Notizie che, in realtà, ci fanno preoccupare, dato che c'è chi (il Direttore Generale del CERN, Rolf Dieter Heuer) sta già facendo pressioni affinché le conclusioni dell’esperimento, condotto nei laboratori di Ginevra, vengano diffuse con cautela per non creare scompiglio nel dibattito sul clima. (e certamente il CERN non può permettersi di dire cose politicamente sconvenienti, visto che di fondi pubblici vive)
Insomma, inizia a montare una certa preoccupazione tra i sostenitori della teoria dell'AGW, dato che voci di corridoio darebbero indicazioni molto favorevoli alla riuscita dell'esperimento che vuole provare l'importanza dei raggi cosmici nel ruolo di fattori influenti sulla formazione delle nubi e in relazione all'attività magnetica solare.
In poche parole, la riuscita dell'esperimento indicherebbe che il Sole, al variare della propria attività magnetica, sarebbe in grado di inibire o lasciar agire i raggi cosmici sull'atmosfera, aumentando o diminuendo la formazione di nubi e quindi l'effetto albedo che queste producono, con conseguenze determinanti sulla quantità di luce solare assorbita e riflessa, e quindi sulle temperature superficiali terrestri.
(I raggi cosmici avrebbero un ruolo importante nella nucleazione delle gocce delle nubi. Maggiori sono i raggi cosmici che raggiungono l'atmosfera, maggiore è la capacità di nucleazione delle nubi, e maggiore è la copertura nuvolosa. Il Sole, con il proprio campo magnetico (in questi anni in repentino e drastico calo dopo secoli di massimo) sarebbe in grado di fare da scudo ai raggi cosmici, limitandone l'azione di nucleazione anche nell'atmosfera terrestre)
E' logico, quindi, che una tale eventualità potrebbe produrre un duro colpo a chi (migliaia di ricercatori, di enti e di aziende) sta lavorando e investendo e raccogliendo ingenti capitali nella "convinzione" che la variazione termica terrestre sia tutta, o in gran parte, attribuibile alle conseguenze delle emissioni di CO2 prodotte dalle attività antropiche.
Ma d'altronde, nonostante fossero già evidenti le strette correlazioni tra andamento termico registrato e variabilità della densità di raggi cosmici incidenti sulla Terra, si è preferito dare credito alla meno correlata relazione tra temperature superficiali e CO2 (vedi sotto).
Ricordiamo, invece, che l'IPCC attribuisce al Sole e alla sua attività un ruolo praticamente ininfluente, incapace di spiegare le oscillazioni termiche degli ultimi secoli.
Certo che se mai i risultati del CLOUD riuscissero a vedere la luce, e a provare il ruolo da protagonista del Sole e dei raggi cosmici sul clima terrestre, il ruolo della CO2 e di conseguenza la teoria dell'AGW, accuserebbero un duro colpo, essendo infatti la prima teoria spiegata sperimentalmente (con l'esperimento CLOUD), lasciando alla seconda, invece, ancora un ruolo puramente teorico e mai provato.
Staremo a vedere.
http://www.climatemonitor.it/?p=18665

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