Il fatto che in caso di "sfondamento" le zone del ternano siano un po' svantaggiate e i modelli vedano spesso sfondamenti (poi a volte anche inesistenti) sul Perugino ha una motivazione semplice di tipo geografico: a est-nordest hanno il complesso montuoso più alto e "spesso" della zona, i Sibillini e le loro propaggini settentrionali che arrivano fino vicino Spoleto. Il centronord dell'Umbria invece a nordest ha un Appennino più "sfilacciato" e, anche se con punte di rilievo come il Catria, il Cucco e il Nerone, complessivamente meno compattamente alto. Così capita che a volte si creino delle vere e proprie "strisciate" nevose dall'Altotevere fino persino al Trasimeno e alla mia zona (raramente) o più facilmente fino ai Monti del Trasimeno, oppure se le correnti sono più da nordest che da est-nordest viene colpita meglio Perugia e ancor meglio Assisi. In altri casi, a mio parere quando le correnti sono esattamente perpendicolari all'Appenino e molto intense, lo stau è invece così forte che arriva fino a Foligno (e Spoleto? Su Spoleto non ci capisco nulla!

), in questi casi di solito Nocera e Gualdo vedono gran neve, Gubbio un po' meno perchè è leggermente più lontano dalla dorsale. Ovviamente con correnti perpendicolari e forti a ovest del Tevere arrivano di solito solo quattro fiocchi o e aria secca. Il fenomeno del Foehn nel senso del riscaldamento dell'aria è invece praticamente sconosciuto almeno dalle mie parti, l'aria arriva sì secca ma non certo più calda, mentre nella valle umbra (e anche all'Aeroporto di Sant'Egidio ho notato) a volte un leggero effetto di aria "foehnizzata" con un paio di gradi in più in rari casi si verifica.
Che si fa pur di andare fuori tema...