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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#481  marvel Sab 26 Nov, 2011 18:39

"Se la Terra si surriscalda colpa del Sole: l’uomo non c’entra"
Nicola Scafetta, "cervello" emigrato negli Usa è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sulle temperature planetarie fino al 2100. Il Protocollo di Kyoto? Carta straccia. Non è vero che il riscaldamento globale sia provocato per il 92,5% dai gas serra

Come smascherare la più colossale bufala del secondo millennio (anche del terzo) e vivere tutti felici e contenti. L’Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, il foro intergovernativo sul mutamento climatico istituito dalle Nazioni Unite allo scopo di studiare il riscaldamento globale del pianeta, non avrebbe capito nulla. E pensare che nel 2007 gli hanno pure conferito il premio Nobel...

I rapporti di valutazione periodicamente diffusi dall’Ipcc, che sono alla base di accordi internazionali come la Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici e il mitico Protocollo di Kyoto, sarebbero carta straccia, più o meno.
L’Ipcc ritiene che il riscaldamento globale della Terra vada attribuito per il 92,5% ai gas serra prodotti dall’uomo, in primis all’anidride carbonica, e per il 7,5% al Sole. Tutto sbagliato. Semmai sembrerebbe vero il contrario: è il Sole che modifica il clima e surriscalda il pianeta, non l’anidride carbonica e le schifezze emesse dai veicoli e dalle industrie, che incidono sull’innalzamento delle temperature in misura marginale. Quindi la pretesa del Protocollo di Kyoto di abbassare del 5% entro il 2012 i valori di anidride carbonica rispetto alle emissioni che si registravano nel 1990, con la speranza che le colonnine di mercurio dei termometri si comportino di conseguenza, non è soltanto ardua: è soprattutto inutile. Perché il Sole se ne impipa altamente delle umane decisioni.

scafetta

A dirlo è il professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta, che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero», anche se non gli piace essere chiamato così: «Non mi sento per niente un fuggitivo. Espatriare allo scopo di confrontarsi a livello internazionale è quasi un dovere per chiunque voglia fare scienza in modo serio».
Alcuni osservatori ritengono che Scafetta possa legittimamente aspirare a diventare premio Nobel per la fisica nel 2035. Per capire il motivo del lusinghiero pronostico, basta leggere la presentazione del suo lavoro fatta dall’Us Environmental protection agency: lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Ma già dal 2035 si potrà dire se si saranno comportate o no «alla Scafetta». E, in caso affermativo, sarà stato il nostro connazionale ad aver indicato a tutti come affrontare un problema altrimenti inintellegibile. Finora gli studiosi mondiali si sono accontentati di presentarci in proposito soltanto «scenari», che stanno alla scienza quanto i «se» stanno alla storia. Ma, come la storia non si fa con i «se», così la scienza non si fa con gli «scenari».
In parole semplici, di cosa s’è occupato?
«Ho simulato sistemi fisiologici per la diagnosi di ipossia e iperossia in pazienti a rischio».
Che c’entrano la diminuita e l’aumentata concentrazione di ossigeno nei tessuti del corpo umano? Pensavo che lei s’occupasse di clima.
«Anche. In realtà mi occupo di applicare modelli statistici a sistemi complessi non lineari, come quello che ho appena detto o come, appunto, le influenze del Sole, più precisamente dell’intero sistema solare, sul clima terrestre».
Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lei invece sostiene che è l’intero sistema solare, ho afferrato bene?
«A teorizzare che l’uomo governa il clima, e a essere stato insignito del premio Nobel per tale teoria, è l’Intergovernmental panel on climate change. Ma si ricordi che fu, quello dato all’Ipcc, un Nobel per la pace, non per la scienza. Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Cioè di anidride carbonica. E invece lei non crede a questo rischio?
«La Terra in passato, nel periodo cosiddetto Cambriano, 500 milioni d’anni fa, ha avuto già occasione di raggiungere questo presunto punto di non ritorno, quando la concentrazione di CO2 fu non 1,2 volte superiore ai livelli pre-industriali, com’è oggi, bensì 20 volte, diconsi 20, più elevata. Purtroppo l’umanità non misura gli eventi col metro della storia, in questo caso preistoria, ma con quello della cronaca. Senza rendersi conto che un secolo o due secoli sono niente, sul calendario del tempo. E gli eventi climatici seguono il calendario del tempo».
Com’è che all’Ipcc sono giunti alle loro conclusioni, a suo avviso avventate per non dire totalmente sballate?
«Fondandosi su modelli climatici chiamati General circulation models, che sono stati poi usati per fare proiezioni nel corso del XXI secolo, assumendo diversi scenari possibili. Questi modelli furono sviluppati prima del 2004, quando si credeva che la temperatura del pianeta fosse rimasta quasi costante nei mille anni precedenti all’era industriale. La credenza ebbe origine da un’analisi statistica effettuata nel 1998 da uno studioso, Michael Mann. Oggi sappiamo che è completamente errata. Inoltre, i cambiamenti climatici sono fortemente condizionati dalle nuvole, dal vapore acqueo, che è in assoluto il principale gas serra, e dalle correnti oceaniche, e i modelli attuali non tengono correttamente conto di questi contributi. I modelli hanno predetto un riscaldamento continuo della Terra in concomitanza con una continua crescita di CO2 durante gli ultimi dieci anni, ma questo riscaldamento non s’è avuto né negli anni dal 1940 al 1975, cioè in pieno boom industriale, né negli ultimi otto anni: in entrambi i periodi s’è osservato un raffreddamento del clima, non un riscaldamento. Inspiegabile, non trova?».
Trovo.
«E se si usano i modelli all’incontrario, cioè per “predire” il passato, essi non riproducono il forte riscaldamento occorso negli anni dal 1910 al 1940. Infine, i modelli che ho citato predicono un riscaldamento piuttosto vistoso nella media e alta troposfera, a circa 10 chilometri sopra l’equatore, ove invece le misurazioni satellitari degli ultimi trent’anni registrano un rinfrescamento».
Ha dell’altro da dire contro questi modelli?
«Be’, sì. Numerosi dettagli suggeriscono che essi non riproducono le oscillazioni viste per decenni nei dati della temperatura. E sistematicamente sottostimano gli effetti dei cicli solari sul clima».
Siamo giunti al cuore della questione: il Sole. Don Ferrante nei Promessi sposi incolpa le stelle dell’epidemia di peste. Lei invece attribuisce alla stella più vicina alla Terra il surriscaldamento del pianeta.
«Già. La domanda che una persona sensata dovrebbe porsi è: che cosa ha causato il riscaldamento della Terra nel trentennio 1910-1940, quando le emissioni di gas serra provocate dall’uomo erano pressoché irrilevanti? E scoprirebbe così che quello fu un periodo di forte crescita dell’attività solare, al pari del ciclo di circa tre secoli noto ai geologi come “periodo caldo medievale”. Mentre un periodo di scarsa attività solare, chiamato dagli astronomi “minimo di Maunder”, fu quello dei tre secoli attorno al 1600, noto ai geologi come “piccola era glaciale”».

Lei s’è posto la domanda.
«Sì. Ma ho seguito un approccio completamente diverso dall’Ipcc per rispondermi».
Mi spieghi questo approccio.
«Ci provo. Vede, i modelli dell’Ipcc, nel tentativo di contemplare la massima quantità di informazioni possibili, hanno incluso un numero enorme di parametri. Ma con un numero enorme di parametri liberi si può ottenere qualunque risultato. Il grande matematico John von Neumann usava dire: “Datemi 4 parametri e vi simulo al calcolatore un elefante; datemene 5 e gli faccio muovere la proboscide”. I modelli climatici, sebbene contengano centinaia di parametri, o forse proprio per questo, simulano malissimo la realtà. Io ho usato un criterio che chiamerei fenomenologico. Sono partito direttamente dai dati reali sul clima disponibili sin dal 1850 e ne ho fatto una dettagliata analisi statistica».
L’esito dell’analisi qual è stato?
«Ho potuto notare la presenza di cicli: i più importanti sono un ciclo di 60 anni e uno di 20. Quindi mi sono domandato quale fosse la loro origine, e credo di aver trovato la risposta. I cicli di 60 e 20 anni sono due cicli naturali, che influenzano tutto il sistema solare: il periodo sinodico di Giove e Saturno, precisamente 20 anni, e il periodo dell’orbita combinata di Giove e Saturno, precisamente 60 anni. Giove e Saturno col loro movimento intorno al Sole producono onde gravitazionali e magnetiche, che investono tutto il sistema solare e fanno letteralmente “ballare” anche il Sole e la Terra: i due maggiori periodi di queste onde sono proprio 20 e 60 anni. Ma forse un paragone tra il mio approccio e quello dei grossi modelli adottati dall’Ipcc può farle meglio capire lo spirito dell’analisi che ho condotto».
Sentiamo.
«Immagini che io voglia prevedere i suoi movimenti quotidiani per i prossimi giorni. Potrei cercare di costruire un modello che contenga decine di parametri liberi: lo stato di salute suo e dei suoi familiari, il traffico, le condizioni meteorologiche, i suoi interessi, il suo lavoro, eccetera, e usare quindi il modello per prevedere i suoi movimenti futuri in rapporto al variare dei parametri, cioè al variare degli scenari. Oppure potrei fare diversamente: studiare i suoi effettivi movimenti degli ultimi 100 giorni, analizzarli statisticamente in modo da enucleare gli elementi di ripetibilità che mi consentano di “prevedere” i suoi movimenti degli ultimi 1.000 giorni. Poi, se la “previsione” eseguita sul passato riproduce accuratamente questo stesso passato, ecco che allora posso usare il modello per avanzare una previsione vera sul futuro. Io ho fatto appunto così. Un mio modello si basa unicamente sul Sole: utilizza due informazioni statistiche presenti nella temperatura degli ultimi 30 anni e degli ultimi 150 anni, e ricostruisce più di 400 anni di clima. Un altro mio modello si basa sui pianeti: usa le informazioni degli ultimi 75 anni e riproduce i precedenti 75 anni».
Risultato?
«In entrambi i casi l’accuratezza delle “previsioni” sul passato è sbalorditiva. Ho quindi usato i miei modelli per fare previsioni da qui al 2100. Il punto centrale è che l’analisi da me fatta evidenzia che almeno il 60% del riscaldamento del clima terrestre osservato sin dal 1975 è causato dalle attività del Sole e degli altri pianeti. E, se così è, dovremmo attenderci un raffreddamento fino agli anni Trenta di questo secolo. Bisognerebbe pubblicare sul Giornale il grafico che ho disegnato al riguardo».
Manca lo spazio. Al massimo può esibirlo al fotografo che deve farle il ritratto, così lo vedranno anche i lettori.
«Il grafico mostra un tracciato rosso indicante la temperatura globale registrata dal 1850 in poi e le previsioni da qui al 2100 basate sul mio modello planetario. Per il futuro sono indicate con curve nere due diverse ipotesi: quella in cui la temperatura mantenga l’attuale fase di crescita e quella in cui la componente secolare dell’attività solare dovesse per qualche ragione ridursi, come peraltro altre considerazioni fanno presumere. Il futuro previsto da me appare ben diverso dalle proiezioni catastrofiche dell’Ipcc, rappresentate dalla curva tratteggiata in azzurro».
C’è nella comunità scientifica qualche altro studioso convinto che non siano le attività umane a governare il clima?
«Ne esistono moltissimi. Faccio parte di un comitato non governativo, l’Nipcc, Nongovernmental international panel on climate change, che ha prodotto quest’anno un corposo rapporto, il Climate change reconsidered, il quale è giunto alla conclusione che è la natura, e non l’uomo, a governare il clima. Questa conclusione è stata fatta propria da oltre 31.000 scienziati americani».
Insomma, dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica sì o no?
«La CO2, pur non essendo inquinante, è un gas serra e quindi influenza il clima. Ma attenzione: anche pochi centesimi di euro sono denaro e influenzano la nostra ricchezza. Il punto è che la CO2 antropogenica, cioè prodotta dall’uomo, non ha sul clima quell’influenza squassante e conclamata che ci vorrebbe far credere l’Ipcc. La CO2 è una molecola indispensabile per la fotosintesi clorofilliana che fa vivere tutte le piante. Maggiore CO2 significa quindi più vegetazione rigogliosa, più raccolti, più cibo per uomini e animali. Meglio cercare di adattarsi ai cambiamenti climatici piuttosto che tentare di governarli. Il clima è veramente un gigante di proporzioni impensabili. Fa quello che vuole, ci schiaccia quando vuole e come vuole».
(471. Continua)
http://www.ilgiornale.it/interni/se...ge=0-comments=1
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#482  snow96 Dom 27 Nov, 2011 10:57

marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]

«Immagini che io voglia prevedere i suoi movimenti quotidiani per i prossimi giorni. Potrei cercare di costruire un modello che contenga decine di parametri liberi: lo stato di salute suo e dei suoi familiari, il traffico, le condizioni meteorologiche, i suoi interessi, il suo lavoro, eccetera, e usare quindi il modello per prevedere i suoi movimenti futuri in rapporto al variare dei parametri, cioè al variare degli scenari. Oppure potrei fare diversamente: studiare i suoi effettivi movimenti degli ultimi 100 giorni, analizzarli statisticamente in modo da enucleare gli elementi di ripetibilità che mi consentano di “prevedere” i suoi movimenti degli ultimi 1.000 giorni. Poi, se la “previsione” eseguita sul passato riproduce accuratamente questo stesso passato, ecco che allora posso usare il modello per avanzare una previsione vera sul futuro. Io ho fatto appunto così. Un mio modello si basa unicamente sul Sole: utilizza due informazioni statistiche presenti nella temperatura degli ultimi 30 anni e degli ultimi 150 anni, e ricostruisce più di 400 anni di clima. Un altro mio modello si basa sui pianeti: usa le informazioni degli ultimi 75 anni e riproduce i precedenti 75 anni».


Concordo pienamente! A prescindere dai risultati (che vedremo), questo è l'unico approccio possibile per un sistema estremamente complesso come il clima. Analisi del passato, confronto con pochi e chiari parametri (chiaramente misurabili), e una volta trovata aderenza, si proietta il futuro.

Intanto: "Tra 1990 e 2009 le emissioni serra sono aumentate del 38%.", fonte Repubblica. Chi è che diceva che il protocollo di Kyoto, con due paesi emergenti come India e Cina, è come provare a spegnere un incendio con un bicchiere d'acqua? Chi? Io, forse 800.000 volte.

Sono sforzi completamente vani. A prescindere, lo ripeto fino alla stanchezza, di GW o AGW che sia. Sono sforzi completamente vani. Gli unici che ne traggono beneficio sono quelli dell'IPCC che ora se ne vanno a Durban gratis in qualche hotel a 5 stelle. E basta ....
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#483  riccardodoc80 Ven 17 Feb, 2012 08:26

Questa mattina mi sono imbattuto in questo articolo.
Buona lettura!  


Una lunga glaciazione colpirà a cominciare dal 2014: parola di Abdussamatof

Il professor Habibullo Abdussamatof è uno dei più importanti astrofisici della Russia. Conduce, al prestigioso osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, San Pietroburgo, il progetto “Astrometria”, che riguarda misurazioni relative al comportamento del sole. Il sole presenta comportamenti ciclici di diverso periodo: c’è il ciclo di attività solare di circa 11 anni, evidenziato dalle macchie solari, che variano tra un massimo ed un minimo. Siamo oggi verso la conclusione del 24° ciclo  che presenta una drastica riduzione dell’attività solare. Oltre a questo c’è un ciclo di 200 anni, esso pure in fase di declino dall’inizio del 1990.  Questi cicli vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l’ Irradiazione Solare Totale (TSI) che determina le temperature terrestri. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055, proprio quando secondo le minacce dei fanfaroni del Global Warming  la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy.  

Il professor Abdussamatof presenta le sue teorie in articolo intitolato: Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age. L’articolo è stato pubblicato lo scorso 1 febbraio su Applied Physics Research e può essere ritrovato al portale del giornale.

Per la raccolta dei dati lo studio si avvale del Service Module del segmento Russo della International Space Station (ISS) che permette misure non distorte dall’atmosfera e dall’instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, vicino a noi e facilmente osservabile, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia, tradizionali o rinnovabili, usate dall’umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall’area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.

Le variazioni terrestri seguono con un certo ritardo quelle solari a causa dell’inerzia termica della terra, a cui danno un forte contributo gli oceani. Per esemplificare, una minestra rimane ancora calda per diversi minuti dopo esser stata tolta dal fuoco, mentre una bottiglia tolta dal frigo rimane fredda ancora per un certo tempo. Ma facendo il bilancio tra l’energia assorbita e quella ceduta dalla terra, è possibile calcolare lo squilibrio energetico, e prevedere la futura evoluzione della temperatura terrestre. Dice il prof. Abdussammatof: “Cambiamenti della potenza delle radiazioni caloriche ad onda lunga della terra emesse verso lo spazio si manifestano in ritardo rispetto alla radiazione solare precedentemente assorbita, a causa di un cambiamento lento dell’ entalpia terrestre. Questo è il motivo per cui il credito ed il debito energetico dell’ Energy Budget annuale della terra si trovi quasi sempre in uno stato di non equilibrio”. Cioè rispetto ad una situazione ipotetica di equilibrio il pianeta sarà alternativamente o troppo caldo o troppo freddo.  “Il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell’eccesso di energia accumulata dalla terra,  che del deficit energetico del budget termico rispetto all’irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l’ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. … Dall’inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale  della TSI e  della relativa  energia assorbita dalla Terra”. Nella situazione attuale la Terra ha appena assorbito un massimo di calore e si trova, riprendendo il paragone prima proposto, come la minestra appena tolta dal fuoco. Ora non può che raffreddarsi, cioè  “avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al  2055”.

 grafico_habibullah

Dall’inizio del1990 I valori delle componenti  sia del ciclo bicentennale  che di quello undecennale, misurate strumentalmente in W/m2 , diminuiscono a ritmo accelerato e quindi la frazione assorbita dalla terra sta diminuendo di conseguenza, e questo non viene compensato da una diminuzione delle emissioni termiche verso lo spazio, che rimangono allo stesso livello per circa 14 anni a causa dell’inerzia termica degli oceani.

All’azione esercitata dal sole si accompagnano reazioni del sistema terrestre nella sua complessità costituita da atmosfera, acque e terre emerse. Si vengono a creare fenomeni che a loro volta si riverberano sul clima, dando luogo ai cosiddetti “feedback”.

Abdussamatof esamina il fenomeno delle correnti marine chiamate  El Niño o La Niña, trovando una correlazione  coerente con il suo sistema. “ I nostri risultati indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI  sul cambiamento dello stato superficiale  e sub-superficiale della parte tropicale dell’Oceano Pacifico. Questa è  accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del  El Niño o La Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate su El Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra”.

Abdussamatov rileva però che l’entità delle fluttuazioni bicentennali della TSI è relativamente piccola e perciò insufficiente a spiegare I corrispondenti cicli di variazione della temperature terrestre, dal riscaldamento globale alle piccole glaciazioni. La spiegazione è che entra in gioco  una sistema di amplificazione  che porta ad influenze aggiuntive, nella forma di feedback. I fenomeni identificati che svolgono questo compito sono il  cambiamento dell’albedo  (riflessione nello spazio delle radiazioni solari) , e della concentrazione atmosferica dei gas serra (in primo luogo il vapore acqueo, e poi l’anidride carbonica, il metano ed altri gas).

L’albedo è uno dei parametri fisici più importanti del budget energetico della Terra ed i suoi cambiamenti sono un potente motore delle variazioni climatiche. Il valore dell’albedo sale ad un livello massimo durante il profondo freddo così aggravandolo, e cade a livelli minimi durante il periodo di riscaldamento così  favorendolo; questo aumenta ulteriormente l’ampiezza delle oscillazioni.  A loro volta le variazioni della concentrazione del gas serra si muovono in direzione opposta, poiché la loro abbondanza è in massima parte determinata dalla temperatura degli oceani. Variazioni delle caratteristiche della superficie terrestre e dell’atmosfera causate dalle variazioni bicentennali della TSI danno origine a successive sequenze di cambi di temperatura che si sommano a quelli precedenti con un effetto di ripetizioni multiple di feedback secondari in un ciclo causa-effetto, anche se la TSI rimane costante per un certo periodo di tempo. Questo porta ad una amplificazione dei cambiamenti climatici di una entità che supera l’influenza delle variazioni bicentennali della sola TSI. Una situazione simile fu osservata alla fine del XX secolo.

Ma il XXI secolo si trova nella situazione opposta, e secondo queste previsioni sprofonderemo in una nuova “piccola glaciazione”. Sarebbe la quinta dell’ultimo millennio, dopo quelle denominate di  Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder  nel  XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof. L’aggettivo “piccola” però non ci deve portare a sottovalutare: le conseguenze sarebbero gravissime, come le mostrano esperienze precedenti, segnate da terribili carestie, epidemie, e mortalità diffusa che decimarono molte popolazioni, e costrinsero ad esodi in massa. I governi dovrebbero fin da ora programmare adeguate misure nel campo della copertura energetica, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell’edilizia, dell’assistenza sanitaria, della produzione agricola che potrebbe essere drasticamente compromessa.  Ma niente di tutto questo avviene a causa della distrazione fuorviante del Riscaldamento Globale, a fronte del quale si sperperano invece centinaia di miliardi nella direzione opposta.

http://www.legnostorto.com/index.ph...k=view&id=33945
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#484  gubbiomet Ven 17 Feb, 2012 13:06

Ci metto anche questa:


Verso la P.E.G ?
 
Alla luce dell'attività solare molto ridotta, al parziale rallentamento della corrente del golfo, e su due parametri teleconnettivi, (ENSO-PDO) posso tranquillamente affermare che il pianeta gradualmente sta scivolando verso una nuova P.E.G., non lo avvertiremo dall'oggi al domani, ma ogni anno l'inverno sarà più freddo della norma, l'anticiclone Russo-Siberiano sempre più protagonista come lo era in presenza di altri minimi solari importanti, cito Wolf-Sporer-Maunder-Dalton, è bene che gli stati si attrezzino a fronteggiare quello che sarebbe una novità degli anni 2000, tutte le immagini relative a Babbo Natale che in slitta distribuiva doni ai bambini trainato da renne, non è frutto di immaginazione, ma interpretava il periodo della narrazione della fiaba, 1600-1850, in pieno minimo di MAUNDER.
 
L'umanità è sopravvissuta agli estremi climatici in periodi in cui non c'era la tecnologia odierna, sopravviverà ancora e meglio oggi, ma per andare incontro ai rigori estremi l'Europa deve organizzarsi per tempo, la nostra società tecnicamente evoluta potrebbe collassare, soprattutto a livello energetico, aumenterebbe la richiesta in inverno di gas e metano, l'invenzione dell'ing Rossi al lavoro negli U.S.A. Per un impianto a fusione fredda( novità di questi giorni) sarebbe una svolta epocale in funzione di richiesta energetica, e a basso costo.
 
Le tv Europee(di ogni nazione) dovrebbero essere dotate di una tv monotematica, in cui lavorino meteorologi professionisti, non persone in gonnella a leggere un foglio, una tv che per 24h al giorno dia informazioni vere, non fuorvianti come spesso accade con giornalisti non del settore, una tv che sarebbe utile anche in casi di situazioni estreme alluvionali, (vedi Liguria quest'anno) o anche in ondate di calore estive, deleterie, spesse volte anche peggio del freddo per la salute delle persone anziane, una tv che possa segnalare paesi a rischio isolamento da intense nevicate, o da improvvise alluvioni lampo, erroneamente si dice non siamo l'America, ma il nostro è un paese a perenne rischio idrogeologico, non dimentichiamo i morti, anche recenti.
 
In conclusione una nuova piccola età del freddo per l'Europa, se si è preparati, non si deve temere,
 se sono sopravvissuti all'epoca con solo legna per scaldarsi, senza buldozer spalaneve, o a turbina, ritengo lo si possa fare anche negli anni 2000 e meglio.
 
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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#485  snow96 Ven 17 Feb, 2012 13:20

Si, però dopo Wolf-Sporer-Maunder-Dalton, il prossimo minimo mi rifiuto di chiamarlo Habibullo!!! Non è credibile, dai!  
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#486  snow4ever Ven 17 Feb, 2012 13:25

il fatto è che ad un inverno freddo seguono articoli che prevedono l'immediato arrivo di una PEG, ad un'estate calda seguono articoli che esortano a prepararsi ad una desertificazione della Terra...
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#487  Andrea1981 Ven 17 Feb, 2012 13:51

gubbiomet ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ci metto anche questa:


Verso la P.E.G ?
 
Alla luce dell'attività solare molto ridotta, al parziale rallentamento della corrente del golfo, e su due parametri teleconnettivi, (ENSO-PDO) posso tranquillamente affermare che il pianeta gradualmente sta scivolando verso una nuova P.E.G., non lo avvertiremo dall'oggi al domani, ma ogni anno l'inverno sarà più freddo della norma, l'anticiclone Russo-Siberiano sempre più protagonista come lo era in presenza di altri minimi solari importanti, cito Wolf-Sporer-Maunder-Dalton, è bene che gli stati si attrezzino a fronteggiare quello che sarebbe una novità degli anni 2000, tutte le immagini relative a Babbo Natale che in slitta distribuiva doni ai bambini trainato da renne, non è frutto di immaginazione, ma interpretava il periodo della narrazione della fiaba, 1600-1850, in pieno minimo di MAUNDER.
 
L'umanità è sopravvissuta agli estremi climatici in periodi in cui non c'era la tecnologia odierna, sopravviverà ancora e meglio oggi, ma per andare incontro ai rigori estremi l'Europa deve organizzarsi per tempo, la nostra società tecnicamente evoluta potrebbe collassare, soprattutto a livello energetico, aumenterebbe la richiesta in inverno di gas e metano, l'invenzione dell'ing Rossi al lavoro negli U.S.A. Per un impianto a fusione fredda( novità di questi giorni) sarebbe una svolta epocale in funzione di richiesta energetica, e a basso costo.
 
Le tv Europee(di ogni nazione) dovrebbero essere dotate di una tv monotematica, in cui lavorino meteorologi professionisti, non persone in gonnella a leggere un foglio, una tv che per 24h al giorno dia informazioni vere, non fuorvianti come spesso accade con giornalisti non del settore, una tv che sarebbe utile anche in casi di situazioni estreme alluvionali, (vedi Liguria quest'anno) o anche in ondate di calore estive, deleterie, spesse volte anche peggio del freddo per la salute delle persone anziane, una tv che possa segnalare paesi a rischio isolamento da intense nevicate, o da improvvise alluvioni lampo, erroneamente si dice non siamo l'America, ma il nostro è un paese a perenne rischio idrogeologico, non dimentichiamo i morti, anche recenti.
 
In conclusione una nuova piccola età del freddo per l'Europa, se si è preparati, non si deve temere,
 se sono sopravvissuti all'epoca con solo legna per scaldarsi, senza buldozer spalaneve, o a turbina, ritengo lo si possa fare anche negli anni 2000 e meglio.
 
STEFANO BARTOZZI


Scusate Ragazzi se mi permetto, ma non meno di due settimane fa avevo letto un articolo sull'ansa che parlava di un'intensa attività solare... ora solo dopo 15 giorni di freddo vero escono articoli in cui si parla di minimo dell'attività solare...insomma la verità dove sta? cosa realmente sta succedendo al nostro clima??

Parola agli esperti...
 



 
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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#488  mausnow Ven 17 Feb, 2012 14:31

Andrea1981 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusate Ragazzi se mi permetto, ma non meno di due settimane fa avevo letto un articolo sull'ansa che parlava di un'intensa attività solare... ora solo dopo 15 giorni di freddo vero escono articoli in cui si parla di minimo dell'attività solare...insomma la verità dove sta? cosa realmente sta succedendo al nostro clima??

Parola agli esperti...


In attesa del parere di qualche esperto, puoi dare un'occhiata a questo blog.
 
 



 
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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#489  Poranese457 Ven 17 Feb, 2012 15:15

riccardodoc80 ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055, proprio quando secondo le minacce dei fanfaroni del Global Warming  la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy.  

 



Che c'entra... c'è da di anche che sto sito non è di parte per niente!!!        


Interessante anche l'articolo scritto da Stefano-Aliante: noi un canale tematico dedicato al meteo ce l'abbiamo (Skymeteo24) ma certo che tutto è tranne che preciso nell'informazione  
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: si va verso il freddo? Una nuova PEG? (Aggiornato 26 Luglio 2011)

#490  marvel Ven 17 Feb, 2012 16:55

Di
ne abbiamo già parlato in questo topic ripetutamente e già molto tempo fa,
e in particolare qui, dove cui sono anche dei video:

http://www.lineameteo.it/sole-clima...52.html#p172052

http://www.lineameteo.it/sole-clima...28.html#p133428

http://www.lineameteo.it/sole-clima...41.html#p138341

Poi dedicai un topic proprio a lui e alla sua teoria, ma non riesco a ritrovarlo.

Intanto, in risposta ad  Andrea1981, bisogna dire che il Sole sta vivendo uno dei cicli solari più deboli mai osservati e, pur essendo in fase vicina al massimo di questo ciclo undecennale, l'energia sprigionata è davvero poca, rispetto a quanto ci aveva abituato. L'attività solare prevista negli anni scorsi era di un ciclo solare molto potente, forse il più potente mai osservato, poi durante il minimo trascorso, gli enti (NASA in primis) si sono dovuti ravvedere ed hanno corretto per 4 volte il tiro, giungendo ad una previsione di un ciclo particolarmente debole. L'ultima delle correzioni al ribasso sembra possa essere quella giusta, anche se è ancora presto per giudicarlo.
Fatto sta che, previsione di attività solate (numero di macchie solari) azzeccata o no, quello che sorprende e preoccupa la bassissima attività magnetica, mai osservata a questi livelli da quando si conducono rilevazioni capaci di osservarla:

solar

ap

bfly

Infine vorrei riportare il grafico dell'andamento del livello del mare globalmente, che non fa altro che confermare l'arresto del riscaldamento globale.
Inoltre, come riportato anche nell'articolo sopra, sono anni che le rilevazioni fatte sul flusso di energia totale in uscita dagli oceani, osservato da satellite, supera il flusso in ingresso, sintomo di un bilancio al ribasso ("la minestra che si raffredda sul tavolo").
Da queste informazioni molti ricercatori ipotizzano una probabile, imminente inversione di tendenza... verso un raffreddamento.

Staremo a vedere.

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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 17 Febbraio 2012)

#491  moetia Ven 17 Feb, 2012 20:12

Ma il "ricercatore " Marvel......... che dice invece? "sposa "   la tendenza..........?  

PS : non avevo video i video e dunque i tuoi commenti..........mi si        il   sangue nelle vene   
Papete , Bora Bora, Tananarive......... preparo  i bauli e le cappelliere       arrivo
 



 
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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 17 Febbraio 2012)

#492  moetia Ven 17 Feb, 2012 20:28

moetia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma il "ricercatore " Marvel......... che dice invece? "sposa "   la tendenza..........?  

PS : non avevo video i video e dunque i tuoi commenti..........mi si        il   sangue nelle vene   
Papete , Bora Bora, Tananarive......... preparo  i bauli e le cappelliere       arrivo


PS molto interessante e in fondo molto in tema un libro difficilmente reperibile di questo autore : Brian Sykes
http://www.libreriauniversitaria.it...o/9788804506829
il libro descrive le origini e nella sua lunga e tenace ricerca del dna riesce a tracciare il clima alle origini.....interessante SE trovate il testo    il che non è semplice
 



 
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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 17 Febbraio 2012)

#493  marvel Ven 17 Feb, 2012 22:32

moetia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma il "ricercatore " Marvel......... che dice invece? "sposa "   la tendenza..........?  

PS : non avevo video i video e dunque i tuoi commenti..........mi si        il   sangue nelle vene   
Papete , Bora Bora, Tananarive......... preparo  i bauli e le cappelliere       arrivo


Bora Bora, Papete???
Anch'iooo!!!
Chissenefregadellaneve!
 
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 17 Febbraio 2012)

#494  marvel Ven 17 Feb, 2012 22:33

moetia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
moetia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma il "ricercatore " Marvel......... che dice invece? "sposa "   la tendenza..........?  

PS : non avevo video i video e dunque i tuoi commenti..........mi si        il   sangue nelle vene   
Papete , Bora Bora, Tananarive......... preparo  i bauli e le cappelliere       arrivo


PS molto interessante e in fondo molto in tema un libro difficilmente reperibile di questo autore : Brian Sykes
http://www.libreriauniversitaria.it...o/9788804506829
il libro descrive le origini e nella sua lunga e tenace ricerca del dna riesce a tracciare il clima alle origini.....interessante SE trovate il testo    il che non è semplice


"Le sette figlie di Eva", ce l'ho e l'ho letto, bellissimo!!!
     
 




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Messaggio Re: SOLE-CLIMA: Si Va Verso Il Freddo? Una Nuova PEG? (Aggiornato 17 Febbraio 2012)

#495  moetia Ven 17 Feb, 2012 22:51

marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
moetia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ma il "ricercatore " Marvel......... che dice invece? "sposa "   la tendenza..........?  

PS : non avevo video i video e dunque i tuoi commenti..........mi si        il   sangue nelle vene   
Papete , Bora Bora, Tananarive......... preparo  i bauli e le cappelliere       arrivo


Bora Bora, Papete???
Anch'iooo!!!
Chissenefregadellaneve!
 


http://www.youtube.com/watch?v=qsJ6I7YGj0M    tratto da un film bellissimo oltretutto  
 



 
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