Tendenza Inverno 25/26 (teleconnessioni) »  Mostra messaggi da    a     

Linea Meteo


Meteocafè - Tendenza Inverno 25/26 (teleconnessioni)



Frasnow [ Mar 04 Nov, 2025 21:24 ]
Oggetto: Tendenza Inverno 25/26 (teleconnessioni)
Il trimestre invernale 2025-26 si presenta complesso e potenzialmente dinamico, con alcuni elementi in contrasto tra loro. La fase attuale mostra una configurazione ancora in evoluzione ma con segnali che lasciano intendere una stagione più articolata di quanto ci si potrebbe aspettare da un semplice “non inverno”.

1. ENSO e Pacifico

L’ENSO si conferma in una fase neutra–negativa, con valori della zona 3.4 prossimi a -0.3/-0.5°C e tendenza verso una debole la niña tra dicembre e gennaio. Questa transizione, unita a una PDO negativa, favorisce un rinforzo della cella di walker e un flusso più teso da ovest sull’oceano Pacifico. In pratica, si creano le condizioni per una cresta d’onda in area pacifica occidentale e per la costruzione di una wave 1 piuttosto efficiente e capace di disturbare la circolazione stratosferica, pur senza eccessi.

2. Indice QBO

La QBO a 30 hPa mostra una chiara fase negativa (easterly) in approfondimento anche a 50 hPa, mentre i piani più bassi (restano ancora debolmente positivi ma in graduale inversione. Questo profilo verticale suggerisce un aumento della propagazione d’onda troposferica e una maggiore possibilità di disturbi stratosferici moderati, specie tra gennaio e febbraio.

3. SOI, PDO e AMO

Il SOI positivo e la PDO negativa rafforzano un pattern west based, che tende a favorire un getto pacifico più zonale e frequenti ondulazioni verso il continente americano. In risposta, l’Atlantico può risentire di un flusso alternato, con possibile costruzione di blocchi in area groenlandese soprattutto nella seconda parte della stagione. L’AMO positiva, invece, tende a bilanciare il quadro e a sostenere un regime mediamente mite sull’Europa occidentale, ma non dominante.

4. SAI e copertura nevosa eurasiatica

Il Snow Advance Index (SAI) di ottobre si mostra sopra la media, con una rapida espansione della copertura nevosa siberiana. Ciò implica un rafforzamento del'anticiclone termico siberiano troposferico e, di conseguenza, un maggior rischio di disturbi d’onda verso la stratosfera a stagione avanzata. È un segnale che spesso anticipa un NAM tendente a valori negativi tra gennaio e febbraio, coerente con la possibilità di un episodio di warming anche consistente.

5. NAM e circolazione stratosferica

Il NAM attuale è negativo a 10 hPa, segno di un vortice polare ancora non strutturato e vulnerabile. Il flusso di calore (EP Flux) mostra una discreta attività in salita dalle medie latitudini, a testimoniare un certo coupling troposfera-stratosfera già in atto. Tutto lascia pensare che tra fine dicembre e metà gennaio si possa avere un disturbo di tipo “minor” o “displacement”, con successiva tendenza a un Weak Vortex o ESE Warm nella fase centrale dell’inverno. In alternativa, un rinforzo prematuro del vortice (ESE Cold) appare meno probabile ma non del tutto escluso.

6. Proiezione termica e barica europea

Il mese di dicembre potrebbe risultare altalenante, con un avvio ancora dominato da un getto forte e un’Europa occidentale in media o leggermente sopra media termica.
Gennaio si presenta come il mese più interessante: con QBO negativa, NAM negativo e possibile rallentamento zonale, il rischio di configurazioni bloccanti sull’Atlantico settentrionale aumenta, aprendo la porta a incursioni fredde anche verso l’Europa centrale e mediterranea.
Febbraio potrebbe rappresentare la fase di massima dinamicità: un indebolimento del vortice stratosferico e il possibile evento di warming potrebbero determinare un ribaltamento circolatorio, con ondate fredde anche intense sul settore europeo orientale e, a tratti, sul Mediterraneo.

Conclusione

La stagione 2025-26 si configura dunque come potenzialmente più dinamica della media, con una prima parte occidentale ancora mite e una seconda fase progressivamente più instabile e fredda. Il rischio di un evento stratosferico significativo resta concreto, anche se la sua intensità e tempistica sono ancora da definire.
In sintesi, un inverno non privo di occasioni fredde, ma più probabile nella parte finale, con fasi di blocco e NAM negativo a favorire un’inversione di pattern a gennaio-febbraio.

Vediamo come andrà quest'anno la giostra, incrociamo le dita


Gab78 [ Mar 04 Nov, 2025 23:22 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Molto approfondito e interessante!


andrea75 [ Mer 05 Nov, 2025 09:27 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Grande France!


Francesco [ Mer 05 Nov, 2025 09:38 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Bravo !!!


Poranese457 [ Mer 05 Nov, 2025 10:41 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Molto interessante Fra, grazie davvero ed a questo punto occhi puntati sulla seconda parte della stagione: statisticamente anche quella più foriera di possibilità freddo/nevose per le nostre lande


MilanoMagik [ Mer 05 Nov, 2025 11:13 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Ottimo riassunto, grazie!


Frasnow [ Mer 05 Nov, 2025 11:35 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Grazie a tutti per aver apprezzato, nonostante statisticamente sappiamo come queste previsioni non abbiano un buon grado di affidabilità per loro natura, ma sto studiando e sto mettendo a punto un modello matematico, che avrà bisogno di qualche anno per perfezionarsi, perchè genera previsioni a lungo termine per l'Italia su input specifici e nel tempo andrà a verificare e correggere gli errori fatti in precedenza. I primi risultati grezzi, con validità molto bassa, sono questi tanto per farvi capire.

img_20251019_wa0008

img_20251019_wa0007

Allo stesso tempo sto procedendo con lo stesso metodo per le previsioni a livello stratosferico.


Adriatic92 [ Mer 05 Nov, 2025 13:41 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Speriamo che almeno la stagione invernale dia i suoi frutti, dopo un'autunno scarno a livello precipitativo e mite ci vorrebbe un buon reset.

Complimenti Francesco per la tua analisi


Frasnow [ Gio 06 Nov, 2025 10:34 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Adriatic92 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Speriamo che almeno la stagione invernale dia i suoi frutti, dopo un'autunno scarno a livello precipitativo e mite ci vorrebbe un buon reset.

Complimenti Francesco per la tua analisi

Che per il momento non viene letto da nessun modello
Grazie Daniel.


In questo inizio novembre il vortice polare stratosferico si presenta in buona salute, ma non “corazzato”. I dati di diagnostica indicano un vortice più forte della media a 10 hPa (venti occidentali sui ~20 / 25 m/s a 60°N), quindi in regime di NAM lievemente positivo, ma senza raggiungere i picchi preoccupanti, al momento.

Nelle prossime 240 ore i principali modelli stratosferici (GFS/GEFS ed ECMWF) mostrano un lento indebolimento del getto in quota: i venti restano sempre westerly ma la curva tende a scendere leggermente. Al tempo stesso il vortice, pur restando in forma, appare più ellittico e decentrato dal Polo, segno che la wave-1 sta già lavorando sul suo bordo, mentre la wave-2 rimane più timida.

ecmwfpv850f240_1762421131_149493
ecmwf10f240_1762421126_669501

Dal punto di vista termico compaiono warming “soft” su uno dei lati del vortice, sufficienti a eroderne un po’ la compattezza ma non abbastanza per parlare di evento di riscaldamento stratosferico vero e proprio. Insomma: un vortice ancora solido, ma che non sta correndo indisturbato come in molte annate iper-zonali.

ecmwfzm_vt_f240_1762421218_252463
ecmwfzm_ep_f240

Nel concreto, entro 10 giorni non ci sono ancora segnali stratosferici in grado di forzare cambi di regime drastici in troposfera su Europa e Italia; la partita resta giocata soprattutto dai pattern a 500 hPa. Tuttavia il fatto che il vortice non sia partito “a razzo” e che già ora mostri qualche segno di indebolimento e di decentramento lascia aperta la porta a scenari più dinamici verso fine novembre / inizio dicembre, se le onde planetarie dovessero intensificarsi.
La stratosfera non ci sta garantendo un inverno gelido, ma di certo non sta impostando un copione blindato alla “zonalità infinita”.
Stiamo entrando in un momento in cui il vortice sembra più vulnerabile e disturbabile del normale, e questo, per chi tifa dinamismo, è già una premessa migliore di molti inverni recenti.


Frasnow [ Sab 08 Nov, 2025 16:10 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Negli ultimi giorni il quadro emisferico si è fatto decisamente interessante, perché sta andando in scena quello che potremmo definire il “primo tempo” di un possibile disturbo serio al vortice polare.

Al momento, in troposfera, i modelli (GFS in primis) vedono per metà novembre un blocco molto forte tra Groenlandia e Polo Nord: a 500 hPa abbiamo anomalie di geopotenziale fortemente positive in area groenlandese/artica e negative su medio Atlantico, Nord America ed Europa settentrionale. Anche il getto a 300 hPa è tutto fuorché lineare: forma una grossa ansa che risale verso la Groenlandia e poi ridiscende sul lato opposto, segno di un wave breaking anticiclonico alle alte latitudini e di una NAO nettamente negativa. Questo è l’evento troposferico chiave: un blocco in piena area polare che “spinge” con forza contro il vortice.

gfsnh_12_150
gfsnh_5_150_1762613414_504940

Dall’altra parte, in stratosfera, il vortice polare era partito discretamente forte, soprattutto in alta quota (1–5 hPa), con venti occidentali ben strutturati e un NAM leggermente positivo. Non eravamo in un ESE–cold, ma comunque in presenza di un VP sano e compatto. Adesso però le sezioni verticali mostrano già qualcosa che prima non c’era: in alta stratosfera, tra 10 e 1 hPa, è comparso un nucleo di anomalie positive sopra la Siberia, cioè una zona di geopotenziale/temperatura sopra media. In altre parole, sta nascendo un anticiclone stratosferico sul lato siberiano, mentre il nucleo più freddo e profondo del vortice si concentra progressivamente sul settore canadese–groenlandese.

40_80_0

Qui è facile confondersi. Il blocco che genera l’onda lo vediamo sopra la Groenlandia, ma il warming stratosferico più evidente appare sopra la Siberia. È normale. La wave 1 in questo caso è un'unica grossa “cresta” alle alte latitudini e un unico “cavo” sul lato opposto. La sorgente dell’onda è il blocco groenlandese (troposfera), ma man mano che l’onda sale di quota il massimo di risposta in strato può spostarsi di longitudine, e in questo run il modello lo colloca soprattutto sul comparto siberiano. Quindi, blocco e NAO- in area Groenlandese = parte il disturbo T→S, anticiclone/riscaldamento in strato in area siberiana = risposta S.

Guardando più avanti, intorno a 15 giorni, questa struttura in stratosfera viene rinforzata: il lobo rosso sopra Siberia–Est Asia diventa molto più intenso e si allarga lungo la colonna, mentre il vortice viene spinto e approfondito sul lato canadese–groenlandese. Questo è esattamente il tipo di assetto che porta a un rallentamento netto dei venti a 10 hPa 60°N: da vortice moderatamente forte passiamo a un vortice decisamente indebolito per il periodo, pur senza avere (almeno per ora) un vero e proprio SSW ufficiale.

40_80_15
2025110806_anom

Si evince allora che siamo quindi in una fase in cui:

la troposfera ha messo in piedi un blocco importante alle alte latitudini (Groenlandia/Artico) che genera una wave 1 molto energica. Questa onda sta risalendo verso la stratosfera (T→S) e in alta quota si traduce in un anticiclone caldo in area siberiana e in un vortice più schiacciato sul lato canadese.

I modelli ipotizzano, nelle prossime settimane, un rallentamento marcato del vortice e un VP molto meno “cattivo” rispetto alla climatologia di fine novembre.

Quello che non possiamo ancora dare per certo è il passo successivo, cioè la fase S→T. Per parlare di vero TST event servirebbe vedere il segnale stratosferico (NAM negativo, indebolimento del vortice) che scende gradualmente verso i piani bassi e va a condizionare in modo chiaro AO/NAO e pattern a 500 hPa per qualche settimana. Al momento abbiamo un setup che può portare a questo, ma la risposta della troposfera nelle settimane successive è ancora da verificare.

Per l’Europa e per l’Italia questo cosa significa, molto terra terra? In breve, mentre il blocco groenlandese si organizza, avremo ancora una circolazione piuttosto dinamica. Getto ondulato, NAO negativa, affondi perturbati alternati a rimonte più miti. L’Italia rimane in un contesto di mitezza relativa ma con passaggi instabili, soprattutto al Nord e sui versanti più esposti alla circolazione atlantica. Andando verso la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre, se il vortice in strato si indebolirà davvero come mostrano adesso i modelli, aumenterà la probabilità di pattern più ondulati e di episodi più freddi e instabili su Nord e Centro Europa, con qualche finestra potenzialmente più invernale anche per il Mediterraneo e per il nostro Paese. Non è una promessa di gelo assicurato, ma è sicuramente un contesto molto più interessante di un VP blindato e di uno zonale sparato per tutta la colonna.

ecmwf_0_204
gfs_0_204_1762614205_298421

In sintesi:
stiamo passando da un vortice polare in buona salute ma “normale” a un vortice che, complice il blocco groenlandese e la wave 1, mostra segnali concreti di indebolimento precoce. La troposfera ha già lanciato il sasso, la stratosfera sta iniziando a reagire e nelle prossime settimane capiremo se questo disturbo riuscirà anche a tornare indietro e a lasciare un’impronta più duratura sulle sorti di questa prima parte invernale.


and1966 [ Sab 08 Nov, 2025 17:21 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Lavoro davvero lodevole. Complimenti.

Che dire, speriamo in qualche chance invernale!!


Caldonevone [ Sab 08 Nov, 2025 18:11 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Negli ultimi giorni il quadro emisferico si è fatto decisamente interessante, perché sta andando in scena quello che potremmo definire il “primo tempo” di un possibile disturbo serio al vortice polare.

Al momento, in troposfera, i modelli (GFS in primis) vedono per metà novembre un blocco molto forte tra Groenlandia e Polo Nord: a 500 hPa abbiamo anomalie di geopotenziale fortemente positive in area groenlandese/artica e negative su medio Atlantico, Nord America ed Europa settentrionale. Anche il getto a 300 hPa è tutto fuorché lineare: forma una grossa ansa che risale verso la Groenlandia e poi ridiscende sul lato opposto, segno di un wave breaking anticiclonico alle alte latitudini e di una NAO nettamente negativa. Questo è l’evento troposferico chiave: un blocco in piena area polare che “spinge” con forza contro il vortice.

gfsnh_12_150
gfsnh_5_150_1762613414_504940

Dall’altra parte, in stratosfera, il vortice polare era partito discretamente forte, soprattutto in alta quota (1–5 hPa), con venti occidentali ben strutturati e un NAM leggermente positivo. Non eravamo in un ESE–cold, ma comunque in presenza di un VP sano e compatto. Adesso però le sezioni verticali mostrano già qualcosa che prima non c’era: in alta stratosfera, tra 10 e 1 hPa, è comparso un nucleo di anomalie positive sopra la Siberia, cioè una zona di geopotenziale/temperatura sopra media. In altre parole, sta nascendo un anticiclone stratosferico sul lato siberiano, mentre il nucleo più freddo e profondo del vortice si concentra progressivamente sul settore canadese–groenlandese.

40_80_0

Qui è facile confondersi. Il blocco che genera l’onda lo vediamo sopra la Groenlandia, ma il warming stratosferico più evidente appare sopra la Siberia. È normale. La wave 1 in questo caso è un'unica grossa “cresta” alle alte latitudini e un unico “cavo” sul lato opposto. La sorgente dell’onda è il blocco groenlandese (troposfera), ma man mano che l’onda sale di quota il massimo di risposta in strato può spostarsi di longitudine, e in questo run il modello lo colloca soprattutto sul comparto siberiano. Quindi, blocco e NAO- in area Groenlandese = parte il disturbo T→S, anticiclone/riscaldamento in strato in area siberiana = risposta S.

Guardando più avanti, intorno a 15 giorni, questa struttura in stratosfera viene rinforzata: il lobo rosso sopra Siberia–Est Asia diventa molto più intenso e si allarga lungo la colonna, mentre il vortice viene spinto e approfondito sul lato canadese–groenlandese. Questo è esattamente il tipo di assetto che porta a un rallentamento netto dei venti a 10 hPa 60°N: da vortice moderatamente forte passiamo a un vortice decisamente indebolito per il periodo, pur senza avere (almeno per ora) un vero e proprio SSW ufficiale.

40_80_15
2025110806_anom

Si evince allora che siamo quindi in una fase in cui:

la troposfera ha messo in piedi un blocco importante alle alte latitudini (Groenlandia/Artico) che genera una wave 1 molto energica. Questa onda sta risalendo verso la stratosfera (T→S) e in alta quota si traduce in un anticiclone caldo in area siberiana e in un vortice più schiacciato sul lato canadese.

I modelli ipotizzano, nelle prossime settimane, un rallentamento marcato del vortice e un VP molto meno “cattivo” rispetto alla climatologia di fine novembre.

Quello che non possiamo ancora dare per certo è il passo successivo, cioè la fase S→T. Per parlare di vero TST event servirebbe vedere il segnale stratosferico (NAM negativo, indebolimento del vortice) che scende gradualmente verso i piani bassi e va a condizionare in modo chiaro AO/NAO e pattern a 500 hPa per qualche settimana. Al momento abbiamo un setup che può portare a questo, ma la risposta della troposfera nelle settimane successive è ancora da verificare.

Per l’Europa e per l’Italia questo cosa significa, molto terra terra? In breve, mentre il blocco groenlandese si organizza, avremo ancora una circolazione piuttosto dinamica. Getto ondulato, NAO negativa, affondi perturbati alternati a rimonte più miti. L’Italia rimane in un contesto di mitezza relativa ma con passaggi instabili, soprattutto al Nord e sui versanti più esposti alla circolazione atlantica. Andando verso la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre, se il vortice in strato si indebolirà davvero come mostrano adesso i modelli, aumenterà la probabilità di pattern più ondulati e di episodi più freddi e instabili su Nord e Centro Europa, con qualche finestra potenzialmente più invernale anche per il Mediterraneo e per il nostro Paese. Non è una promessa di gelo assicurato, ma è sicuramente un contesto molto più interessante di un VP blindato e di uno zonale sparato per tutta la colonna.

ecmwf_0_204
gfs_0_204_1762614205_298421

In sintesi:
stiamo passando da un vortice polare in buona salute ma “normale” a un vortice che, complice il blocco groenlandese e la wave 1, mostra segnali concreti di indebolimento precoce. La troposfera ha già lanciato il sasso, la stratosfera sta iniziando a reagire e nelle prossime settimane capiremo se questo disturbo riuscirà anche a tornare indietro e a lasciare un’impronta più duratura sulle sorti di questa prima parte invernale.
Belle analisi! Una curiosità mia...ho notato un balzo qualitativo dei tuoi interventi sul forum. Giorni fa hai anche scritto di un modello matematico che hai ideato...ma stai studiando o hai studiato nel settore oppure stai lavorando in materie fisiche/meteorologiche...o è tutta roba amatoriale quella che descrivi?


Frasnow [ Sab 08 Nov, 2025 19:22 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Caldonevone ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Belle analisi! Una curiosità mia...ho notato un balzo qualitativo dei tuoi interventi sul forum. Giorni fa hai anche scritto di un modello matematico che hai ideato...ma stai studiando o hai studiato nel settore oppure stai lavorando in materie fisiche/meteorologiche...o è tutta roba amatoriale quella che descrivi?

Diciamo che da marzo di quest’anno, quel poco tempo libero che ho a disposizione lo sto concentrando quasi unicamente su questa materia.
Mi hanno sempre affascinato e incantato le dinamiche che muovono, in particolar modo, la vita della stratosfera e quindi ho deciso di studiare a livello amatoriale, ma con approfondimenti anche in ambito di meccanica dei fluidi, termodinamica, ecc, questo pezzo di atmosfera che a mio avviso ha tanto ancora da dirci.
Queste nozioni mi stanno permettendo di comprendere e divulgare quanto meglio possibile concetti che non sono semplici da contestualizzare nello spazio e nel tempo.
Sono alle prime armi, ma con tanta voglia di imparare, e questo porta poi a quelli che sono i progetti che ho in mente – di non semplice realizzazione – come un LAM specifico per l’Umbria e un modello “automatizzato” per quantificare globalmente lo stato e l’interazione tra troposfera e stratosfera, fornendo poi un risultato che possa indicare come e dove l’atmosfera si sta dirigendo su scala macro.


MilanoMagik [ Sab 08 Nov, 2025 21:12 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Frasnow ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Diciamo che da marzo di quest’anno, quel poco tempo libero che ho a disposizione lo sto concentrando quasi unicamente su questa materia.
Mi hanno sempre affascinato e incantato le dinamiche che muovono, in particolar modo, la vita della stratosfera e quindi ho deciso di studiare a livello amatoriale, ma con approfondimenti anche in ambito di meccanica dei fluidi, termodinamica, ecc, questo pezzo di atmosfera che a mio avviso ha tanto ancora da dirci.
Queste nozioni mi stanno permettendo di comprendere e divulgare quanto meglio possibile concetti che non sono semplici da contestualizzare nello spazio e nel tempo.
Sono alle prime armi, ma con tanta voglia di imparare, e questo porta poi a quelli che sono i progetti che ho in mente – di non semplice realizzazione – come un LAM specifico per l’Umbria e un modello “automatizzato” per quantificare globalmente lo stato e l’interazione tra troposfera e stratosfera, fornendo poi un risultato che possa indicare come e dove l’atmosfera si sta dirigendo su scala macro.


Da queste parole si capisce che la tua passione è più che genuina, complimenti per la sfida!


andrea75 [ Sab 08 Nov, 2025 22:24 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Bravo Fra, complimenti!


Frasnow [ Sab 15 Nov, 2025 17:01 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Siamo al giro di boa del mese di novembre con un vortice polare stratosferico che non è mai diventato davvero forte e compatto come in altre annate, e che adesso sta andando incontro a un disturbo molto precoce e potenzialmente pesante tra fine mese e inizio dicembre. Non è il classico VP “piantato” sul Polo che ci distrugge l’inverno.

In quota, a 10 hPa, il vortice c’è, ruota ancora da ovest (movimento zonale), ma i venti medi a 60°N sono su valori solo moderati, non da “bestia in forma”. Le previsioni dei principali modelli (ECMWF in testa) per le prossime settimane mostrano un calo deciso di questa corrente: man mano che entriamo nell’ultima decade di novembre il VP si indebolisce sempre di più e, in alcuni scenari, il vento a 10 hPa arriva addirittura a sfiorare lo zero o andare in negativo, cioè a girare da est. Questo è il parametro che, se si realizza e permane per giorni, definisce un vero SSW (evento di riscaldamento stratosferico “major”). Non è ancora certo al 100%, ci sono ensemble più estremi e altri più prudenti, ma il segnale di un forte warming precoce ormai è chiaro.

20251114200254_294d5f30eaf95a8d70e4bb792a4471d9b37cd708

screenshot_2025_11_15_163513

Questo indebolimento non arriva dal nulla, tra Pacifico / Alaska i modelli vedono risalire un grosso anticiclone stratosferico con aria molto più calda rispetto alla media. In pratica, è come se una bolla calda e alta di geopotenziale entrasse nel “territorio” del vortice e lo schiacciasse dall’alto, stirandolo e spingendolo dall’altra parte del globo. È il classico schema da “Canadian warming”: il VP si allunga, perde simmetria, viene spostato fuori dal Polo e rischia, se il colpo è abbastanza forte, di rompersi o di collassare del tutto.

gfs_2025111506_10_0_1

gfs_2025111506_10_0

Nel frattempo, sotto non è che l’atmosfera faccia finta di niente. Guardando gli indici troposferici, abbiamo già da giorni una AO tendenzialmente negativa insieme alla NAO, con mappe a 500 hPa che mostrano spesso alta pressione e geopotenziali sopra media in area Groenlandia/Artico. Quindi la colonna, dall’alto verso il basso, si sta già muovendo nella stessa direzione: vortice che fatica a chiudersi in strato, blocchi alle alte latitudini e indici che non sono certo da “zonalità sparata”.

animohm6

Aggiungiamo poi che l'ENSO è in Niña debole: l’oceano tropicale è più freddo della media e le proiezioni dicono che questa Niña, pur non forte, dovrebbe restare il segnale dominante per il trimestre invernale. In più, in stratosfera bassa abbiamo una QBO in fase orientale (venti medi da est in quota sopra l’equatore). Questa coppia, Niña debole + QBO easterly, è una combinazione che storicamente rende il vortice polare più vulnerabile, perché facilita la salita delle onde planetarie dalla troposfera verso la stratosfera. Tradotto: è più facile che il VP venga disturbato e più difficile che rimanga mesi chiuso e compatto.

screenshot_2025_11_15_162939
screenshot_2025_11_15_165807

A questo aggiungiamo due ingredienti che spesso passano sotto traccia ma contano: neve siberiana e ghiaccio artico. Quest’anno il manto nevoso sull’Eurasia è partito abbastanza bene in molte zone, e il ghiaccio artico, soprattutto sul lato Atlantico, è ancora sotto la media di lungo periodo. Questo tipo di configurazione, per come si è visto in diversi studi, tende a favorire ancora di più blocchi alle alte latitudini (Urali, Scandinavia, Groenlandia) e un VP meno saldo. Non è una formula magica, ma sono tutti tasselli che vanno nella stessa direzione.

Quello che probabilmente potrà succedere, quindi, è questo: la troposfera continuerà a mandare energia d’onda verso l’alto (onde planetarie forti in risalita dal Pacifico e dall’Atlantico), questa energia verrà assorbita in alta stratosfera tra 10 e 30 hPa, rallentando ulteriormente il vortice e generando il riscaldamento di fine novembre. Se questo disturbo sarà abbastanza forte e soprattutto abbastanza duraturo, l’anomalia non rimarrà confinata solo in alto, ma tenderà a scendere di quota: prima 30 hPa, poi 50–70 hPa e infine intorno alla tropopausa. È il famoso “coupling” strato–tropo: quello che succede in alto si trasmette verso il basso nell’arco di una decina–ventina di giorni.

Quando il segnale arriva in basso, la troposfera di solito reagisce con schemi tipo:

AO negativa,

NAO negativa o comunque non stabilmente positiva,

blocchi alle alte latitudini (Artico, Groenlandia, a volte Scandinavia),

getto più ondulato, con maggiori probabilità che aria fredda scenda dalle alte latitudini verso le medie (Nord America, Europa, Asia).

Non vuol dire che “dopo un SSW nevica sicuro su casa mia”, perché entra in gioco tutta la parte di dettaglio (posizione dei blocchi, risposta dell’Atlantico, MJO, ecc.), però la probabilità di fasi fredde nelle settimane successive aumenta in modo evidente, soprattutto su Nord America e Nord/centro Europa.

Per dicembre, vista la tempistica, il ragionamento è questo: se il warming di fine novembre va davvero in porto e il vortice, anche solo senza Major formale, esce da quella fase molto indebolito, il periodo più “sensibile” per una risposta troposferica sarà dalla seconda/terza settimana di dicembre in poi. Non mi aspetto un unico pattern fisso, ma una maggiore tendenza a vedere:

blocchi su Artico/Groenlandia che ogni tanto si ripropongono,

ondate fredde più frequenti su Nord e parte del Centro Europa,

un Medio–Basso Atlantico che può entrare in gioco, di volta in volta, con saccature che riescono o meno a sfondare verso il Mediterraneo.

Per l’Italia in particolare, il discorso è sempre lo stesso: non c’è mai la garanzia, ma un vortice così debole, in un contesto di Niña debole e QBO-E, sposta le probabilità. Invece del “copione” degli ultimi anni con VP super forte, AO/NAO spesso positive e alta pressione sparata su Europa occidentale, abbiamo un inverno che parte con un vortice fragile, già disturbato, e con un disturbo importante proprio all’inizio della stagione. Questo aumenta le chance che, nel corso di dicembre, si aprano più spesso finestre favorevoli per irruzioni fredde anche verso il Mediterraneo, intervallate ovviamente da fasi più miti quando il blocco si posiziona male per noi.

In sintesi, possiamo riussumerla così:
– vortice stratosferico debole e sotto pressione, con un warming precoce in arrivo tra fine novembre e inizio dicembre;
– contesto di fondo (Niña debole, QBO orientale, neve siberiana, ghiaccio artico) che rema contro un VP forte e compatto;
– AO/NAO già impostate verso il negativo con blocchi artici ben presenti.

Non è scritto da nessuna parte che da questo debba uscire “l’inverno del secolo”, ma di sicuro non è nemmeno lo schema degli inverni piatti e zonali con vortice chiuso a chiave sul Polo. È un assetto che, almeno sulla carta, rende l’inizio dell’inverno molto più interessante e potenzialmente freddo rispetto alla media degli ultimi anni, con la stratosfera che stavolta potrebbe giocare un ruolo vero già da subito, e non solo a stagione quasi finita.


gianpa [ Sab 15 Nov, 2025 17:16 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
chiaro anche per me che sono totalmente inesperto.
Speriamo che la tua tesi tenga e ci regali un bel Natale coi fiocchi


Frosty [ Sab 15 Nov, 2025 17:21 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Spettacolo.... grazie di tutto! É un piacere leggerti e spero che altri contribuiscano a questa stupenda discussione! Paolo ci sei.....


enniometeo [ Sab 15 Nov, 2025 17:34 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Complimenti!

Speriamo di divertirci a Dicembre


Caldonevone [ Sab 15 Nov, 2025 18:29 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Ti faccio i complimenti Frasnow, per la crescita che hai fatto a livello di nozioni e cultura in materia. Tra l'altro hai spiegato benissimo il tutto. Certo, parli di probabilità maggiori e sicuramente sarà così...unica cosa è che troppe volte negli anni ho visto tali indici e letto tali informazioni ma poi gli inverni hanno fatto pena su larga scala e non solo in Italia. Speriamo sto giro sia la volta buona, almeno per configurazioni invernali, contemplando sempre che il riscaldamento è un ingrediente ad oggi fisso.


Frasnow [ Sab 15 Nov, 2025 21:17 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Caldonevone ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ti faccio i complimenti Frasnow, per la crescita che hai fatto a livello di nozioni e cultura in materia. Tra l'altro hai spiegato benissimo il tutto. Certo, parli di probabilità maggiori e sicuramente sarà così...unica cosa è che troppe volte negli anni ho visto tali indici e letto tali informazioni ma poi gli inverni hanno fatto pena su larga scala e non solo in Italia. Speriamo sto giro sia la volta buona, almeno per configurazioni invernali, contemplando sempre che il riscaldamento è un ingrediente ad oggi fisso.

Grazie a tutti, troppo buoni.

Ti rispondo dicendoti che, troppo spesso, perdiamo di vista che quello che accade in stratosfera è quasi sempre diretta conseguenza di ciò che accade più in basso.
La porzione di stratosfera che sovrasta la zona artica, d'inverno, è quasi priva di irradiazione solare diretta, ma continua a perdere calore per irraggiamento infrarosso verso lo spazio, ed è questo sbilanciamento (poco che entra, tanto che esce) che porta al raffreddamento radiativo e al rafforzamento del VP in assenza di una eventuale forte attività d’onda proveniente dalla troposfera. Viene da sè, quindi, che la stratosfera è fisicamente “portata” a raffreddarsi e questo comportamento è ulteriormente accentuato dall’aumento dei gas serra e in particolare della CO2, che rende più efficiente la perdita di calore verso lo spazio e sposta il clima medio della strato su valori un po’ più freddi rispetto al passato.

Questo significa che, di base, la troposfera deve generare sollecitazioni maggiori (onde di Rossby) per cercare di invertire questo trend, cosa che negli ultimi anni le riesce sempre meno per una combinazione di fattori. Fasi di ENSO/QBO e pattern di SST/ghiaccio spesso favorevoli a un getto più teso e zonale, meno ondulato, e quindi con wave–driving verso il polo più debole. In più, un VP che parte già freddo e forte di suo fa da vero e proprio filtro visto che i venti molto intensi in strato rendono più difficile alle onde salire fino al cuore del vortice e mandarlo KO, per cui serve una botta d’onda molto più grossa rispetto a un vortice più debole.

Purtroppo gli inverni di oggi sono mediamente più caldi, asciutti e meno nevosi perché è cambiato il fondo scala del sistema. La troposfera e gli oceani si sono scaldati, la neve e il ghiaccio sono in media meno estesi/persistenti e i pattern di circolazione tendono più spesso a favorire HP e storm–track alte di latitudine. Il freddo vero può ancora arrivare, ma parte da masse d’aria meno gelide, ha meno serbatoi nevosi su cui appoggiarsi e deve riuscire a incastrarsi con una dinamica troposferica che, rispetto al passato, è meno generosa nel costruire saccature fredde e ciclogenesi sul Mediterraneo. Il risultato pratico è, meno giorni sottozero, meno neve a bassa quota e più fasi invernali vissute sotto anticicloni miti o pioggia con quota neve alta.

Detto questo, non è che se la stratosfera si fa i fatti suoi allora l’inverno è automaticamente morto. La troposfera resta il motore principale e può comunque organizzare blocchi, retrogressioni e irruzioni fredde anche senza il regalino di un SSW ben fatto. La strato, quando va in NAM fortemente positivo o negativo, non decide da sola se farà freddo o caldo, ma sposta le probabilità di fondo. Con VP forte è più facile avere AO/NAO positive e circolazioni più zonali, con VP disturbato aumentano le probabilità di scambi meridiani e blocchi alle alte latitudini. Poi, come sempre, dove andrà a posizionarsi il freddo concreto (USA, Asia, Europa, Mediterraneo) lo decide la troposfera, giorno per giorno.


enniometeo [ Lun 24 Nov, 2025 16:31 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
MJO sembra molto buona...giusto?

screenshot_2025_11_24_16_24_06_726_com_twitter_android_edit


neveneve [ Gio 27 Nov, 2025 18:08 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Ci aspetta una bella.fase zonale?


Frosty [ Gio 27 Nov, 2025 19:27 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
Ma chi comanda la troposfera o la stratosfera? E quanto influisce la stratosfera per l inverno? É una domanda che mi chiedo da tanto tempo e ne ho letto tante ! Di quello che ho capito é la troposfera che comanda infischiandosene della stratosfera se viaggia a mille ! Scusate la base meteo


Frosty [ Gio 27 Nov, 2025 19:29 ]
Oggetto: Re: Tendenza Inverno 25/26
neveneve ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ci aspetta una bella.fase zonale?
sembra proprio di sì anche se le temperature non saliranno di molto sulle medie stagionali ! Di quello che ho capito




Powered by Icy Phoenix