Quantomeno inquietanti le analogie e l'anellamento dei fatti. altro che complottisti, qui siamo difronte a qualcosa mai riuscito prima e pure il tassello della Germania irremovibile è fondamentale per il progetto finale.
Molto interessante, da seguire con molta attenzione.
L'indebolimento dell'industria italiana è stato pianificato da Francia e Germania ai tempi dell'unificazione della Germania.
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Prima di "prestare" illimitatamente ed incondizionatamente fondi alla banche, per guai creati da loro stesse, sarebbe il caso di chiedere una contropartita e la netta separazione tra chi fa attività speculativa e chi veramente presta soldi all'economia. Anche per impedire di ritrovarsi da capo con una nuova valanga di titoli tossici derivati.
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Ripristinare la sovranità economica-monetaria, o che l'Europa provveda alle spese in favore dell'economia...
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Altrimenti è meglio uscire immediatamente da questo sistema prima che ci riducano sul lastrico demolendoci definitivamente, portandoci alla catastrofe ed impedendoci anche la possibilità di un qualsiasi "cammino solitario".
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La Deutsche Bank, complice la Merkel, ora sta guadagnando scommettendo sulla caduta delle economie mediterranee!
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Infine il debito pubblico non è un problema, il problema è l'insostenibilità degli interessi sul debito.
Modificare questo sistema oggi è ancora possibile, lo rendono impossibile i governanti italiani ed europei, uomini del sistema dei grandi poteri bancari e finanziari. Non a caso sono ormai ai vertici di TUTTE le più grandi organizzazioni politiche e di "controllo" del paese (anche dell'informazione pubblica)!
Nigel Farage è intervenuto oggi a Strasburgo, al Parlamento Europeo, per commentare il prestito di 100 miliardi al sistema bancario spagnolo. Il pacchetto prevede che l'Italia contribuisca al 20% e che il prestito venga erogato col 3% di interessi. Ma l'Italia, per trovare i soldi da conferire, deve indebitarsi sul mercato al 7%: un vero e proprio colpo di genio, non c'è che dire.
Questo Farage, sarà pure un tipo strano, un "estremista" inglese tra i più attivi per mantenere la GB fuori dall'Euro... ma, col senno di poi, credo proprio che c'abbia visto lungo...
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I partiti cercano di guadagnare tempo perchè non sono pronti alle elezioni (il PDL perderebbe ed il PD non sa se stare con IDV/SEL o UDC/FLI) e poi guadagnare voti (non in numero ma in %), che pensano all'Italia è una falsità.
Cosa farà Monti? Nulla o quasi, magari rimetterà l'ICI, liberalizzerà i servizi pubblici come vuole l'UE (magari anche l'acqua andando contro il volere referendario) ed un po' di altre tasse ma soprattutto la svendita dell'Italia (senza avere colpe), perchè per le riforme strutturali verrà stoppato da chi ora lo sostiene.
Il tutto accontenterà gli stranieri che vogliono fare shopping di beni dell'Italia e qualche nostro politico.
Meglio andare alle elezioni e rischiare il default.
......
Come scrissi ad inizio novembre 2011 inizia la fase 2, ossia la svendita dei principali asset industriali italiani e delle municipalizzate, così oltre ad "evirare" la potenza economica dell'Italia, andranno a farsi benedire anche i vari referendum sull'acqua etc etc etc
Lo spread è a 470 e ieri ha toccato 490 punti base ed il debito continua a salire, siamo a 1970 miliardi di euro, con il prestito alla Spagna saliremo ben oltre i 2000 miliardi di debito, l'economia italiana è al disastro. Fra poco non ci sarà neppure più da chidersi chi paga anche perchè i grandi patrimoni negli ultimi 7 mesi (e pure prima) sono usciti dall'Italia e la classe medio bassa ha finito i soldi.
La limpida analisi di Farage rientra nel disegno, per accelerare il piano cosa c'è di meglio che indebitare l'Italia di altre decine di miliardi con degli assurdi prestiti alla Spagna con denare che non abbiamo e che noi dobbiamo per forza a nostra volta farci prestare a tassi assurdi?
La torta totale vale 571 miliardi e contiene asset immobiliari di Stato e soprattutto di enti locali, che hanno un valore di mercato complessivo superiore ai 400 miliardi. A cui aggiungere partecipazioni (come in Eni, Enel, Finmeccanica, Anas), municipalizzate, concessioni. Gioielli di Stato, ma anche carrozzoni da valorizzare, tra cui l'esecutivo sarà chiamato a scegliere.
A fare gola, sono soprattutto Sace e Fintecna, società pubbliche floride, ricche di liquidità, tra i 10-15 miliardi, si stima, con le quali creare sinergie industriali nelle attività che ne disegnano il "core business": l'assicurazione del credito alle esportazioni e soprattutto l'immobiliare, attraverso Fintecna immobiliare (a quel punto si dovrebbe escludere però Fincantieri, l'altra controllata di Fintecna). La leva finanziaria derivante dalla valorizzazione di queste expertise porterebbe in cassa i 50 miliardi desiderati, o più, per fare altri acquisti. Dal canto suo, il Tesoro potrebbe "stracciare" o meglio ritirare dal mercato una buona quantità di titoli di Stato, cominciando dai vecchi Btp, anche approfittando delle loro quotazioni ora decisamente ribassate. Il debito pubblico calerebbe.
La torta totale vale 571 miliardi e contiene asset immobiliari di Stato e soprattutto di enti locali, che hanno un valore di mercato complessivo superiore ai 400 miliardi. A cui aggiungere partecipazioni (come in Eni, Enel, Finmeccanica, Anas), municipalizzate, concessioni. Gioielli di Stato, ma anche carrozzoni da valorizzare, tra cui l'esecutivo sarà chiamato a scegliere.
A fare gola, sono soprattutto Sace e Fintecna, società pubbliche floride, ricche di liquidità, tra i 10-15 miliardi, si stima, con le quali creare sinergie industriali nelle attività che ne disegnano il "core business": l'assicurazione del credito alle esportazioni e soprattutto l'immobiliare, attraverso Fintecna immobiliare (a quel punto si dovrebbe escludere però Fincantieri, l'altra controllata di Fintecna). La leva finanziaria derivante dalla valorizzazione di queste expertise porterebbe in cassa i 50 miliardi desiderati, o più, per fare altri acquisti. Dal canto suo, il Tesoro potrebbe "stracciare" o meglio ritirare dal mercato una buona quantità di titoli di Stato, cominciando dai vecchi Btp, anche approfittando delle loro quotazioni ora decisamente ribassate. Il debito pubblico calerebbe.
Equivale ad un paio di cicli di chemio per un malato terminale. Solo un procrastinare l' ultimo gong di qualche anno, se non mese.
____________ " Intra Tupino e l'acqua che discende
del Colle Eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende........" Dante, Paradiso XI
.il golpe economico è al parlamento da oltre 20 anni a questa parte, e mi vergogno nel dover raccontare un domani, che c'è voluto l'aiuto dei mercati finanziari per dare uno zampatone alla casta di Montecitorio, il popolo italiano non si stava accorgendo di nulla...ed il disastro avanzava.
ops ! ho quotato una risposta della prima pagina , comunque ancora condivido a pieno.
E' no, non ci sto.
Va bene, è vero, lo sappiamo tutti: i nostri politici fanno pena e probabilmente hanno sempre badato al loro tornaconto, da almeno 30 anni a questa parte, spendendo e spandendo, dando posti di lavoro in cambio di voti (riempendoci di dipendenti pubblici), gettando denaro pubblico a pioggia su regioni perennemente in deficit, sperperando risorse in opere inutili e spesso e volentieri incomplete, facendo favori a personaggi loschi in cambio di voti e denaro... ma che la Germania ci debba far passare per QUELLI che HANNO SEMPRE GOZZOVIGLIATO non ci sto proprio. Soprattutto perché l'Euro ha fatto e fa comodo e ricca proprio la Germania.
Noi ci troviamo in queste condizioni per vari motivi:
la crisi internazionale, le speculazioni finanziarie, il debito pubblico, ma che la Germania non venga a fare la santarellina! L'Euro è servito alla Germania a crescere. La Germania già era forte di suo, con il Marco ed un'economia florida, ma la moneta unica le ha consentito crescere, di produrre ed esportare (spesso e volentieri anche da noi) senza temere un impennata della propria moneta. Insomma, grazie a questo meccanismo si sono gonfiati a dismisura, competendo con tutti i paesi, compresi quelli della zona Euro, senza rivali. Così facendo hanno distrutto e/o cannibalizzato l'industria europea, e non solo.
Grazie a questo periodo favorevole hanno potuto rimettere a posto i conti (erano messi maluccio dopo la riunificazione), fare riforme e quant'altro. *Noi, viceversa, già entrati nell'Euro con debito pubblico pauroso ed accettando un cambio ridicolo, dopo un breve periodo di esaltazione, abbiamo visto crescere la competitività diretta dei nostri vicini, che ad armi impari (non avendo differenze di moneta, ma avendo grandi differenze economiche ed industriali) hanno gradualmente avuto la meglio, riducendo la nostra economia e contribuendo a ridurre la nostra capacità di far fronte al nostro debito.
Ora che "dovrebbero" ridare, ai paesi più deboli, qualcosa (più di qualcosa) per aiutarli a rimettersi in piedi, ecco che si rifiutano, e chiedono ulteriori sacrifici!
La questione è tutt'altro che scontata. C'è chi dice: loro hanno ragione, sono stati più bravi di noi, hanno speso meglio.
Ma stiamo scherzando?
Se la Germania non avesse avuto il mercato unico e la moneta unica europea, non sarebbe cresciuta così tanto, le esportazioni avrebbero risentito della potente moneta e le loro entrate fiscali sarebbero state minori.
Noi siamo stati schiacciati da un "partner" troppo potente già in partenza, con vincoli e regole che non permettevano un riequilibrio. Un po' come quando in un nido ci sono pulcini che nascono prima o più grandi, si prendono quasi tutto il cibo... finché i fratelli più deboli vengono spinti fuori dal nido.
L'EURO è nato male (la Gran Bretagna se ne era accorta), con un predominio franco-tedesco, promettendo fasti a tutti ma senza prevedere sistemi di riequilibrio (come accade all'interno dei singoli stati, in cui le regioni più forti aiutano, tramite redistribuzione ed incentivi, le regioni più deboli, stimolandole a crescere.)
Ora ci vogliono far credere che la soluzione possa essere quella del Fondo Salva Stati, tramite il MES (Meccanismo di Stabilità Europea). Un fondo che per salvare noi e gli altri stati in difficoltà, ci fa indebitare ancora di più, richiedendoci da subito anticipo e rate impossibili da pagare! (tra l'altro stiamo già pagando i 100 miliardi erogati alle banche spagnole). Il MES, inoltre, prevede implicazioni e condizioni molto pericolose per la democrazia, con un direttorio centrale europeo (di tecnici non eletti) che praticamente commissarierebbe lo stato italiano, dettando scelte e politiche incontrovertibilmente.
La Germania vuole e deve far sopravvivere l'Euro, ne ha bisogno, non può farne a meno. Ma per farlo non è disposta a sacrifici (ripeto, nonostante l'Euro abbia fatto la sua fortuna anche a discapito degli altri paesi).
Anzi, impone l'austerità agli altri paesi e spera che possa bastare e funzionare, accada quel che accada alle popolazioni coinvolte da questi piani, perché tanto, in tal modo, l'economia tedesca sarà in grado di prendere il meglio, e a buon mercato, di tutto ciò che di buono e produttivo sarà sopravvissuto in Europa.
Chiamiamola pure conquista o invasione economica, ma è quello che sta accadendo anno dopo anno. Le migliori aziende italiane, ed anche umbre, sono state acquisite una dopo l'altra dai tedeschi.
La Germania ci impone austerità? E noi iniziamo risparmiare non acquistando più prodotti tedeschi o riconducibili alla Germania! Chi di noi non ha in famiglia un'auto tedesca? Elettrodomestici, tecnologie e 1000 altre diavolerie?
ANTIGERMANISMO, ANTIEUROPEISMO?
A queste condizioni si, CERTO!
O si unifica l'Europa (veramente ed equamente), prevedendo un meccanismo di redistribuzione per riequilibrare crescita e profitti, o MEGLIO USCIRNE!
PS(ora sono tutti (o quasi) anti-europeisti, si sono accorti dell'onda crescente di malcontento e, forse, qualcuno ha anche capito che è il caso di darsi una svegliata. La cosa che mi dispiace, invece, è assistere alla verifica della completa sottomissione di molte forze moderate, sia di centrodx che di centrosx, che in tal modo confermano la propria dipendenza dai poteri economici e finanziari italiani ed europei.) La Grecia vota "giusto", ma non cambia niente. Perchè? di Giuseppe Turani perGiuseppe Turani
Si è temuto fino all’ultimo minuto che a vincere, in Grecia, fossero i nemici dell’euro, quelli che volevano uscire dalla moneta unica e spaccare tutto. Ma poi hanno vinto gli altri e le Borse hanno festeggiato, lunedì mattina, per circa 40 minuti, forse cinquanta. Dopo di che, tutto è tornato come prima. Come mai? La spiegazione, purtroppo, è molto semplice. Anche se hanno vinto quelli favorevoli all’euro (e quindi una crisi immediata della moneta unica è stata evitata) le elezioni non hanno risolto alcuna questione. La Grecia è sempre lì, con i suoi immensi e drammatici problemi, e l’Europa, per darle un po’ di soldi, richiede sacrifici francamente un po’ eccessivi.
Il nuovo governo, favorevole all’euro e all’Europa, ha detto che vuole aprire una trattativa. Ma dalla Germania è già arrivato un no secco: non c’è niente da trattare. Se i greci vogliono i soldi, devono accettare l’austerità europea. Nei prossimi giorni e settimane, quindi, ci sarà un duro braccio di ferro, fra le autorità internazionali e il nuovo governo greco. Poiché la distanza è parecchia non sarà facile trovare un punto di incontro. E quindi la crisi andrà avanti. L’euro continuerà a ballare e, soprattutto, la danza degli spread non cesserà.
I mercati continuano a pensare che in realtà non esista una soluzione europea e che quindi nel giro di qualche mese Grecia, Spagna e Italia dovranno alzare bandiera bianca. E si comincia a fare strada il sospetto che i mercati, in fondo, abbiano ragione. Forse l’Europa non è in grado di risolvere i suoi problemi. Ministri e capi di governo continuano a parlare il loro linguaggio obliquo, ma chiunque sa che è impossibile coniugare austerità con politica di sviluppo. Sono due termini in contraddizione. Si può fare finta che non sia così. Ma la verità viene a galla. Se faccio una politica restrittiva, tante tasse e poco credito, non posso pensare che questa possa essere anche una politica espansiva.
Al momento, quindi, non si vedono vie d’uscita. Rimane questa recessione un po’ indotta, provocata cioè dalle nostre stesse politiche economiche. L’anno prossimo, magari, andrà un po’ meglio, ma solo perché la congiuntura internazionale sarà girata molto in positivo. Rimane abbastanza sicuro, comunque, che qui in Europa la miglior congiuntura mondiale avrà effetti molto modesti e marginali. In un certo senso, l’Europa (o meglio: la parte mediterranea dell’Europa) è inseguita dal suo passato: ha speso troppo negli anni precedenti e adesso deve fare penitenza. L’unico modo per avviare un processo di relativo sviluppo sarebbe quello di fare investimenti attraverso nuovi debiti, ma i tedeschi non vogliono e non si sa nemmeno se i mercati (che sono quelli che hanno i soldi) sarebbero disposti a farci credito. Siamo prigionieri dei nostri errori.*
____________ "La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre" - Albert Einstein
Mah, io francamente a tutto questo principio del dominio franco-germanico ci credo limitatamente.
Vero è che i paesi "Euro" piu' in difficoltà sono, guarda caso (eccetto l' Irlanda, che comunque non ha proprio un peso economico estremamente rilevante), proprio quelli dell' area mediterranea, cioé "le cicale". Paesi dove guarda caso, la politica del furbetto é sempre vincente (noi ovviamente uber alles, ma non é che Grecia e Spagna scherzino, ovviamente).
Ci é stato propalato da Prodi e Ciampi un mondo bellissimo nell' euro, quando la sensazione era sempre quella del "passo piu' lungo della gamba".
Si pensava che l' Euro divenisse il gancio di traino per un' economia da sempre traballante quale quella italiana, ma si era già visto, con "l' antipasto" della perdita del potere d' acquisto dato da una quantomeno disinvolta gestione del passaggio lira-euro (segnatamente una mancata sorveglianza sui prezzi al dettaglio), che sarebbe stata molto piu' dura.
Poi è arrivata l' epoca della delocalizzazione selvaggia, con altra conseguente mazzata. Nel frattempo, la fine della prassi della svalutazione (aspirina usata per curare il cancro), ormai non piu' attuabile, ha iniziato a soffocare ulteriormente la ns economia.
Si è arrivati quindi al "redde rationem", la resa dei conti che ci propone un conto salatissimo.
Che ci siano sporche manovre speculative, non c'è dubbio, ma che il nostro fosse un sistema a rischio, in gran parte per la "allegra gestione" di tanti anni di politica consociativa ed indulgente verso lo spreco ed i finti fasti, era certo.
Quindi, continuo sempre a ritenere il ns sistema (politica in primis) il principale artefice del disastro.
La Germania, ricordo bene, già col muso lungo per i postumi dell' allora fresca unificazione, vedeva inizialmente l' Euro come il fumo negli occhi: ricordo benissimo una spassosa vignetta della Frankfurter Allgemeine dove una mucca mangiava del buon fieno, rappresentato dal vecchio D.M., per poi defecare euri, questo per dire quanto ben vista era la moneta unica in quel periodo, e quali timori suscitava.
Questo per dire che quando un sistema è forte e ben gestito, riesce a rovesciare a proprio favore anche condizioni inizialmente sfavorevoli mentre, al contrario, un sistema gestito alla cdc resta sempre un sistema alla cdc e produce disastri.
p.s.: per chi vagheggia improvvise resurrezioni post-default: l' Argentina, dopo la "ripresa" di questi ultimi due anni, é di nuovo preda di forti tensioni, chiedere ai trasportatori in sciopero con servizi di scorta alle cisterne di carburanti.
____________ " Intra Tupino e l'acqua che discende
del Colle Eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende........" Dante, Paradiso XI
Mah, io francamente a tutto questo principio del dominio franco-germanico ci credo limitatamente.
Vero è che i paesi "Euro" piu' in difficoltà sono, guarda caso (eccetto l' Irlanda, che comunque non ha proprio un peso economico estremamente rilevante), proprio quelli dell' area mediterranea, cioé "le cicale". Paesi dove guarda caso, la politica del furbetto é sempre vincente (noi ovviamente uber alles, ma non é che Grecia e Spagna scherzino, ovviamente).
Ci é stato propalato da Prodi e Ciampi un mondo bellissimo nell' euro, quando la sensazione era sempre quella del "passo piu' lungo della gamba".
Poi è arrivata l' epoca della delocalizzazione selvaggia, con altra conseguente mazzata. Nel frattempo, la fine della prassi della svalutazione (aspirina usata per curare il cancro), ormai non piu' attuabile, ha iniziato a soffocare ulteriormente la ns economia.
Che ci siano sporche manovre speculative, non c'è dubbio, ma che il nostro fosse un sistema a rischio, in gran parte per la "allegra gestione" di tanti anni di politica consociativa ed indulgente verso lo spreco ed i finti fasti, era certo.
Quindi, continuo sempre a ritenere il ns sistema (politica in primis) il principale artefice del disastro.
Questo per dire che quando un sistema è forte e ben gestito, riesce a rovesciare a proprio favore anche condizioni inizialmente sfavorevoli mentre, al contrario, un sistema gestito alla cdc resta sempre un sistema alla cdc e produce disastri.
Ti quoto perché non avrei scritto una riga diversa. Concordo pienamente. Anzi, penso sia proprio la summa dell'italianità, andare a cercare responsabili "altri", per piangersi un po' addosso. Non è una critica a Marvel che argomenta con dovizia le sue posizioni, ma a quanti superficialmente (secondo me) le sposano.
Poi concordo con Marvel che a questo punto sarebbe se non giusto, forse lungimirante un allentamento della corda da parte della Germania, per il bene di tutti. Ma sul resto no, se siamo nel guano non è colpa ne della Germania ne dell'euro in se, ma dall'assenza TOTALE della politica negli ultimi 30 anni.
Edit: quello che è marcio davvero è il sistema economico e finanziario globale. Il sistema capitalistico mostra i suoi limiti, ma nessuno ha il coraggio, la forza e la volontà di uscirne. L'epilogo finale sarà un drammatico reset, e non si salveranno ne le germanie, ne le cine, ne le arabie.
D'altronde storicamente ogni sistema collassa, e considerando la velocità estrema dei fenomeni e delle transazioni, e considerando la mole abnorme del tutto, assolutamente senza precedenti, il collasso sarà repentino e dolorosissimo.
Mah, io francamente a tutto questo principio del dominio franco-germanico ci credo limitatamente.
Vero è che i paesi "Euro" piu' in difficoltà sono, guarda caso (eccetto l' Irlanda, che comunque non ha proprio un peso economico estremamente rilevante), proprio quelli dell' area mediterranea, cioé "le cicale". Paesi dove guarda caso, la politica del furbetto é sempre vincente (noi ovviamente uber alles, ma non é che Grecia e Spagna scherzino, ovviamente).
Ci é stato propalato da Prodi e Ciampi un mondo bellissimo nell' euro, quando la sensazione era sempre quella del "passo piu' lungo della gamba".
Si pensava che l' Euro divenisse il gancio di traino per un' economia da sempre traballante quale quella italiana, ma si era già visto, con "l' antipasto" della perdita del potere d' acquisto dato da una quantomeno disinvolta gestione del passaggio lira-euro (segnatamente una mancata sorveglianza sui prezzi al dettaglio), che sarebbe stata molto piu' dura.
Poi è arrivata l' epoca della delocalizzazione selvaggia, con altra conseguente mazzata. Nel frattempo, la fine della prassi della svalutazione (aspirina usata per curare il cancro), ormai non piu' attuabile, ha iniziato a soffocare ulteriormente la ns economia.
Si è arrivati quindi al "redde rationem", la resa dei conti che ci propone un conto salatissimo.
Che ci siano sporche manovre speculative, non c'è dubbio, ma che il nostro fosse un sistema a rischio, in gran parte per la "allegra gestione" di tanti anni di politica consociativa ed indulgente verso lo spreco ed i finti fasti, era certo.
Quindi, continuo sempre a ritenere il ns sistema (politica in primis) il principale artefice del disastro.
La Germania, ricordo bene, già col muso lungo per i postumi dell' allora fresca unificazione, vedeva inizialmente l' Euro come il fumo negli occhi: ricordo benissimo una spassosa vignetta della Frankfurter Allgemeine dove una mucca mangiava del buon fieno, rappresentato dal vecchio D.M., per poi defecare euri, questo per dire quanto ben vista era la moneta unica in quel periodo, e quali timori suscitava.
Questo per dire che quando un sistema è forte e ben gestito, riesce a rovesciare a proprio favore anche condizioni inizialmente sfavorevoli mentre, al contrario, un sistema gestito alla cdc resta sempre un sistema alla cdc e produce disastri.
p.s.: per chi vagheggia improvvise resurrezioni post-default: l' Argentina, dopo la "ripresa" di questi ultimi due anni, é di nuovo preda di forti tensioni, chiedere ai trasportatori in sciopero con servizi di scorta alle cisterne di carburanti.
Beh, intanto l'Italia non è l'Argentina come non è l'Irlanda...
stiamo parlando di economie un tantinello diverse, di alcuni ordini di grandezza, e poi il "mio discorso" è chiaramente provocatorio...
anche perché la Germania non ha la benché minima volontà di fare a meno dell'Euro, così come non è conveniente per nessuno fare a meno dell'Italia nell'Euro.
L'Euro senza Italia e Spagna non sarebbe più tanto conveniente.
Francia e Germania si troverebbero a sostenere una moneta scomoda, sia politicamente che economicamente.
L'Italia farebbe sicuramente fatica, nei primi tempi, ma poi dopo un assestamento di qualche anno potrebbe comunque giocarsela discretamente. Il problema è che dall'Euro non ci faranno mai uscire, ci sono troppi interessi in ballo.
Ormai siamo "cosa loro"...
Così come non faranno uscire la Grecia...
Se avessimo dei politici seri, in questo momento saremmo in grado di prendere la Merkel per le palle (chissà che non le abbia davvero.. . ) dargli una stretta e farle accettare le nostre condizioni... e farle mollare qualcosa, se saltiamo noi saltano anche loro.
Il dominio franco-germanico è REALE, come sono reali gli interessi franco-tedeschi in Grecia, motivo per cui si è deciso di indebitarci tutti per finanziare una sorta di salvataggio della Grecia (che salvataggio non è), come anche della Spagna, e a cui l'Italia sta contribuendo per un 20%, aggravando ulteriormente il proprio debito.
Per farti capire quali sono gli interessi (e sono solo alcuni), nel caso greco ma maggiori nel caso spagnolo, che hanno la Germania e la Francia, guardati questo video:
Capito? La GRECIA è il 4° IMPORTATORE DI ARMI AL MONDO!!!
La pacifica Grecia, con 11 mln di abitanti sta spendendo miliardi di Euro per armarsi (riciclando vecchie armi di altri paesi che gliele stanno vendendo). E indovina un po' chi gliele sta vendendo??? GERMANIA e FRANCIA!!!
Gli stessi paesi che ne criticano le spese che hanno condotto ad un aggravarsi del debito greco!!!
Capisci ora in che MAFIA siamo?
L'UE delle BANCHE non è altro che un grande mercato in cui avvengono i peggiori affari, alle spalle dei cittadini a cui si continua a dire che senza EURO sarebbe la catastrofe e, addirittura, paventando il rischio di guerre future!!
Per carità!!!
Il PECCATO ORIGINALE dell'EURO e quindi dell'Unione Europea, che è solo un'unione monetaria e commerciale, è proprio questo: ci siamo "uniti" per fare meglio affari gli uni con gli altri, e con l'estero. Peccato che, come tutti i sistemi basati sul libero mercato, come in una specie di "selezione naturale" che vale sia per le aziende che per gli stati, vale la REGOLA "pesce grosso mangia pesce piccolo"!
Insomma, la Germania era uno squalo già allora, noi eravamo dei gattucci (con tutti i nostri difettacci e malaffari), una moneta come l'€ ha permesso alla Germania di restare competitiva e proliferare, a noi invece, sicuramente anche "grazie" ai nostri politici, ha ben presto rappresentato una limitazione alla crescita.
La GB ha sempre giudicato l'Euro un pessimo affare per chiunque, una serie di balzelli ed imposizioni atte a favorire il mercato delle grandi corazzate economico-finanziarie, riducendo le autonomie locali. Giustamente, con la moneta che si ritrova, se n'è tenuta a debita distanza... pur dovendo accettare anch'essa delle restrizioni.
Per uscire dal questa fase di stallo, o la Germania fa un grosso sacrificio accollandosi parte dei debiti delle economie più deboli (riequilibrando, in qualche modo, un sistema che ha favorito soprattutto la Germania stessa) o si procede con le 2 famose marce, con un'Eurolandia di serie A ed una di serie B, correndo velocemente verso un'unione politica e fiscale appena possibile. (GLI STATI UNITI D'EUROPA ... che fanno inorridire i tedeschi).
Con l'Europa a 2 marce, Germania e pochi altri da una parte, tutti gli altri dall'altra... con enormi costi e difficoltà di ogni genere, ma almeno impedendo questo stillicidio per le economie meno forti, che stanno crollando giorno dopo giorno, e ridando speranza di ripresa anche tramite una moneta competitiva e regole meno restrittive.
PS( mi dispiace che Berlusconi abbia espresso dubbi sull'Euro, ora la questione verrà imbrattata inesorabilmente!)
____________ "La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre" - Albert Einstein
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