbe, nel corso di un ciclo solare. Mentre le misurazioni satellitari trovano che quell'irradianza solare totale varia solo dello 0,1% da un minimo solare ad un massimo solare, le misurazioni del livello del suolo analizzate dagli autori, mostrano un cambiamento di 1,8 ± 1,0% nello spettro UV-a (320–400 nm) e 2,4 ± 1,9% nel visibile dello spettro (compresi nm), nel corso di un ciclo solare.

"Le regressioni basate su tutti e 17 i periodi di solstizio indicano 1,8% e 2,4% diminuzioni approssimative nell'irraggiamento al livello del suolo per le regioni di lunghezza d'onda 320-400 nm (nanonmetro) e 400-600 nm, rispettivamente, dal massimo solare al minimo solare. Le gamme collegate di incertezza sono circa 0.8-2.7% per l'UV-A, e 0.5%-4.3% per il visibile."

"Cambiamenti nell'irradianza extraterrestre su tutto il ciclo solare sicuramente contribuiscono ad una porzione della variabilità desunta sulla superficie polare per la regione di 320–400 nm, anche se l'entità di questo contributo è incerto. Tuttavia, la dipendenza del ciclo solare dedotto nella banda visibile compresa tra 400–600 nm, è troppo grande per essere di origine extraterrestre, a meno che uno adotti valori di gamma finali più bassi d'errore."

Le porzioni UV-a e visibili sono le parti più energiche e significative dello spettro solare in riscaldamento della terra. Mentre gli autori sono incerti sull'origine di questa variabilità in superficie, si fa notare che è "troppo grande per essere di origine extraterrestre". I Modelli climatici suppongono che l'irraggiamento solare, raggiungendo solo la superficie terrestre, variano dello 0,1% su cicli solari in conformità con le misurazioni satellitari, ma come mostrato da questo studio, può essere un presupposto errato. Un altro recente studio ha dimostrato che l'attività UV solare è aumentata di quasi il 50% negli ultimi 400 anni. L'ipotesi antiquata nella scienza del clima che l'effetto del sole sul clima della Terra è una costante (anche loro la chiamano "costante solare"), è un disperato bisogno di rivalutazione. L'IPCC, tuttavia, ha solo l'incarico di valutare il cambiamento climatico di origine antropica, e fa solo finta di accettare il ruolo del sole...

Astratto:

Questa ricerca esamina un database di 17 anni di UV-a (320–400 nm) e visibile (compresi nm) dell'irraggiamento solare ottenuto da una scansione spectroradiometrica situata al Polo Sud. L'obiettivo è definire la variabilità nell'irraggiamento solare che raggiunge la superficie polare, con enfasi sull'influenza della nuvolosità e sull'identificazione sistematica di tendenze e di possibili collegamenti al ciclo solare. Per eliminare i cambiamenti associati con la varia elevazione solare, l'analisi si concentra sui dati medi di oltre 30 – 35 periodi di giorni, centrati ogni anno sul solstizio d'estate australe. L'effetto a lungo termine medio delle nubi polari a sud, è un'attenuazione di piccole dimensioni, con la media irradianza misurata in circa 5-6 % in meno rispetto ai valori con cielo limpido, anche se in qualsiasi momento specifico le nuvole possono ridurre o aumentare il segnale che raggiunge il sensore. L'attenuazione o il potenziamento frazionario istantaneo è dipendente dalla lunghezza d'onda, in cui la deviazione delle percentuali dall'irraggiamento del cielo limpido a 400-600 nm, è in genere 2,5 volte che a 320-340 nm. Una volta fatte la media durante il periodo vicino di solstizio d'estate ogni anno, le correlazioni significative compaiono fra l'irradianza a tutte le lunghezze d'onda ed il ciclo solare, come misurate dal cambiamento continuo nel radio solar flux 10,7 cm. Un approssimativo 1,8 ± 1,0% di diminuzione nell'irradianza a livello del suolo si verifica da un massimo solare ad un minimo solare per la banda di lunghezza d'onda 320–400 nm. La diminuzione corrispondente per compresi nm è di 2,4 ± 1,9%. I declini della migliore stima sembrano troppo grandi per avere origine dal sole. Se le correlazioni hanno un'origine geofisica, suggeriscono una piccola variazione nell'attenuazione atmosferica con il ciclo solare, durante il periodo di osservazione, con l'attenuazione più grande che accade al minimo solare.

Articolo completo


marvel [ Lun 21 Feb, 2011 13:42 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 16 Febbraio 2011)
Cyborg ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Nuovo studio: Irraggiamento solare sulla superficie terrestre varia fino a 24 volte più di quanto previsto

Un nuovo studio peer-reviewed pubblicato nella Gazzetta chimica atmosferica e fisica, rileva che dalle misurazioni di irraggiamento solare a livello del suolo, al Polo Sud, emergono più variazioni fino a 24 volte di quel che ci si aspetterebbe, nel corso di un ciclo solare. Mentre le misurazioni satellitari trovano che quell'irradianza solare totale varia solo dello 0,1% da un minimo solare ad un massimo solare, le misurazioni del livello del suolo analizzate dagli autori, mostrano un cambiamento di 1,8 ± 1,0% nello spettro UV-a (320–400 nm) e 2,4 ± 1,9% nel visibile dello spettro (compresi nm), nel corso di un ciclo solare.

"Le regressioni basate su tutti e 17 i periodi di solstizio indicano 1,8% e 2,4% diminuzioni approssimative nell'irraggiamento al livello del suolo per le regioni di lunghezza d'onda 320-400 nm (nanonmetro) e 400-600 nm, rispettivamente, dal massimo solare al minimo solare. Le gamme collegate di incertezza sono circa 0.8-2.7% per l'UV-A, e 0.5%-4.3% per il visibile."

"Cambiamenti nell'irradianza extraterrestre su tutto il ciclo solare sicuramente contribuiscono ad una porzione della variabilità desunta sulla superficie polare per la regione di 320–400 nm, anche se l'entità di questo contributo è incerto. Tuttavia, la dipendenza del ciclo solare dedotto nella banda visibile compresa tra 400–600 nm, è troppo grande per essere di origine extraterrestre, a meno che uno adotti valori di gamma finali più bassi d'errore."

Le porzioni UV-a e visibili sono le parti più energiche e significative dello spettro solare in riscaldamento della terra. Mentre gli autori sono incerti sull'origine di questa variabilità in superficie, si fa notare che è "troppo grande per essere di origine extraterrestre". I Modelli climatici suppongono che l'irraggiamento solare, raggiungendo solo la superficie terrestre, variano dello 0,1% su cicli solari in conformità con le misurazioni satellitari, ma come mostrato da questo studio, può essere un presupposto errato. Un altro recente studio ha dimostrato che l'attività UV solare è aumentata di quasi il 50% negli ultimi 400 anni. L'ipotesi antiquata nella scienza del clima che l'effetto del sole sul clima della Terra è una costante (anche loro la chiamano "costante solare"), è un disperato bisogno di rivalutazione. L'IPCC, tuttavia, ha solo l'incarico di valutare il cambiamento climatico di origine antropica, e fa solo finta di accettare il ruolo del sole...

Astratto:

Questa ricerca esamina un database di 17 anni di UV-a (320–400 nm) e visibile (compresi nm) dell'irraggiamento solare ottenuto da una scansione spectroradiometrica situata al Polo Sud. L'obiettivo è definire la variabilità nell'irraggiamento solare che raggiunge la superficie polare, con enfasi sull'influenza della nuvolosità e sull'identificazione sistematica di tendenze e di possibili collegamenti al ciclo solare. Per eliminare i cambiamenti associati con la varia elevazione solare, l'analisi si concentra sui dati medi di oltre 30 – 35 periodi di giorni, centrati ogni anno sul solstizio d'estate australe. L'effetto a lungo termine medio delle nubi polari a sud, è un'attenuazione di piccole dimensioni, con la media irradianza misurata in circa 5-6 % in meno rispetto ai valori con cielo limpido, anche se in qualsiasi momento specifico le nuvole possono ridurre o aumentare il segnale che raggiunge il sensore. L'attenuazione o il potenziamento frazionario istantaneo è dipendente dalla lunghezza d'onda, in cui la deviazione delle percentuali dall'irraggiamento del cielo limpido a 400-600 nm, è in genere 2,5 volte che a 320-340 nm. Una volta fatte la media durante il periodo vicino di solstizio d'estate ogni anno, le correlazioni significative compaiono fra l'irradianza a tutte le lunghezze d'onda ed il ciclo solare, come misurate dal cambiamento continuo nel radio solar flux 10,7 cm. Un approssimativo 1,8 ± 1,0% di diminuzione nell'irradianza a livello del suolo si verifica da un massimo solare ad un minimo solare per la banda di lunghezza d'onda 320–400 nm. La diminuzione corrispondente per compresi nm è di 2,4 ± 1,9%. I declini della migliore stima sembrano troppo grandi per avere origine dal sole. Se le correlazioni hanno un'origine geofisica, suggeriscono una piccola variazione nell'attenuazione atmosferica con il ciclo solare, durante il periodo di osservazione, con l'attenuazione più grande che accade al minimo solare.

Articolo completo


Aggiungerei il link originale della rivista scientifica che ha pubblicato questo studio:
http://www.atmos-chem-phys.net/11/1...-1177-2011.html

Il problema dell'errato presupposto della "costanza dell'influenza solare" sul clima del nostro pianeta, evidenzia uno dei maggiori difetti della Teoria dell'AGW, tanto che i modelli usati dall'IPCC non tengono conto della variabilità di irraggiamento sulla superficie terrestre, già riscontrato da diverso tempo e, soprattutto, evidente anche nei dati proxy provenienti da tutto il mondo.
C'è un motivo fondamentale di questo atteggiamento persistente di IPCC & Co., ed è che oltre alla conseguente invalidazione dei modelli climatici finora sviluppati che ne deriverebbe. Questi modelli, sulle cui proiezioni è basata gran parte delle politiche ambientali/anti CO2 che prevedono un progressivo aumento delle T globali (che non sta più avvenendo). Un'ulteriore conseguenza sarebbe anche il rischio di una smentita della presupposta correlazione tra Global Warming ed attività industriale/agricola umana, con annesso aumento delle emissioni di CO2.
Infatti se fosse possibile dimostrare una correlazione dell'aumento delle T globali con una causa prevalentemente di origine naturale, come il Sole ad esempio, crollerebbe tutto il castello di ipotesi costruito a sostegno della "teoria antropica".
La correlazione CO2-riscaldamento, nei dati paleoclimatici, è molto dubbia (l'aumento della CO2 è spesso succeduto all'aumento termico, e meno spesso il viceversa), ed esistono diverse possibilità che il ruolo della CO2 sia marginale sulla Terra rispetto ad altri importanti fattori.


Cyborg [ Gio 10 Mar, 2011 09:32 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 21 Febbraio 2011)
Sembra che il sole stia avendo un risveglio abbastanza irrequieto:

aa


il fosso [ Gio 10 Mar, 2011 11:09 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 21 Febbraio 2011)
Cyborg ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sembra che il sole stia avendo un risveglio abbastanza irrequieto:



Un mio amico che stà a Londra mi ha riferito che giusto qualche giorno fà ha letto di aurore
visibili fino all'Inghilterra, segno di intensa attività solare.
Dopo mesi e mesi di attesa la ripresa è in atto, vedremo come procederà il ciclo.


marvel [ Gio 10 Mar, 2011 13:16 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 21 Febbraio 2011)
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Cyborg ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sembra che il sole stia avendo un risveglio abbastanza irrequieto:



Un mio amico che stà a Londra mi ha riferito che giusto qualche giorno fà ha letto di aurore
visibili fino all'Inghilterra, segno di intensa attività solare.
Dopo mesi e mesi di attesa la ripresa è in atto, vedremo come procederà il ciclo.


Si, c'è attività, ma c'è anche l'ipotesi che si stia vivendo la fase di massimo!
In pratica che il massimo sia prossimo e che quindi il ciclo sia quasi finito appena iniziato!
Vedremo.


marvel [ Gio 19 Mag, 2011 20:48 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 21 Febbraio 2011)
Interessante articolo di aggiornamento, da leggere fino in fondo...

http://www.climatemonitor.it/?p=17521


marvel [ Ven 20 Mag, 2011 18:37 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 19 Maggio 2011)
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessante articolo di aggiornamento, da leggere fino in fondo...

http://www.climatemonitor.it/?p=17521


Ecco, è notizia di oggi che il solar flux è crollato a livelli da minimo!
Con disco solare praticamente spotless, salvo una minimacchia...
Vacci a capire qualcosa..!

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Pigimeteo [ Sab 21 Mag, 2011 06:48 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 19 Maggio 2011)
Maunder...


marvel [ Gio 26 Mag, 2011 12:02 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 19 Maggio 2011)
Intanto, nelle settimane scorse, la NASA ha elevato il livello dell'attività solare da "very low" a "low" (da molto bassa a bassa).
Chissà se, vista la nuova mancanza prolungata di nuove, vere macchie solari, il giudizio non tornerà presto a very low.

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marvel [ Mer 15 Giu, 2011 15:46 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 15 Giugno 2011) + NOVITA'!!
IMPORTANTI NOVITA' sullo stato di "salute" della nostra stella!

I risultati di 3 nuovi studi di primissimo livello, annunciati ieri (14 giugno) in occasione della riunione annuale della divisione di fisica solare della American Astronomical Society, che si terrà questa settimana alla New Mexico State University di Las Cruces, sembrerebbero poter dimostrare che il Sole potrebbe aver effettivamente imboccato un periodo inattivo, con attività che, nel corso del prossimo ciclo, potrebbe risultare notevolmente ridotta o addirittura nulla!

Frank Hill, direttore associato del National Solar Observatory - Solar Synoptic Network, ieri nella conferenza stampa di apertura dell'assemblea annuale, ha iniziato il suo intervento con una frase perentoria: "Il ciclo solare potrebbe aver imboccato una fase di pausa".

Gli studi hanno esaminato una corrente a getto mancante all'interno del Sole, l'assenza di macchie solari sulla superficie visibile del sole, e i cambiamenti nella corona e vicino ai poli.

"Questo è molto insolito e inaspettato", ha detto Hill. "Ma il fatto che tre punti di vista totalmente differenti e separati, sulla situazione del Sole, siano giunti alle stesse conclusioni è un potente indicatore che il ciclo di macchie solari potrebbe realmente essere sul punto di andare in letargo."

Attualmente il Sole si trova nella fase di crescita di attività del ciclo 24, estremamente più debole rispetto alle previsioni degli scorsi anni, ma ciò che più fa riflettere è che il ciclo successivo, il 25, potrebbe vedere un vero e proprio crollo di attività, molto peggiore del presente.

Gli scienziati ora parlano apertamente del possibile ripetersi di un secondo ciclo di Maunder (o minimo di Maunder), quel periodo di 70 anni avutosi tra il 1645 e il 1715, che fu praticamente privo di macchie solari che corrispose alla Piccola Era Glaciale.

1)
Hill è l'autore principale di uno di questi studi che, utilizzando i dati del Global Oscillation Network Group, hanno osservato le caratteristiche interne del Sole. (Il gruppo comprende sei stazioni di osservazione di tutto il mondo.) Gli astronomi hanno esaminato un flusso zonale est-ovest all'interno del sole, chiamato oscillazione torsionale. La latitudine di questa corrente a getto corrisponde alla formazione di nuove macchie solari in ogni ciclo, e i modelli sviluppati con questo metodo hanno effettivamente indicato con successo l'inizio ritardato del ciclo attuale, il 24.

"Ci aspettavamo di vedere l'inizio del flusso zonale per il Ciclo 25 da ora, ma non vediamo alcun segnale di ciò", ha detto Hill. "Il flusso per il Ciclo 25 dovrebbe essere apparso già nel 2008 o nel 2009. Questo ci porta a credere che il prossimo ciclo sarà molto ritardato, con un minimo più lungo di quello che abbiamo appena passato."

Hill ha stimato che l'inizio del ciclo 25 potrebbe essere ritardato al 2021 o al 2022 e che sarà molto debole, sempre che abbia inizio...

2)
Nel secondo studio, i ricercatori hanno monitorato la tendenza a lungo termine di un periodo di indebolimento nella forza delle macchie solari, e hanno previsto che dal prossimo ciclo solare il campo magnetico in uscita dal Sole sarà così debole che ben poche macchie solari potranno formarsi, sempre che se ne formino.

I dati sulle macchie solari, raccolti per più di 13 anni dal telescopio McMath-Pierce a Kitt Peak in Arizona, hanno permesso a Matt Penn e William Livingston di osservare che l'intensità media del campo magnetico è diminuita in modo significativo nel corso del ciclo 23 e ora anche nel ciclo 24. Di conseguenza le temperature delle macchie solari sono aumentate (macchie solari meno fredde e quindi mento evidenti = attività solare più debole).

Se la tendenza continuerà, la forza del campo magnetico del Sole scenderà sotto una certa soglia e di conseguenza le macchie solari tenderanno a scomparire, infatti il campo magnetico non sarà sufficientemente forte da superare le forze convettive presenti sulla superficie solare.

3)
In un terzo studio separato, Richard Altrock, manager del programma di ricerca coronale l'Air Force presso lo stabilimento NSO nel New Mexico, ha esaminato la corona solare, osservando un rallentamento della tipica attività magnetica di "corsa ai poli".

"Un punto chiave da capire è che quei meravigliosi e delicati lineamenti del flusso coronale riflettono in realtà potenti, robuste strutture magnetiche radicate all'interno del Sole", riferisce Altrock. "I cambiamenti che vediamo sulla corona riflettono i profondi cambiamenti in atto all'interno del Sole."

Altrock ha passato al setaccio 40 anni di osservazioni eseguite dal Coronagraphic NSO's, un telescopio da 16 pollici (40 centimetri).
La nuova attività solare (all'inizio di un nuovo ciclo) emerge solitamente ad una latitudine di circa 70 gradi, per poi spostarsi gradualmente verso l'equatore e, contemporaneamente, si assiste allo spostamento dei residui del ciclo passato, dagli 85 gradi verso i poli.
Il ciclo attuale, tuttavia, sta mostrando un comportamento diverso.

"Il ciclo 24 è iniziato tardi e molto lentamente e potrebbe non essere abbastanza forte da creare uno slittamento verso i poli del campo magnetico residuo del ciclo precedente, dando come conseguenza un massimo solare molto debole nel 2013".
"Se la traslazione ai poli non riuscirà a completarsi, questo creerà un dilemma enorme per i teorici, in quanto ciò significherebbe che il campo magnetico de ciclo 23 non sparirà completamente dalle regioni polari.
... Nessuno sa cosa farà il Sole in quel caso".

Se i modelli si rivelassero corretti e le tendenze dovessero continuare, le conseguenze potrebbero essere di vasta portata.

"Se abbiamo ragione, questo potrebbe essere l'ultimo massimo solare che vedremo per qualche decennio" ha aggiunto Hill.
"Questo avrebbe grandi conseguenze su tutto, dalle esplorazioni spaziali al Clima della Terra."


Marvel

Fonte: http://www.space.com/11960-fading-s...olar-cycle.html
Video NASA al link: http://www.space.com/11616-rivers-fire-inflame-sunspots.html
sunspot-1


riccardodoc80 [ Mer 15 Giu, 2011 15:59 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 15 Giugno 2011) + NOVITA'!!
Grazie come sempre per questi interessanti ariticoli Marvel!


Pigimeteo [ Mer 15 Giu, 2011 23:19 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 15 Giugno 2011) + IMPORTANTE NOVITA'!!
Interessante! Molto interessante!
Sempre più appassionante questo topic!
Grazie, Massimiliano...


marvel [ Mar 26 Lug, 2011 16:04 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 15 Giugno 2011) + IMPORTANTE NOVITA'!!
E mentre il Sole è riprecipitato in un periodo senza macchie, ecco notizie ufficiose sull'esperimento del CERN "CLOUD".
Notizie che, in realtà, ci fanno preoccupare, dato che c'è chi (il Direttore Generale del CERN, Rolf Dieter Heuer) sta già facendo pressioni affinché le conclusioni dell’esperimento, condotto nei laboratori di Ginevra, vengano diffuse con cautela per non creare scompiglio nel dibattito sul clima. (e certamente il CERN non può permettersi di dire cose politicamente sconvenienti, visto che di fondi pubblici vive)

Insomma, inizia a montare una certa preoccupazione tra i sostenitori della teoria dell'AGW, dato che voci di corridoio darebbero indicazioni molto favorevoli alla riuscita dell'esperimento che vuole provare l'importanza dei raggi cosmici nel ruolo di fattori influenti sulla formazione delle nubi e in relazione all'attività magnetica solare.

In poche parole, la riuscita dell'esperimento indicherebbe che il Sole, al variare della propria attività magnetica, sarebbe in grado di inibire o lasciar agire i raggi cosmici sull'atmosfera, aumentando o diminuendo la formazione di nubi e quindi l'effetto albedo che queste producono, con conseguenze determinanti sulla quantità di luce solare assorbita e riflessa, e quindi sulle temperature superficiali terrestri.
(I raggi cosmici avrebbero un ruolo importante nella nucleazione delle gocce delle nubi. Maggiori sono i raggi cosmici che raggiungono l'atmosfera, maggiore è la capacità di nucleazione delle nubi, e maggiore è la copertura nuvolosa. Il Sole, con il proprio campo magnetico (in questi anni in repentino e drastico calo dopo secoli di massimo) sarebbe in grado di fare da scudo ai raggi cosmici, limitandone l'azione di nucleazione anche nell'atmosfera terrestre)

E' logico, quindi, che una tale eventualità potrebbe produrre un duro colpo a chi (migliaia di ricercatori, di enti e di aziende) sta lavorando e investendo e raccogliendo ingenti capitali nella "convinzione" che la variazione termica terrestre sia tutta, o in gran parte, attribuibile alle conseguenze delle emissioni di CO2 prodotte dalle attività antropiche.

Ma d'altronde, nonostante fossero già evidenti le strette correlazioni tra andamento termico registrato e variabilità della densità di raggi cosmici incidenti sulla Terra, si è preferito dare credito alla meno correlata relazione tra temperature superficiali e CO2 (vedi sotto).

Ricordiamo, invece, che l'IPCC attribuisce al Sole e alla sua attività un ruolo praticamente ininfluente, incapace di spiegare le oscillazioni termiche degli ultimi secoli.

af647e86-c65f-4213-9acf-b710b9112d090

Certo che se mai i risultati del CLOUD riuscissero a vedere la luce, e a provare il ruolo da protagonista del Sole e dei raggi cosmici sul clima terrestre, il ruolo della CO2 e di conseguenza la teoria dell'AGW, accuserebbero un duro colpo, essendo infatti la prima teoria spiegata sperimentalmente (con l'esperimento CLOUD), lasciando alla seconda, invece, ancora un ruolo puramente teorico e mai provato.

Staremo a vedere.


http://www.climatemonitor.it/?p=18665


marvel [ Mer 27 Lug, 2011 15:29 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
CLOUD sta per Cosmics Leaving Outdoor Droplets.

Secondo Jasper Kirkby del CERN, il meccanismo naturale "raggi cosmici-nucleazione delle nuvole", modulato dall'attività magnetica solare, può essere sufficiente a spiegare addirittura tra il 50% e il 100% della variazione termica atmosferica superficiale avvenuta negli ultimi 2 secoli!



YouTube Link



YouTube Link


Frasnow [ Mer 27 Lug, 2011 15:41 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Perdonami Marvel ma penso meriti considerazione questo articolo:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=15229


marvel [ Mer 27 Lug, 2011 16:06 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Perdonami Marvel ma penso meriti considerazione questo articolo:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=15229


Si, articolo sfizioso, ma non paragonabile per "serietà" e peso a quanto riportato poco sopra.



Pigimeteo [ Mer 27 Lug, 2011 20:51 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Interessante, davvero interessante! Ti sei ricordati di tenerci aggiornati sulla questione CERN e ne è valsa la pena, credo...
Grazie, Marvel!


Frasnow [ Mer 27 Lug, 2011 22:28 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Perdonami Marvel ma penso meriti considerazione questo articolo:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=15229


Si, articolo sfizioso, ma non paragonabile per "serietà" e peso a quanto riportato poco sopra.


Mai detto nulla di simile


Pigimeteo [ Gio 28 Lug, 2011 06:25 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Nel frattempo, però, in un contesto di bassa emissione, qualche macchietta si vede: non siamo proprio ai minimi, almeno come numero...
ssn_plot_1311826928_599344
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In compenso, il vento solare è proprio in ferie...
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marvel [ Gio 28 Lug, 2011 09:30 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Nel frattempo, però, in un contesto di bassa emissione, qualche macchietta si vede: non siamo proprio ai minimi, almeno come numero...
.......
In compenso, il vento solare è proprio in ferie...



Non siamo ai minimi, è vero, ma dovremmo essere in forte crescita, e invece l'attività è scarsa... oltre che atipica.


marvel [ Gio 28 Lug, 2011 09:31 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Perdonami Marvel ma penso meriti considerazione questo articolo:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=15229


Si, articolo sfizioso, ma non paragonabile per "serietà" e peso a quanto riportato poco sopra.


Mai detto nulla di simile


Lo so


il fosso [ Gio 28 Lug, 2011 14:23 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Pigimeteo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Nel frattempo, però, in un contesto di bassa emissione, qualche macchietta si vede: non siamo proprio ai minimi, almeno come numero...
In compenso, il vento solare è proprio in ferie...
[


Bè ci mancherebbe, in teoria l'attività dovrebbe registrare una ripresa e dovremmo andare verso un massimo... t'ho detto tutto


Fede [ Gio 28 Lug, 2011 16:57 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
ANSA 28/07/2011: Il Sole e' in attivita', comparse tre grandi macchie Esperti prevedono effetti di media entita’ su regioni polari


il fosso [ Gio 28 Lug, 2011 18:25 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Fede ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ANSA 28/07/2011: Il Sole e' in attivita', comparse tre grandi macchie Esperti prevedono effetti di media entita’ su regioni polari


In realtà il picco di attività, comunque modesto, di cui si parla nell'articolo è già trascorso,
senza recare effetti degni di nota.
L'attività attuale è ridiscesa su livelli bassi e le macchie descritte nell'articolo stanno concludendo il loro breve ciclo...

http://www.google.it/url?sa=t&sourc...czmayOgDBN3u6jQ

è chiaro che ci sia dell'attività, siamo nella fase di ripresa che ci condurrà ad un, probabilmente molto blando, massimo solare nel 2013-14.
Ci sono e ci saranno regioni solari che produrranno macchie ed eruzioni,
magari anche forti in alcuni momenti, ma inseriti sempre in un regime di medio-bassa attività.


snow4ever [ Mar 11 Ott, 2011 11:05 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
intanto negli ultimi tempi l'attività solare sembra essersi riacutizzata, ma sempre antenne dritte ragazzi...non escluderei sorprese...

f10



snow96 [ Mar 11 Ott, 2011 12:05 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
snow4ever ha scritto: [Visualizza Messaggio]
intanto negli ultimi tempi l'attività solare sembra essersi riacutizzata, ma sempre antenne dritte ragazzi...non escluderei sorprese...

f10



Si è riacutizzata e, come niente fosse, va a riagganciare quei valori attesi ormai dati per irraggiungibili ...


marvel [ Sab 26 Nov, 2011 18:35 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
snow96 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
snow4ever ha scritto: [Visualizza Messaggio]
intanto negli ultimi tempi l'attività solare sembra essersi riacutizzata, ma sempre antenne dritte ragazzi...non escluderei sorprese...

f10



Si è riacutizzata e, come niente fosse, va a riagganciare quei valori attesi ormai dati per irraggiungibili ...


i valori attesi (bisogna vedere di quale delle tante previsioni corrette al ribasso) dall'ultima previsione sono comunque ancora ben lontani.


marvel [ Sab 26 Nov, 2011 18:39 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
"Se la Terra si surriscalda colpa del Sole: l’uomo non c’entra"
Nicola Scafetta, "cervello" emigrato negli Usa è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sulle temperature planetarie fino al 2100. Il Protocollo di Kyoto? Carta straccia. Non è vero che il riscaldamento globale sia provocato per il 92,5% dai gas serra

Come smascherare la più colossale bufala del secondo millennio (anche del terzo) e vivere tutti felici e contenti. L’Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, il foro intergovernativo sul mutamento climatico istituito dalle Nazioni Unite allo scopo di studiare il riscaldamento globale del pianeta, non avrebbe capito nulla. E pensare che nel 2007 gli hanno pure conferito il premio Nobel...

I rapporti di valutazione periodicamente diffusi dall’Ipcc, che sono alla base di accordi internazionali come la Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici e il mitico Protocollo di Kyoto, sarebbero carta straccia, più o meno.
L’Ipcc ritiene che il riscaldamento globale della Terra vada attribuito per il 92,5% ai gas serra prodotti dall’uomo, in primis all’anidride carbonica, e per il 7,5% al Sole. Tutto sbagliato. Semmai sembrerebbe vero il contrario: è il Sole che modifica il clima e surriscalda il pianeta, non l’anidride carbonica e le schifezze emesse dai veicoli e dalle industrie, che incidono sull’innalzamento delle temperature in misura marginale. Quindi la pretesa del Protocollo di Kyoto di abbassare del 5% entro il 2012 i valori di anidride carbonica rispetto alle emissioni che si registravano nel 1990, con la speranza che le colonnine di mercurio dei termometri si comportino di conseguenza, non è soltanto ardua: è soprattutto inutile. Perché il Sole se ne impipa altamente delle umane decisioni.

scafetta

A dirlo è il professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta, che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero», anche se non gli piace essere chiamato così: «Non mi sento per niente un fuggitivo. Espatriare allo scopo di confrontarsi a livello internazionale è quasi un dovere per chiunque voglia fare scienza in modo serio».
Alcuni osservatori ritengono che Scafetta possa legittimamente aspirare a diventare premio Nobel per la fisica nel 2035. Per capire il motivo del lusinghiero pronostico, basta leggere la presentazione del suo lavoro fatta dall’Us Environmental protection agency: lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Ma già dal 2035 si potrà dire se si saranno comportate o no «alla Scafetta». E, in caso affermativo, sarà stato il nostro connazionale ad aver indicato a tutti come affrontare un problema altrimenti inintellegibile. Finora gli studiosi mondiali si sono accontentati di presentarci in proposito soltanto «scenari», che stanno alla scienza quanto i «se» stanno alla storia. Ma, come la storia non si fa con i «se», così la scienza non si fa con gli «scenari».
In parole semplici, di cosa s’è occupato?
«Ho simulato sistemi fisiologici per la diagnosi di ipossia e iperossia in pazienti a rischio».
Che c’entrano la diminuita e l’aumentata concentrazione di ossigeno nei tessuti del corpo umano? Pensavo che lei s’occupasse di clima.
«Anche. In realtà mi occupo di applicare modelli statistici a sistemi complessi non lineari, come quello che ho appena detto o come, appunto, le influenze del Sole, più precisamente dell’intero sistema solare, sul clima terrestre».
Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lei invece sostiene che è l’intero sistema solare, ho afferrato bene?
«A teorizzare che l’uomo governa il clima, e a essere stato insignito del premio Nobel per tale teoria, è l’Intergovernmental panel on climate change. Ma si ricordi che fu, quello dato all’Ipcc, un Nobel per la pace, non per la scienza. Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Cioè di anidride carbonica. E invece lei non crede a questo rischio?
«La Terra in passato, nel periodo cosiddetto Cambriano, 500 milioni d’anni fa, ha avuto già occasione di raggiungere questo presunto punto di non ritorno, quando la concentrazione di CO2 fu non 1,2 volte superiore ai livelli pre-industriali, com’è oggi, bensì 20 volte, diconsi 20, più elevata. Purtroppo l’umanità non misura gli eventi col metro della storia, in questo caso preistoria, ma con quello della cronaca. Senza rendersi conto che un secolo o due secoli sono niente, sul calendario del tempo. E gli eventi climatici seguono il calendario del tempo».
Com’è che all’Ipcc sono giunti alle loro conclusioni, a suo avviso avventate per non dire totalmente sballate?
«Fondandosi su modelli climatici chiamati General circulation models, che sono stati poi usati per fare proiezioni nel corso del XXI secolo, assumendo diversi scenari possibili. Questi modelli furono sviluppati prima del 2004, quando si credeva che la temperatura del pianeta fosse rimasta quasi costante nei mille anni precedenti all’era industriale. La credenza ebbe origine da un’analisi statistica effettuata nel 1998 da uno studioso, Michael Mann. Oggi sappiamo che è completamente errata. Inoltre, i cambiamenti climatici sono fortemente condizionati dalle nuvole, dal vapore acqueo, che è in assoluto il principale gas serra, e dalle correnti oceaniche, e i modelli attuali non tengono correttamente conto di questi contributi. I modelli hanno predetto un riscaldamento continuo della Terra in concomitanza con una continua crescita di CO2 durante gli ultimi dieci anni, ma questo riscaldamento non s’è avuto né negli anni dal 1940 al 1975, cioè in pieno boom industriale, né negli ultimi otto anni: in entrambi i periodi s’è osservato un raffreddamento del clima, non un riscaldamento. Inspiegabile, non trova?».
Trovo.
«E se si usano i modelli all’incontrario, cioè per “predire” il passato, essi non riproducono il forte riscaldamento occorso negli anni dal 1910 al 1940. Infine, i modelli che ho citato predicono un riscaldamento piuttosto vistoso nella media e alta troposfera, a circa 10 chilometri sopra l’equatore, ove invece le misurazioni satellitari degli ultimi trent’anni registrano un rinfrescamento».
Ha dell’altro da dire contro questi modelli?
«Be’, sì. Numerosi dettagli suggeriscono che essi non riproducono le oscillazioni viste per decenni nei dati della temperatura. E sistematicamente sottostimano gli effetti dei cicli solari sul clima».
Siamo giunti al cuore della questione: il Sole. Don Ferrante nei Promessi sposi incolpa le stelle dell’epidemia di peste. Lei invece attribuisce alla stella più vicina alla Terra il surriscaldamento del pianeta.
«Già. La domanda che una persona sensata dovrebbe porsi è: che cosa ha causato il riscaldamento della Terra nel trentennio 1910-1940, quando le emissioni di gas serra provocate dall’uomo erano pressoché irrilevanti? E scoprirebbe così che quello fu un periodo di forte crescita dell’attività solare, al pari del ciclo di circa tre secoli noto ai geologi come “periodo caldo medievale”. Mentre un periodo di scarsa attività solare, chiamato dagli astronomi “minimo di Maunder”, fu quello dei tre secoli attorno al 1600, noto ai geologi come “piccola era glaciale”».

Lei s’è posto la domanda.
«Sì. Ma ho seguito un approccio completamente diverso dall’Ipcc per rispondermi».
Mi spieghi questo approccio.
«Ci provo. Vede, i modelli dell’Ipcc, nel tentativo di contemplare la massima quantità di informazioni possibili, hanno incluso un numero enorme di parametri. Ma con un numero enorme di parametri liberi si può ottenere qualunque risultato. Il grande matematico John von Neumann usava dire: “Datemi 4 parametri e vi simulo al calcolatore un elefante; datemene 5 e gli faccio muovere la proboscide”. I modelli climatici, sebbene contengano centinaia di parametri, o forse proprio per questo, simulano malissimo la realtà. Io ho usato un criterio che chiamerei fenomenologico. Sono partito direttamente dai dati reali sul clima disponibili sin dal 1850 e ne ho fatto una dettagliata analisi statistica».
L’esito dell’analisi qual è stato?
«Ho potuto notare la presenza di cicli: i più importanti sono un ciclo di 60 anni e uno di 20. Quindi mi sono domandato quale fosse la loro origine, e credo di aver trovato la risposta. I cicli di 60 e 20 anni sono due cicli naturali, che influenzano tutto il sistema solare: il periodo sinodico di Giove e Saturno, precisamente 20 anni, e il periodo dell’orbita combinata di Giove e Saturno, precisamente 60 anni. Giove e Saturno col loro movimento intorno al Sole producono onde gravitazionali e magnetiche, che investono tutto il sistema solare e fanno letteralmente “ballare” anche il Sole e la Terra: i due maggiori periodi di queste onde sono proprio 20 e 60 anni. Ma forse un paragone tra il mio approccio e quello dei grossi modelli adottati dall’Ipcc può farle meglio capire lo spirito dell’analisi che ho condotto».
Sentiamo.
«Immagini che io voglia prevedere i suoi movimenti quotidiani per i prossimi giorni. Potrei cercare di costruire un modello che contenga decine di parametri liberi: lo stato di salute suo e dei suoi familiari, il traffico, le condizioni meteorologiche, i suoi interessi, il suo lavoro, eccetera, e usare quindi il modello per prevedere i suoi movimenti futuri in rapporto al variare dei parametri, cioè al variare degli scenari. Oppure potrei fare diversamente: studiare i suoi effettivi movimenti degli ultimi 100 giorni, analizzarli statisticamente in modo da enucleare gli elementi di ripetibilità che mi consentano di “prevedere” i suoi movimenti degli ultimi 1.000 giorni. Poi, se la “previsione” eseguita sul passato riproduce accuratamente questo stesso passato, ecco che allora posso usare il modello per avanzare una previsione vera sul futuro. Io ho fatto appunto così. Un mio modello si basa unicamente sul Sole: utilizza due informazioni statistiche presenti nella temperatura degli ultimi 30 anni e degli ultimi 150 anni, e ricostruisce più di 400 anni di clima. Un altro mio modello si basa sui pianeti: usa le informazioni degli ultimi 75 anni e riproduce i precedenti 75 anni».
Risultato?
«In entrambi i casi l’accuratezza delle “previsioni” sul passato è sbalorditiva. Ho quindi usato i miei modelli per fare previsioni da qui al 2100. Il punto centrale è che l’analisi da me fatta evidenzia che almeno il 60% del riscaldamento del clima terrestre osservato sin dal 1975 è causato dalle attività del Sole e degli altri pianeti. E, se così è, dovremmo attenderci un raffreddamento fino agli anni Trenta di questo secolo. Bisognerebbe pubblicare sul Giornale il grafico che ho disegnato al riguardo».
Manca lo spazio. Al massimo può esibirlo al fotografo che deve farle il ritratto, così lo vedranno anche i lettori.
«Il grafico mostra un tracciato rosso indicante la temperatura globale registrata dal 1850 in poi e le previsioni da qui al 2100 basate sul mio modello planetario. Per il futuro sono indicate con curve nere due diverse ipotesi: quella in cui la temperatura mantenga l’attuale fase di crescita e quella in cui la componente secolare dell’attività solare dovesse per qualche ragione ridursi, come peraltro altre considerazioni fanno presumere. Il futuro previsto da me appare ben diverso dalle proiezioni catastrofiche dell’Ipcc, rappresentate dalla curva tratteggiata in azzurro».
C’è nella comunità scientifica qualche altro studioso convinto che non siano le attività umane a governare il clima?
«Ne esistono moltissimi. Faccio parte di un comitato non governativo, l’Nipcc, Nongovernmental international panel on climate change, che ha prodotto quest’anno un corposo rapporto, il Climate change reconsidered, il quale è giunto alla conclusione che è la natura, e non l’uomo, a governare il clima. Questa conclusione è stata fatta propria da oltre 31.000 scienziati americani».
Insomma, dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica sì o no?
«La CO2, pur non essendo inquinante, è un gas serra e quindi influenza il clima. Ma attenzione: anche pochi centesimi di euro sono denaro e influenzano la nostra ricchezza. Il punto è che la CO2 antropogenica, cioè prodotta dall’uomo, non ha sul clima quell’influenza squassante e conclamata che ci vorrebbe far credere l’Ipcc. La CO2 è una molecola indispensabile per la fotosintesi clorofilliana che fa vivere tutte le piante. Maggiore CO2 significa quindi più vegetazione rigogliosa, più raccolti, più cibo per uomini e animali. Meglio cercare di adattarsi ai cambiamenti climatici piuttosto che tentare di governarli. Il clima è veramente un gigante di proporzioni impensabili. Fa quello che vuole, ci schiaccia quando vuole e come vuole».
(471. Continua)
http://www.ilgiornale.it/interni/se...ge=0-comments=1


snow96 [ Dom 27 Nov, 2011 10:57 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]

«Immagini che io voglia prevedere i suoi movimenti quotidiani per i prossimi giorni. Potrei cercare di costruire un modello che contenga decine di parametri liberi: lo stato di salute suo e dei suoi familiari, il traffico, le condizioni meteorologiche, i suoi interessi, il suo lavoro, eccetera, e usare quindi il modello per prevedere i suoi movimenti futuri in rapporto al variare dei parametri, cioè al variare degli scenari. Oppure potrei fare diversamente: studiare i suoi effettivi movimenti degli ultimi 100 giorni, analizzarli statisticamente in modo da enucleare gli elementi di ripetibilità che mi consentano di “prevedere” i suoi movimenti degli ultimi 1.000 giorni. Poi, se la “previsione” eseguita sul passato riproduce accuratamente questo stesso passato, ecco che allora posso usare il modello per avanzare una previsione vera sul futuro. Io ho fatto appunto così. Un mio modello si basa unicamente sul Sole: utilizza due informazioni statistiche presenti nella temperatura degli ultimi 30 anni e degli ultimi 150 anni, e ricostruisce più di 400 anni di clima. Un altro mio modello si basa sui pianeti: usa le informazioni degli ultimi 75 anni e riproduce i precedenti 75 anni».


Concordo pienamente! A prescindere dai risultati (che vedremo), questo è l'unico approccio possibile per un sistema estremamente complesso come il clima. Analisi del passato, confronto con pochi e chiari parametri (chiaramente misurabili), e una volta trovata aderenza, si proietta il futuro.

Intanto: "Tra 1990 e 2009 le emissioni serra sono aumentate del 38%.", fonte Repubblica. Chi è che diceva che il protocollo di Kyoto, con due paesi emergenti come India e Cina, è come provare a spegnere un incendio con un bicchiere d'acqua? Chi? Io, forse 800.000 volte.

Sono sforzi completamente vani. A prescindere, lo ripeto fino alla stanchezza, di GW o AGW che sia. Sono sforzi completamente vani. Gli unici che ne traggono beneficio sono quelli dell'IPCC che ora se ne vanno a Durban gratis in qualche hotel a 5 stelle. E basta ....


riccardodoc80 [ Ven 17 Feb, 2012 08:26 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Questa mattina mi sono imbattuto in questo articolo.
Buona lettura!


Una lunga glaciazione colpirà a cominciare dal 2014: parola di Abdussamatof

Il professor Habibullo Abdussamatof è uno dei più importanti astrofisici della Russia. Conduce, al prestigioso osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, San Pietroburgo, il progetto “Astrometria”, che riguarda misurazioni relative al comportamento del sole. Il sole presenta comportamenti ciclici di diverso periodo: c’è il ciclo di attività solare di circa 11 anni, evidenziato dalle macchie solari, che variano tra un massimo ed un minimo. Siamo oggi verso la conclusione del 24° ciclo che presenta una drastica riduzione dell’attività solare. Oltre a questo c’è un ciclo di 200 anni, esso pure in fase di declino dall’inizio del 1990. Questi cicli vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l’ Irradiazione Solare Totale (TSI) che determina le temperature terrestri. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055, proprio quando secondo le minacce dei fanfaroni del Global Warming la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy.

Il professor Abdussamatof presenta le sue teorie in articolo intitolato: Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age. L’articolo è stato pubblicato lo scorso 1 febbraio su Applied Physics Research e può essere ritrovato al portale del giornale.

Per la raccolta dei dati lo studio si avvale del Service Module del segmento Russo della International Space Station (ISS) che permette misure non distorte dall’atmosfera e dall’instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, vicino a noi e facilmente osservabile, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia, tradizionali o rinnovabili, usate dall’umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall’area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.

Le variazioni terrestri seguono con un certo ritardo quelle solari a causa dell’inerzia termica della terra, a cui danno un forte contributo gli oceani. Per esemplificare, una minestra rimane ancora calda per diversi minuti dopo esser stata tolta dal fuoco, mentre una bottiglia tolta dal frigo rimane fredda ancora per un certo tempo. Ma facendo il bilancio tra l’energia assorbita e quella ceduta dalla terra, è possibile calcolare lo squilibrio energetico, e prevedere la futura evoluzione della temperatura terrestre. Dice il prof. Abdussammatof: “Cambiamenti della potenza delle radiazioni caloriche ad onda lunga della terra emesse verso lo spazio si manifestano in ritardo rispetto alla radiazione solare precedentemente assorbita, a causa di un cambiamento lento dell’ entalpia terrestre. Questo è il motivo per cui il credito ed il debito energetico dell’ Energy Budget annuale della terra si trovi quasi sempre in uno stato di non equilibrio”. Cioè rispetto ad una situazione ipotetica di equilibrio il pianeta sarà alternativamente o troppo caldo o troppo freddo. “Il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell’eccesso di energia accumulata dalla terra, che del deficit energetico del budget termico rispetto all’irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l’ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. … Dall’inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale della TSI e della relativa energia assorbita dalla Terra”. Nella situazione attuale la Terra ha appena assorbito un massimo di calore e si trova, riprendendo il paragone prima proposto, come la minestra appena tolta dal fuoco. Ora non può che raffreddarsi, cioè “avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al 2055”.

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Dall’inizio del1990 I valori delle componenti sia del ciclo bicentennale che di quello undecennale, misurate strumentalmente in W/m2 , diminuiscono a ritmo accelerato e quindi la frazione assorbita dalla terra sta diminuendo di conseguenza, e questo non viene compensato da una diminuzione delle emissioni termiche verso lo spazio, che rimangono allo stesso livello per circa 14 anni a causa dell’inerzia termica degli oceani.

All’azione esercitata dal sole si accompagnano reazioni del sistema terrestre nella sua complessità costituita da atmosfera, acque e terre emerse. Si vengono a creare fenomeni che a loro volta si riverberano sul clima, dando luogo ai cosiddetti “feedback”.

Abdussamatof esamina il fenomeno delle correnti marine chiamate El Niño o La Niña, trovando una correlazione coerente con il suo sistema. “ I nostri risultati indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI sul cambiamento dello stato superficiale e sub-superficiale della parte tropicale dell’Oceano Pacifico. Questa è accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del El Niño o La Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate su El Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra”.

Abdussamatov rileva però che l’entità delle fluttuazioni bicentennali della TSI è relativamente piccola e perciò insufficiente a spiegare I corrispondenti cicli di variazione della temperature terrestre, dal riscaldamento globale alle piccole glaciazioni. La spiegazione è che entra in gioco una sistema di amplificazione che porta ad influenze aggiuntive, nella forma di feedback. I fenomeni identificati che svolgono questo compito sono il cambiamento dell’albedo (riflessione nello spazio delle radiazioni solari) , e della concentrazione atmosferica dei gas serra (in primo luogo il vapore acqueo, e poi l’anidride carbonica, il metano ed altri gas).

L’albedo è uno dei parametri fisici più importanti del budget energetico della Terra ed i suoi cambiamenti sono un potente motore delle variazioni climatiche. Il valore dell’albedo sale ad un livello massimo durante il profondo freddo così aggravandolo, e cade a livelli minimi durante il periodo di riscaldamento così favorendolo; questo aumenta ulteriormente l’ampiezza delle oscillazioni. A loro volta le variazioni della concentrazione del gas serra si muovono in direzione opposta, poiché la loro abbondanza è in massima parte determinata dalla temperatura degli oceani. Variazioni delle caratteristiche della superficie terrestre e dell’atmosfera causate dalle variazioni bicentennali della TSI danno origine a successive sequenze di cambi di temperatura che si sommano a quelli precedenti con un effetto di ripetizioni multiple di feedback secondari in un ciclo causa-effetto, anche se la TSI rimane costante per un certo periodo di tempo. Questo porta ad una amplificazione dei cambiamenti climatici di una entità che supera l’influenza delle variazioni bicentennali della sola TSI. Una situazione simile fu osservata alla fine del XX secolo.

Ma il XXI secolo si trova nella situazione opposta, e secondo queste previsioni sprofonderemo in una nuova “piccola glaciazione”. Sarebbe la quinta dell’ultimo millennio, dopo quelle denominate di Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder nel XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof. L’aggettivo “piccola” però non ci deve portare a sottovalutare: le conseguenze sarebbero gravissime, come le mostrano esperienze precedenti, segnate da terribili carestie, epidemie, e mortalità diffusa che decimarono molte popolazioni, e costrinsero ad esodi in massa. I governi dovrebbero fin da ora programmare adeguate misure nel campo della copertura energetica, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell’edilizia, dell’assistenza sanitaria, della produzione agricola che potrebbe essere drasticamente compromessa. Ma niente di tutto questo avviene a causa della distrazione fuorviante del Riscaldamento Globale, a fronte del quale si sperperano invece centinaia di miliardi nella direzione opposta.

http://www.legnostorto.com/index.ph...k=view&id=33945


gubbiomet [ Ven 17 Feb, 2012 13:06 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Ci metto anche questa:


Verso la P.E.G ?

Alla luce dell'attività solare molto ridotta, al parziale rallentamento della corrente del golfo, e su due parametri teleconnettivi, (ENSO-PDO) posso tranquillamente affermare che il pianeta gradualmente sta scivolando verso una nuova P.E.G., non lo avvertiremo dall'oggi al domani, ma ogni anno l'inverno sarà più freddo della norma, l'anticiclone Russo-Siberiano sempre più protagonista come lo era in presenza di altri minimi solari importanti, cito Wolf-Sporer-Maunder-Dalton, è bene che gli stati si attrezzino a fronteggiare quello che sarebbe una novità degli anni 2000, tutte le immagini relative a Babbo Natale che in slitta distribuiva doni ai bambini trainato da renne, non è frutto di immaginazione, ma interpretava il periodo della narrazione della fiaba, 1600-1850, in pieno minimo di MAUNDER.

L'umanità è sopravvissuta agli estremi climatici in periodi in cui non c'era la tecnologia odierna, sopravviverà ancora e meglio oggi, ma per andare incontro ai rigori estremi l'Europa deve organizzarsi per tempo, la nostra società tecnicamente evoluta potrebbe collassare, soprattutto a livello energetico, aumenterebbe la richiesta in inverno di gas e metano, l'invenzione dell'ing Rossi al lavoro negli U.S.A. Per un impianto a fusione fredda( novità di questi giorni) sarebbe una svolta epocale in funzione di richiesta energetica, e a basso costo.

Le tv Europee(di ogni nazione) dovrebbero essere dotate di una tv monotematica, in cui lavorino meteorologi professionisti, non persone in gonnella a leggere un foglio, una tv che per 24h al giorno dia informazioni vere, non fuorvianti come spesso accade con giornalisti non del settore, una tv che sarebbe utile anche in casi di situazioni estreme alluvionali, (vedi Liguria quest'anno) o anche in ondate di calore estive, deleterie, spesse volte anche peggio del freddo per la salute delle persone anziane, una tv che possa segnalare paesi a rischio isolamento da intense nevicate, o da improvvise alluvioni lampo, erroneamente si dice non siamo l'America, ma il nostro è un paese a perenne rischio idrogeologico, non dimentichiamo i morti, anche recenti.

In conclusione una nuova piccola età del freddo per l'Europa, se si è preparati, non si deve temere,
se sono sopravvissuti all'epoca con solo legna per scaldarsi, senza buldozer spalaneve, o a turbina, ritengo lo si possa fare anche negli anni 2000 e meglio.

STEFANO BARTOZZI


snow96 [ Ven 17 Feb, 2012 13:20 ]
Oggetto: Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)
Si, però dopo Wolf-Sporer-Maunder-Dalton, il prossimo minimo mi rifiuto di chiamarlo Habibullo!!! Non è credibile, dai!




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