Riporto quanto scritto oggi:
L'anticiclone polare stratosferico in queste ultime ore è sceso in troposfera, andando a formare quindi un
HP polare:
Tale
HP è visto in temporaneo rinforzo e lento trasferimento sul comparto artico-siberiano da dove, in "collaborazione" con un
HP scandinavo, potrebbe azionare un moto retrogrado di masse d'aria fredda continentale ferso l'Europa (previsione a 10 giorni).
Ma ancor prima l'
HP polare avrà l'occasione di farci capire le sue vere potenzialità quando, a sole 72 ore è visto tendere un ponte verso l'
HP delle Azzorre. Se questo matrimonio dovesse andare in porto le sorti del tempo sul nostro continente cambierebbero drasticamente.
(interessante presenza di un enorme nocciolo siberiano a fianco del suddetto
HP...)
Successivamente la struttura è vista in cedimento dai modelli (previsione modellistica da prendere con le molle in questa fase, nel bene e nel male), ma anche sul lungo non si nota un ricompattamento del Vortice Polare che, anzi, è visto essere attaccato nuovamente e più energicamente da diversi
HP nordici.
Un impulso dinamico aleutinico, secondo i disegni di GFS, è visto percorrere in senso meridiano la strada per l'Artico, per altro già occupato da un estesissimo anticiclone.
La troposfera sembra, quindi, rispondere lentamente ma incondizionatamente allo sconquasso causato dal MMW stratosferico.
Il mese di febbraio sembra destinato a vedere un lungo calvario del
VP che andrà sfrangiandosi e scomponendosi nei modo più diversi, creando occasioni ripetute per flussi retrogradi e scambi meridiani un po' su tutto l'Emisfero Nord.
Le stratosferiche ECMWF aumentano l'antizonalità sul medio periodo e continuano a prolungarne gli effetti sul lungo (anche se con una debole ma estesa antizonalità, più consona a scambi meridiani che ad azioni retrograde)
Seguiamo le dinamiche troposferiche che non saranno di facile lettura per nessuno, tantomeni per i modelli.
__________________________________
Come mi aspettavo, questo mese di febbraio inizia con la massima incertezza modellistica, spiegata molto "candidamente" dagli stessi grafici di "forecast error" stratosferici che hanno superato la soglia massima sia della previsione di incremento termico dovuto al MMW (continuano a sottostimare) che delle conseguenze sui
GPT (continuano a sottostimare).
In particolare balza all'occhio come l'errore sia dovuto essenzialemente alla eccezzionalità del fenomeno avvenuto, e tutt'ora in atto, alle alte latitudini dell'emisfero nord, che produce divergenze nette tra il dato previsto e quello realmente osservato. Questo conduce alla necessità di sempre maggiori ed invasive correzioni ai modelli, destabilizzandone quindi anche gli output sul lungo periodo.
L'errore, più elevato del solito, è presente a tutte le quote, da 1 HPa fino a 200 HPa (quota troposferica), e è stato più e più volte segnalato anche dal sottoscritto con segnalazioni quotidiane sulla posticipazione della fine dell'evento e soprattutto sulla sottovalutazione degli effetti antizonali, ora in potenziamento nel breve e medio periodo.
Questa è la riprova che i modelli non sono assolutamente preparati ad affrontare eventi come i MMW e che, nonostante l'errore osservato, stanno cercando di correggere il tiro con grossi scossoni oltre le 96-120 ore.
Errore sui
GPT:
In base a queste "ammissioni" di errore è lecito attendersi importanti variazioni sulle prossime emissioni dei modelli anche in troposfera (le prime importanti correzioni sono già state manifestate dalle ultime uscite).
Dove andare a guardare quindi?
Innanzitutto alla mancanza di rotazione antizonale riproposta continuamente dai modelli, anche stratosferici, con moto antizonale accennato fino alle 96-120 ore e poi visto rientrare improvvisamente.
Oggi sulle 100 HPa si nota un allungamento del Vortice siberiano vero ovest che, improvvisamente viene risucchiato da un moto zonale verso est (ennesima sopravvalutazione dello zonale/sottovalutazione dell'antizonale??) contemporaneamente si nota lo scatto del
VP Canadese che tende a schizzare vero la zona atlantica provocando prima la risalita dei
GPT in atlantico, sollevandolo fino al polo, per poi assegnargli una energica spallata (zonale) e costringerlo a traslare ed espandersi fin troppo verso est.

(altra sopravvalutazione dello zonale?)
Questi sono i punti più incerti e fondamentali (occhio alle possibili variazioni intorno alle 96-120 ore), che vale la pena monitorare, tutto il resto sono dettagli ancora molto incerti.
___________________________________________
capisco che i forumisti siano molto legati ai modelli e a tutto quello che sfornano quotidianamente ma, come ho spiegato sopra (hai letto?) i modelli in questo momento stanno vivendo una crisi dovuta all'inserimento di una "paricolarità" a loro ignota, per il semplice motivo che è già tanto che i modelli sappiano percorrere strade relativamente semplici, allo stato attuale non è possibile renderli capaci di situazioni che escono dall'ordinario.
Nelle settimane scorse ho a più riprese fatto notare (e non solo io) come i modelli a livello stratosferico, stessero a più riprese, prolungando il periodo di diffusione dell'
HP stratosferico, e allo stesso tempo ritardandone di volta in volta la fine, segno che precedentemente avevano sottostimato il fenomeno, "credendolo" rapido, indolore e limitato nel tempo (e continuavano comunque a farlo, pur con le continue correzioni).
Ora i dati danno ragione alla tesi che il fenomeno sia potente, lento ma duraturo, si tratta di una "presa di coscienza" del problema da parte degli stessi modelli che mostrano l'impossibilità a valutare bene il fenomeno (vedi Forecast Error) soprattutto sul lungo periodo.
L'esperienza insegna agli umani, mentre per i computers, con i loro modelli, la cosa risulta un po' meno facile, perchè si tratta di uscire dagli stessi schemi di cui sono fatti (anche molti umani, a quanto vedo, risentono di questo condizionamento schematico

).
Per esperienza so e sapevo che le NCEP, come anche tutti gli altri modelli, tendono a sottovalutare situazioni di antizonalità (per i motivi sopra elencati), e finora è quello che hanno fatto.
Quindi potremmo essere di fronte ad un bivio:
1) i modelli continueranno a sottovalutare l'antizonalità finchè questa non sarà ben manifesta, potendo prevedere solo i movimenti successivi a quel dato momento (vedi quello che accadde nel 1985); (*)
2) l'anizonalità, fin qui sottovalutata, avrà un calo improvviso e gli errori futuri dei modelli saranno perciò limitati da questa "provvidenziale (per loro) coincidenza".
Non vedo alternative.
PS(questo non significa comunque che l'eventuale peggioramento debba essere come quello dell'85 o simili, nè che debba coinvolgerci per forza... per quello ci vuole sempre mooolta fortuna)
_____________________________________
Il riscaldamento non si propaga anche in troposfera, per nostra fortuna (non dovrebbe essere piacevole sperimentare una crescita di +55 , +60 °C in una sola settimana), ma si ferma in medio-bassa stratosfera.
Quello che si propaga è l'anticiclone stratosferico, quindi ha più senso guardare questa carta delle anomalie dei
GPT, non quella termica.
_________________________________________
Rispondo a Stefano75 ma anche a Gargano e agli altri.
Probabilmente il mio messaggio, sugli errori di sottovalutazione riconosciuti e segnalati, è passato inosservato. Infatti quei dati oggettivi elaborati direttamente dal centro di calcolo sono atestimoniare la sottovalutazione effettuata dai modelli del fenomeno a tutte le quote, sia per la parte termica che
GPT e quindi antizonale.
Il che significa, in soldoni, che il modello (ma sicuramente anche gli altri) non è in grado di leggere, interpretare ed elaborare adeguatamente gli input stratosferici al punto tale di fornire degli output previsionali di scarsa, se non nulla, attendibilità.
Con questo non voglio assolutamente dire che non sia in atto, allo stato attuale, dell'antizonalità, ma solo che moltomprobabilmente i modelli ne sottovalutano le potenzialità.
L'
HP polare, appena insediatosi, è visto produrre una scarsa influenza.
Questo può anche essere possibile, ma sicuramente risulta quanto meno curioso... tra l'altro il modello ha già verificato in tutti i run trascorsi, di aver sottostimato il fenomeno (soprattutto sul lungo periodo).
Per quanto riguarda lo Strat Cooling e le sue influenze sul
VP attuale... bhè, devo dire che il
VP di ora è solo l'ombra di quello di meno di 1 mese fa.
Il
VP troposferico è ormai ridotto in 2 lobi indeboliti e allo sbaraglio, mentre la struttura stratosferica del
VP praticcamente è stata disintegrata e al suo posto c'è un enorme
HP.
La questione dell'inerzia non ha molto senso in un sistema caotico come quello atmosferico dove la quantità di moto viene conservata, certo, ma viene anche dispersa in 1000 modi diversi, tra cui quello in atto attualmente, ossia l'allargamento del sistema, con il conseguente rallentamento dello stesso.
E' di una evidenza tale lo split troposferico e le varie lingue scese in senso meridiano, che su questo punto non credo ci dovrebbero essere ancora dubbi.
Infine: l'antizonalità non ha nulla a che vedere con gli
HP subtropicali.
Un
HP polare, supportato ai piani superiori, è di per se in grado di modificare la normale zonalità emisferica, disattivando le westerlies, fermando la corsa delle
LP verso est e, di conseguenza, permettendo ponti altopressori con gli
HP delle latitudini più basse.
Infine, la lentezza del fenomeno, di proporzioni eccezzionali, è solo da attribuirsi alla sua natura, non tanto allo SC che invece di fronte a tale esplosione non non ha potuto opporre molta resistenza, ma per le modalità con cui si è sviluppato il MMW, molto diverse da quelle dell'85, incui, senza dubbio, ci furono condizioni sia in stratosfera che in troposfera che ne agevolarono la velocità di propagazione.
Stiamo avedere, siamo ancora in pieno riscaldamento in medio-bassa stratosfera, l'energia che alimenta l'
HP stratosferico, che ormai ha già messo il naso in troposfera, non è ancora stata espressa completamente.
Saluti.
Marvel